Maceratese, la rabbia mancata e quella dilagante tra la tifoseria

La sfida di San Nicolò ha lasciato tanto amaro in bocca a tutti. Pareggiare con l'ultima in classifica e con la doppia superiorità numerica non può passare inosservato
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Enrico Maria Scattolini

Enrico Maria Scattolini

di Enrico Maria Scattolini

LA RABBIA MANCATA (—) clamorosamente ai biancorossi a Teramo, contro il San Nicolò.

LA RABBIA PRETESA (+++), giustamente, dalla dottoressa Tardella che, qualche tempo fa, si lasciò sfuggire la… lungimirante intenzione di pagare gli stipendi ai giocatori solo in base alla grinta da loro espressa in campo, al di là delle canoniche scadenze di fine mese. Mi risulta però che non l’abbia fatto, continuando così a rispettare rigorosamente gli impegni della società, a differenza di tante altre consorelle. Ma questo deve essere un assoluto punto di forza da mettere sul piatto della bilancia.

LA RABBIA DILAGANTE (+++) fra la splendida tifoseria maceratese, allocata nella curva nord dello stadio abruzzese, che al termine della partita si è rifiutata di rispondere al saluto dei suoi (ex?) idoli, i quali, nella circostanza, avrebbero dovuto avere almeno il buon senso d’infilare direttamente il sottopassaggio degli spogliatoi.

LA RABBIA TRASPARENTE (+) di Di Fabio che, in sala stampa, stenta intanto a capacitarsi e poi a spiegare ai giornalisti l’incredibile calo di concentrazione della sua squadra: ”Mi sono inutilmente sgolato dalla panchina per sollecitare il massimo impegno sino alla conclusione dell’incontro. Sono incavolato nero!” Ed infine a nascondere la sua sorpresa: ”Eppure i miei ragazzi più volte hanno dimostrato di essere dei combattenti.”

Federico Melchiorri 3

Federico Melchiorri espluso a San Nicolò

LA RABBIA DI MEDESIMO, che decide di accendersi, di soppiatto, una distensiva sigaretta (-) dopo la doppia espulsione di Petronio e Paris, convinto che, da quel momento, avrebbe tranquillamente raccontato una beneficiata di gol della benamata (che tuttavia, per lui, resta ancora tale); e corre invece il rischio di rimanere soffocato dal fumo che gli va di traverso in gola.

O NON INVECE, PIU’ REALISTICAMENTE, LA PRESA D’ATTO di un ciclo avviato alla conclusione (-)? Da parte di una squadra che ha regalato una splendida avventura (+) alla città; che deve essere ringraziata per questo; ma dalla quale, d’ora in avanti, non si potrà pretendere più di tanto. Comunque anche le altre del vertice della classifica non mi sembra che viaggino con il vento in poppa, ad eccezione della capolista e del Termoli.

E LA DEFINITIVA CERTIFICAZIONE DELLA SUA “MELCHIORRIDIPENDENZA”(-)?, dal momento che l’assenza di  Melchiorri prima e poi il suo calo di condizione per infortuni vari hanno coinciso con i tre mediocri pareggi di Isernia (anche con un giocatore in più per quasi un’ora), Recanatese all’Helvia Recina (poi strapazzata a domicilio dalla Civitanovese) e sabato di Teramo (contro la maglia nera del gruppo). In mezzo soltanto la bella parentesi con il Fidene in casa.

NEL SENSO CHE, con Melchiorri mancante o non apicale, la manovra biancorossa è mutilata delle sue improvvise e devastanti verticalizzazioni, e della sua concretezza offensiva (-). Per la discontinuità di Piergallini, la ricorrente evanescenza di Orta e l’ormai documentata inconcludenza di Negro.

Giuseppe Negro

Giuseppe Negro

IL QUALE NEGRO (-) era a mezzo servizio anche contro il San Nicolò, stavolta sofferente di una tonsillite; quindi utilizzato solo negli ultimissimi minuti di gioco, a frittata già fatta. Dopo l’espulsione di Melchiorri per il secondo fallo da… frustrazione. Un Negro in buona salute, e con appropriata autonomia, avrebbe probabilmente consentito a Di Fabio di evitare almeno quest’ultimo, sventurato accadimento.

FORT VILLAGE=TERAMO (-) La svagatezza dei biancorossi contro il San Nicolò (leggi l’articolo) mi ha ricordato il disgraziato precedente del match straperso contro il Fidene, nel girone di andata. Con la sola non trascurabile differenza che, se a Roma mai si sarebbe potuto evitare il disastro per l’incrocio del pomeriggio storto della Maceratese con quello invece esaltante dei capitolini, in Abruzzo sarebbe bastato al contrario un minimo – ma forse anche meno – di attenzione per difendere il vantaggio.

CI SONO O CI FANNO (-)? Com’è mai possibile assistere puntualmente alla resa della difesa maceratese contro gli attacchi avversari più astenici fra le proprie mura (—)? Esempi: la Civitanovese del derby in riva all’Adriatico ed appunto il San Nicolò, che, prima della doppietta rifilata ai biancorossi, aveva una media di realizzazione casalinga esattamente dello 0,3%.

EPPURE, NONOSTANTE LA DOPPIA SUPERIORITA’ NUMERICA, due squilli di tromba degli abruzzesi avrebbero dovuto mettere quanto meno in allerta i biancorossi (-): la traversa colpita da Padovani e l’incredibile decisione dell’arbitro di trasformare un calcio di rigore in favore dei padroni di casa in un innocuo tiro piazzato dal limite, per un dubbio contatto in area, comunque giudicato irregolare, di un difensore marchigiano con un attaccante teramano. Attraverso il …semplice arretramento del pallone di qualche galeotto centimetro al di qua della linea dei sedici metri ospiti.

E’ QUESTO CHE FA VERAMENTE ARRABBIARE (—), tanto per rimuginare le iniziali, sofferte considerazioni.

VERDETTO A BREVE Giovedì prossimo, nell’anticipo pasquale contro l’Amiternina, si saprà comunque la verità sulla capacità/possibilità della Maceratese (orfana dello squalificato Melchiorri) di difendere la posizione dei play-off. I marsicani sono avversari da brivido: (a) hanno collezionato in trasferta lo stesso numero di successi delle big del girone (sei), capolista esclusa; (b) hanno in avanti un micidiale Pedalino che fa reparto a sé; (c) debbono evitare il risucchio nella griglia play-out (+). Pertanto non concederanno sconti.

CE LA FARANNO I NOSTRI EROI? Di Fabio ne è convinto (+). Lui, che sabato scorso ha mostrato molto pragmatismo nelle-condivisibili – scelte tattiche (+), sa che la sua squadra ritroverà l’antico mordente. Ma ci sarà anche l’indispensabile supporto della forma atletica? Che il mister ha visto anche a Teramo, almeno nel primo tempo. Io, per la verità, mai!



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