Sgolastra racconta l’esperienza azzurra
“Mi tremavano le gambe”

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Nico-Sgolastra

Nico Sgolastra

di Mauro Nardi

Non è riuscito a staccare il biglietto per la gara in Norvegia ma il debutto in azzurro potrebbe essere comunque dietro l’angolo. Nico Sgolastra è tornato a casa dai quattro giorni di ritiro con la nazionale di calcio a 5 con la consapevolezza di aver dimostrato tutte le sue qualità al ct Roberto Menichelli. Il 24enne di Recanati che gioca nell’ASD Civitanova ora spera di convincere il commissario tecnico a convocarlo per il return match che l’Italia giocherà a Conversano il prossimo 12 aprile. Una partita che vale l’accesso ai campionati mondiali che si disputeranno a novembre in Tailandia, un obiettivo ormai vicino dopo il 5-0 maturato ieri sera in terra scandinava. “Facciamo un passo alla volta – dice l’atleta fresco d’azzurro – devo ancora metabolizzare questo inatteso stage vissuto a Velletri che per me significa tantissimo. L’azzurro rappresenta il massimo per ogni atleta e non ho vergogna a dire che mi tremavano le gambe. Quando il presidente mi ha chiamato per avvisarmi della convocazione a momenti svenivo. Al mio fianco avevo degli amici che possono testimoniarlo”. Sgolastra ha raccolto qualcosa di importante ed ora non vuole lasciarselo sfuggire. “Commetterei un grosso errore se considerassi questa convocazione come un punto di arrivo – continua l’atleta –  d’ora in avanti lotterò con maggiore forza ed impegno per conquistare un posto nella nazionale. Se non sarà per la gara di ritorno non importa, sò che ci saranno altre occasioni e darò il cento per cento per prendervi parte.  Non nascondo che mi piacerebbe giocare la gara di ritorno con la Norvegia, per non parlare del Mondiale. Prendere parte alla spedizione azzurra sarebbe un sogno. Sarei pronto ad avviarmi anche a piedi”. L’impatto con il clan è stato piu’ che positivo. “Avevo un’ansia incredibile e la paura di sbagliare tutto – ammette Sgolastra – poi queste senzazioni se ne sono andate una volta conosciuto il gruppo storico della nazionale. Compagni e mister sono stati eccezionali e durante gli allenamenti non hanno risparmiato consigli e parole di incoraggiamento. Anche una pacca sulle spalle vuol dire tanto e serve per sciogliere la tenzione”. Sgolastra, unico dei marchigiani convocati dal ct, è entrato nella storia. Almeno per quanto riguarda lo sport cittadino che in passato ha visto un solo calciatore indossare la maglia della nazionale, quel Giuseppe Farina che negli anni 50 ha giocato con Torino e Sampdoria e che a tutt’oggi rappresenta un icona di impegno e lealtà. “Quando mi paragonano a questo grande campione mi viene la pelle d’oca per l’emozione – continua il giovane – sapere di raccogliere la sua eredità mi rende la persona piu’ felice di questa terra e mi spinge a dare il massimo per superare le difficoltà che d’ora in avanti troverò lungo il cammino, non tralasciando mai quelle che sono le caratteristiche fondamentali di un atleta. Ovvero l’impegno ed il sacrificio”. Quest’anno con l’ASD Civitanova ha totalizzato 25 gol, piazzandosi al terzo posto della classifica dei bomber della serie A2. Un bel bottino da impinguare nelle ultime tre giornate che mancano alla fine della stagione, che potrebbe essere l’ultima in riva all’adriatico. “Per ora non voglio pensare al futuro – apostrofa Sgolastra – ad essere sincero sono stato contattato già da diverse squadre ma ora voglio solo concentrarmi su questo finale di campionato. Quest’anno abbiamo conquistato la salvezza con largo anticipo ma non dimentichiamo che alla fine del girone di andata eravamo nelle prime posizioni. A causa della partenza di qualche giocatore importante siamo scivolati in classifica. Un vero peccato perchè con l’organico di inizio campionato avremmo potuto anche vincere il campionato, ma egoisticamente parlando questa situazione ha giocato a mio favore perchè ho avuto molto piu’ spazio. Nel calcio a 5 è come nel calcio maggiore. La grande quantità di stranieri non consente molto spazio ai giovani che vogliono emergere”. Sgolastra, un passato nella Recanatese, oggi piu’ che mai non nutre nessun rammarico per aver cambiato disciplina sportiva. “Quando non sono stato confermato alla Recanatese ho passato un periodo molto brutto, ero schifito dal calcio tanto che volevo chiudere con lo sport – ricorda Sgolastra – poi gli amici dell’Helvia Recina del presidente Bravi mi hanno fatto riaccendere la passione. La bocciatura della Recanatese con la quale avevo giocato sin da piccolissimo è ancora una ferita aperta, ma non mi sento di colpevolizzare nessuno. Chi era al timone della squadra ha fatto le sue scelte e ed è giusto non criticarle, anche perchè all’epoca probabilmente mancavo di quel pizzico di carattere che poi ho maturato nel tempo. Spero però che oggi qualcuno si morda i gomiti per avermi lasciato andar via tanto facilmente”.



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