Aumenti tariffari record dell’acqua
Sacchi chiede lumi all’Amministrazione

MACERATA - Presentata un'interpellanza dove, fra l'altro, si chiede " in che misura, incidono nella determinazione della tariffa gli investimenti effettuati per la realizzazione dell’Acquedotto del Nera”
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Riccardo Sacchi in Consiglio comunale

I continui aumenti tariffari relativi al servizio idrico a Macerata, dove negli ultimi cinque anni l’incremento ha toccato il 52.2 per cento (leggi l’articolo), sono al centro di un’interpellanza presentata da Riccardo Sacchi, consigliere comunale del Pdl.  “Per l’anno in corso e a partire dal mese di gennaio” si legge nell’interpellanza “l’APM S.p.A. ha deliberato un aumento delle tariffe del 6%. Questo ultimo incremento si somma ad una lunghissima serie di aumenti che, negli ultimi cinque anni, avevano già fatto lievitare il costo dell’acqua del 52,2%. In virtù di ciò, Macerata ha il triste primato tra i capoluoghi delle Marche e si pone, addirittura, tra i primi dieci capoluoghi italiani per gli aumenti delle tariffe del servizio idrico, e ciò nonostante la nostra rete sia una di quelle vantano la minor dispersione. L’APM avrebbe ritoccato tutte le voci della bolletta, tanto la quota fissa, quanto quella variabile del servizio acquedotto, nonché i canoni per la depurazione e le fognature. In particolare, l’aumento della quota fissa del servizio acquedotto per gli usi domestici dei residenti passerebbe dagli attuali 20 euro a 23 euro e dagli attuali 50 euro a 56 euro per i non residenti, con un aumento pari, rispettivamente, al 15% e al 12%. A causa di questi aumenti tariffari, la spesa media annua a nucleo familiare, che nel 2007 ammontava a circa 245 euro, è passata a 373 euro circa nel 2011 e giungerà, nel 2012, vicino a 400 euro a cagione di un ulteriore aggravio di circa 20 euro a famiglia.

L’APM ha tentato di motivare questi aumenti a mezzo stampa con “la mole di investimenti effettuati (fognatura e depurazione) … i costi operativi elevati”. Il 18 luglio 2011 è stato pubblicato nella G.U. il DPR n. 116, mediante il quale il Presidente della Repubblica, in seguito al risultato della consultazione referendaria, ha parzialmente abrogato il comma 1 dell’art. 154, D. L.vo n. 152/2006, nella parte concernente “l’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”: quanto sopra impatta sulla determinazione delle tariffe”.

Nell’interpellanza Riccardo Sacchi domanda all’Amministrazione “se nella determinazione della tariffa è stato tenuto conto “dell’adeguatezza del capitale investito” e, nello specifico, se è stata valorizzata la componente “R” della formula individuata dal D.M. 1/8/1996 (Metodo Normalizzato); se all’interno della componente “R”, eventualmente valorizzata, siano stati considerati sia il costo del denaro utilizzato per realizzare le opere sia il margine aziendale specifico; se parte degli aumenti sono dovuti alla cattiva gestione del ciclo integrato delle acque in considerazione del fatto che il Metodo Normalizzato prevede, nella determinazione della tariffa, la componente “C” relativa alla remunerazione dei costi di gestione; se è stata attentamente valutata la possibilità di non operare aumenti in attesa di vedere emanata la normativa che dovrà regolamentare la tariffazione del servizio idrico integrato, prevista,oltretutto, dall’art. 170, comma 3, lett. I, anche tenendo conto che, in un periodo di grave crisi economica come quello che stiamo attraversando, tali aumenti, relativi ad un servizio essenziale come l’acqua, rischiano di provocare effetti estremamente negativi per le famiglie.

Si chiede infine di sapere se, ed in che misura, incidono nella determinazione della tariffa gli investimenti effettuati per la realizzazione dell’Acquedotto del Nera”.



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