Civitanova: confusione nel conto dei voti

Possibili rettifiche per incongruenze e problemi nei seggi. Intanto i commercianti chiedono un assessorato e voteranno l'astensione
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I BALLOTTANTI - Massimo Mobili e Tommaso Claudio Corvatta

 

di Laura Boccanera

Nè con Corvatta, nè con Mobili. I commercianti civitanovesi dell’Acc di comune accordo hanno deciso di votare l’astensione. Dopo che alcuni esponenti della categoria hanno cercato di catturare voti e rappresentanza all’interno del consiglio candidandosi con vari partiti e civiche, ma con scarsi risultati l’Acc prende una posizione netta: “Per il prossimo ballottaggio e’ intenzione della nostra categoria l’astensione, decisione presa dopo riunione del direttivo, e consulto tra vari commercianti – dicono in una nota firmata – siamo stanchi di essere rappresentati da persone non competenti nelle problematiche del commercio e del turismo della citta’, i due punti cardini per il rilancio di Civitanova. Siamo stanchi di veder sperperati i nostri soldi sia di commercianti che di cittadini, i nostri investimenti non ci ripagano perché la nostra città ha smarrito la leadership dello shopping e del turismo che aveva fino agli inizi degli anni 2000”. Un appello quello dei commercianti fatto sia a Corvatta che a Mobili: chiedono maggiore competenza sull’assegnazione degli assessorati dedicati al commercio e non “scambi e favori”. Il criterio proposto dall’Acc è di assegnare come assessorati “al Commercio un Commerciante, al Turismo un operatore turistico, proprietario di un agenzia di viaggi o di un locale, al bilancio un Commercialista e via dicendo. Al commercio va inserito uno di noi. Nella nostra prossima riunione di categoria pre ballottaggio decideremo se e dove orientare la nostra forza elettorale”. I commercianti dell’Acc chiariscono anche la posizione in merito al periodo pre elettorale quando si ipotizzava di candidare due esponenti della categoria, uno di centrodestra e uno di centrosinistra sui quali far confluire voti, un progetto che però si è arenato, disperdendo di fatto i voti. E a distanza di tempo Licio Cesetti si toglie qualche sassolino dalla scarpa “Per la Sinistra era stato scelto Peroni che si era candidato altre volte, per la Destra il possibile candidato era da scegliere tra 2 o 3 nomi, uno di questi ero io – sottolinea Cesetti – Questo era stato deciso nelle riunioni che sono iniziate a Settembre 2011 e terminate nel mese di Marzo 2012. Nell’ ultima riunione pre elettorale ho declinato la candidatura , in primis per motivi personali, e poi perché molti commercianti hanno ceduto alle promesse dei partiti o liste e hanno abboccato candidandosi per loro conto. Come dicevo i commercianti candidati nei vari schieramenti di destra, centro e sinistra sono stati all’incirca 20 per un totale di 400 voti. Il nostro obiettivo pre elettorale era di 500 voti per due candidati, consapevoli che la nostra forza elettorale era di molto superiore, ma purtroppo nel nostro dna di commerciante abbiamo il disfattismo di bottega o invidia chiamatela come volete. Con 500 voti ne mettevamo due nel palazzo, così non abbiamo niente”.

Nel frattempo importanti novità potrebbero scompaginare il voto e le preferenze date ai singoli candidati: la commissione elettorale oggi si è riunita per analizzare i verbali delle votazioni: sembrerebbe infatti che ci sia una incongruenza tra schede e voti per un totale di circa 40 voti che sono stati esclusi dal conteggio. I problemi maggiori si sono verificati al seggio numero 9 di via Almirante, ma discordanze ci sarebbero anche in altri seggi come quello di Fontespina. Al vaglio della commissione al momento sono i registri e non le singole schede che sono sigillate in prefettura e che possono essere riaperte ed esaminate solo con un ricorso al Tar. E’ possibile che già da domani la commissione renda note eventuali rettifiche.



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