di Cristina Grieco
E’ ripreso oggi il processo per l’omicidio Brandi ed è stata la prima volta di Sauro Muscolini davanti ai giudici. La Corte D’Assise cerca il colpevole per gli eventi che hanno visto vittima Felice Brandi, ucciso con 24 coltellate nella propria abitazione di via Filelfo a Tolentino. Ancora oggi l’unico imputato rimane l’amico Sauro Muscolini. Quella odierna è stata un’udienza importante, dove l’imputato è apparso calmo e ha risposto con tranquillità alle domande, in certi momenti anche pressanti dell’accusa. Sauro Muscolini ha ribadito la sua innocenza, ricostruendo quanto accaduto quella sera del 30 luglio 2010. La sua versione resta quella che aveva già esternato dopo l’arresto. “Sono entrato a casa di Felice. L’ho visto lungo per terra con tanto sangue intorno e mi sono inginocchiato per cercare di soccorrerlo. Lì vicino c’era un coltello che ho spostato più in là. Quando mi sono accorto che Felice era morto, mi sono rialzato e sono andato a chiudere la serrandina, perchè mi sono spaventato e ho sentito delle voci provenire da fuori. Poi ho messo il coltello nella cintura e me ne sono andato”. Gli avvocati difensori Pierlorenzo Ariozzi e Roberta Barabucci si sono detti molto soddisfatti di come Muscolini ha retto alla pressione dell’esame, manifestando, secondo la loro opinione, estrema logicità, precisione nel ricostruire i fatti e calma, caratteri che dicono non potrebbero che appartenere ad una personalità innocente. Stamattina in aula era presente anche la criminologa Margherita Carlini, incaricata di seguire il caso dalla difesa di Muscolini. La Carlini si è detta serena e lieta che finalmente si sia potuta ascoltare anche la voce di un imputato che fino ad oggi, a torto o a ragione è stato dipinto come un “mostro”.
A dare una mano a Muscolini è arrivata oggi anche la testimonianza del tanto atteso consulente tecnico dottor Cortucci. Nel corso della precedente udienza, l’accusa, a seguito della mancata comparizione per legittimi impedimenti del dottor Cortucci per due udienze consecutive, aveva dichiarato di essere disposta a rinunciare al testimone. Di tutt’altro avviso la difesa dell’imputato che invece aveva dichiarato, forse a ragione visto il peso che questa testimonianza potrebbe avere nel prosieguo del processo, di non voler assolutamente rinunciare alla testimonianza tecnica che oggi in aula ha offerto il dottor Cortucci. Lo stesso, che è stato il primo tra i consulenti tecnici a giungere sul luogo del delitto, ha infatti escluso che le ferite rinvenute sul corpo della vittima abbiano interessato delle arterie. Particolare non da poco, considerato che, solo l’arteria se viene colpita genera uno zampillìo di sangue mentre il sangue venoso provoca unicamente un gocciolamento ma non degli “schizzi”. Questo sarebbe importante per comprendere l’origine delle macchie rinvenute sui vestiti di Muscolini. Tra l’altro, Brandi era vestito e pertanto l’unico colpo dal quale il sangue avrebbe potuto zampillare, macchiando l’assassino era quello che è stato inferto al collo. Invece, il consulente tecnico Cortucci ha confermato che si è trattato della vena succlavia (localizzata sotto la clavicola) e in quanto tale il sangue che ne è fuoriscito non sarebbe stato in grado di generare zampillìo. Cortucci ha inoltre stimato la morte del Brandi tra le 20 e le 24 ore precedenti il ritrovamento del cadavere e ha confermato che in relazione all’ingente quantitativo di sangue rinvenuto, Sauro Muscolini per procurarsi le macchie sui vestiti così come sono stati ritrovate avrebbe dovuto rimanere accovacciato sul luogo del delitto per almeno 30 minuti dopo l’omicidio. Il processo proseguirà con la sfilata dei quindici testi della difesa, e l’attesa non sarà lunga visto che l’udienza è già stata fissata per il prossimo lunedì.
Commenti disabilitati per questo articolo