Mister Carinelli racconta
la metamorfosi della Monteluponese

PROMOZIONE - Nelle ultime 10 partite la formazione di patron Mancini ha conquistato 22 punti: "Merito di tutti ma stiamo tranquilli, la salvezza è ancora tutta da conquistare"
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carinelli

Mister Enrico Carinelli della Monteluponese

di Mauro Nardi

Sei successi e quattro pareggi, 13 gol fatti e 5 subiti. E’ questo il ruolino di marcia della Monteluponese nelle ultime dieci giornate della Promozione girone B. Senza ombra di dubbio la squadra piu’ in forma in questo finale di stagione nel quale si lotta per raggiungere gli obiettivi fissati ad inizio campionato che per la truppa del presidente Sandro Mancini è la salvezza. Un traguardo ormai vicino e che potrebbe cambiare se i giallo – rossi confermeranno quanto di buono dimostrato nel girone di ritorno, nel quale hanno piegato squadroni di alta classifica come Vis Macerata, Folgore Falerone, Portorecanati e Porto Sant’Elpidio. La zona play out e quella play off sono equidistanti e a sette giornate dalla fine può accadere di tutto. “Il nostro obiettivo resta la salvezza che è ancora tutta da conquistare – stempera l’allenatore Enrico Carinelli – in queste ultime giornate la squadra sta rispondendo bene ma non dobbiamo illuderci in quanto ci sarà da lottare sino alla fine. Stiamo cercando di fare il possibile per mantenere una categoria che questa società ha conquistato quasi a fine estate. Gli sforzi messi in campo non sono stati pochi e siamo tutti motivati a ripagarli con la permanenza in Promozione”. Una delle chiavi di volta della stagione è stata la decisione di giocare le partite casalinghe a Montefano. Una scelta difficile ma che ha dato i suoi frutti come stanno a testimoniare i numeri. “Una scelta non certo indolore ma necessaria – continua il mister – Il passaggio in Promozione ha richiesto tra l’altro l’allestimento della squadra juniores che partecipa al campionato regionale.

Sandro-Mancini-Monteluponese

Il presidente della Monteluponese Sandro Mancini

Quindi tra partite e allenamenti il campo non ha retto. Giocarci era diventato veramente impossibile sia per noi che per gli avversari e abbiamo maturato la decisione di emigrare a Montefano. Una scelta dura e anche costosa per la società, ma inevitabile in un momento nel quale i risultati stentavano ad arrivare. Dispiace non giocare a Montelupone ma chi vuole il bene della squadra e della società capisce questa scelta”. Un altro imput non indifferente sono stati i grossi cambiamenti in organico apportati dalla società, dopo un inizio decisamente sotto tono. “Non dimentichiamo che avevamo allestito una squadra per giocare la Prima categoria, dopo di che il ripescaggio ha cambiato le carte in tavola – apostrofa Carinelli – in accordo con la dirigenza abbiamo provato ad affrontare il campionato con quella squadra ma con il passare delle giornate ci siamo accorti che le cose non andavano bene. Il presidente ha così deciso di portare grossi cambiamenti all’organico e la scelta al momento si sta rivelando giusta”. Sabato c’è l’esame Pagliare, una squadra che già da qualche settimana ha l’Eccellenza in tasca e che attende solo la matematica. “Ci prepareremo al meglio sperando di recuperare qualche acciaccato – continua il tecnico – Andremo a giocarci la partita come abbiamo sempre fatto, con l’obiettivo di strappare qualcosa di utile per la nostra classifica”. Enrico Carinelli, ex bomber della Recanatese degli anni 90, è alla sua prima avventura in panchina dopo sette stagioni a fianco dell’amico Roberto Mobili. Prima sulla panca dei leopardiani con la quale ha vinto il campionato di Promozione ed Eccellenza, poi in quella del Tolentino. “Una scelta difficile ma compiuta e vissuta con la massima serenità – conclude Carinelli – con Roberto mi lega una profonda amicizia e non peraltro abbiamo iniziato assieme il percorso di allenatore. Ci siamo tolti molte soddisfazzioni e ho acquisito un bagaglio di esperienza non indifferente. La separazione non è stata indolore ma quest’estate ho avuto voglia di mettermi in gioco. Una scelta non facile ma della quale sono tutt’ora convinto”.



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