La storia del cinema rivive a Montecosaro
con la splendida Claudia Cardinale

Si inaugura il museo, unico al mondo, "Cinema a pennello". La mitica C.C., definita dal The Independent la più grande invenzione italiana dopo gli spaghetti, dice: "Un doveroso tributo a quei pittori che ci hanno immortalato e reso popolari"
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claudia-cardinaledi Maurizio Verdenelli

Una star internazionale, icona italianissima della grande storia del cinema, un paesino delle Marche tra i colli che annunciano ed anticipano l’Adriatico, un uomo capace di ‘smuovere’ montagne e ‘mostri sacri’ (“E’ venuto anche Dalla?! Via, non ci posso credere, Lucio è un tale ‘orso’!” esclamò incredulo Renzo Arbore) ed infine un museo dedicato alla grafica pubblicitaria cinematografica, unico al mondo.
Lei è Claudia Cardinale, lui si chiama Paolo Marinozzi ed abita nel bel palazzo di famiglia di Porta San Lorenzo a Montecosaro (il ‘paesino’) e al suo museo ha dato il nome fascinoso ed intrigante: “Cinema a pennello”.
Se la Francia aveva la mitica e biondissima  B.B. (Brigitte Bardot), l’Italia ha sempre sbandierato con orgoglio la sua bellissima e bruna C.C.: sarà lei, Claudia Cardinale ad inaugurare le sale espositive del museo alle ore 18 di sabato 25 giugno.
Il manifesto celebrativo ha l’immagine di Totò in un bozzetto di Iaia. Non poteva Marinozzi non affidarsi nuovamente a questa laicissima icona dell’arte cinematografica italiana. Cominciò proprio con un omaggio al principe De Curtis, tanti anni fa, la lunghissima carrellata di personaggi famosissimi che con fervente curiosità si sono avvicinati a Montecosaro e a Palazzo Marinozzi attratti da Paolo, dalla sua energia prorompente e dall’incredibile capacità organizzativa -parole di Fabrizio Zampa, inviato del ‘Messaggero’ e figlio del celebre regista. Quell’energia da operoso sognatore è stata capace di attrarre non solo Liliana De Curtis (la figlia di Totò), ma citando a caso ed omettendo numerosi nomi, una serie di ‘stelle’ del calibro di Abbe Lane (un vero scoop il ritorno in Italia, a Roma e Montecosaro, della regina del Cha-Cha), Marisa Allasio, Gina Lollobrigida, le sorelle Kessler, Catherine Spaak, Ornella Muti, la celebre soprano Cerquetti, vice Callas per antonomasia ed ancora, ancora Lucio Dalla, tutti i familiari di Coppi, il Campionissimo, nel revival che si accompagnò alle riprese tv sul ‘Grande Fausto’ mentre sfuggì per un nulla l’organizzazione di un grandioso evento sul Grande Torino.

Claudia-Cardinale_CASARO In questa galleria unica come non ricordare il cha-cha di Abbe Lane che coinvolse a “La Luma” di Montecosaro, trascinati dal suo carisma, praticamente tutti gli astanti compreso il compassatissimo operatore Rai? Come non avere tra i ricordi più suggestivi le istantanee di Marisa Allasio, la protagonista del film cult degli anni 50 ‘Poveri ma belli’ (con Maurizio Arena ed Annamaria Pietrangeli), ancora bellissima e piena di fascino e l’immagine che fissa sorprendentemente Ornella Muti, tutta tesa al suo ruolo di giovane mamma, del tutto dimentica del suo carisma di star?
Con la grande Claudia, Paolo chiude (per il momento, s’intende) il suo magico cerchio di grande collezionista capace tuttavia e sempre di nuove emozioni, nato in lui quando bambino si emozionò alla vista di Coppi impegnato in un’esibizione a Civitanova Marche.
La mostra “Cinema a pennello” è dunque un punto d’arrivo, dopo tanti anni di lavoro. “Sono riuscito a mettere insieme –dice Marinozzi- le opere dei maggiori cartellonisti del cinema, quei pittori di manifesti che vanno dai maestri Ballester, Capitani, Martinati, Brini Manfredo, De Seta, Manno, Olivetti, Cessolon, Geleng, Ciriello fino a Simeoni, Nistri, Iaia, Putzu, Casaro, Avelli, Biffignandi, Mos Gasparri e tanti altri. Sono tutti bozzetti originali dai quali venivano poi stampati i manifesti di film indimenticabili come ‘Ombre Rosse’, ‘La grande Guerra’, ‘La valle dell’Eden’, ‘Fronte del porto’, ‘Ben Hur’, ‘Don Camillo’, ‘L’armata Brancaleone’, ‘I soliti ignoti’, ‘Un dollaro d’onore’, ‘Sedotta ed abbandonata’, ‘I vitelloni’, ‘Il gigante’, ‘Poveri ma belli’,  ‘Psyco’, ‘Colazione da Tiffany’, ‘C’era una volta il West’, ‘Profondo rosso’, ‘Febbre da cavallo’, e numerosi altri capolavori”.
Quale, in definitiva, l’intento dietro a questo sforzo organizzativo, Marinozzi?
“Il giusto tributo a tanti artisti, tutti bravissimi alcuni anche geniali, che hanno dato suggestione e ‘nome’ alla storia del cinema. Artisti, la cui titolarità nell’impresa, è stata sempre oscurata dai nomi presenti nei  cartelloni da loro dipinti. Tutti ricordano i protagonisti e pure anche il regista di un celebre film, ma assolutamente nessuno sa chi ha dipinto il manifesto (pure firmato) che lo ha convinto a comprare il biglietto. Andava dunque salvato questo patrimonio di arte, visto che ora i manifesti si avvalgono di altre tecniche rispetto a quella laboriosa del pittore che interpretava e suggestionava. Certamente, in tutto questo, non è secondario che il museo si trovi in un centro fuori dalle grandi vie di comunicazione, tuttavia inserito in un posto meraviglioso a due passi dal mare. Un centro che va definitivamente scoperto. ‘Cinema a pennello’ può rivelarsi, ed io lo spero, anch’esso uno strumento di valorizzazione tutto l’anno della mia amatissima Montecosaro”.

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MUSEO_flyer_leggeroIL SUO INTERVENTO

di Claudia Cardinale
Dico subito che questo invito a partecipare alla inaugurazione di un evento dedicato al cinema mi ha, in un certo senso, sorpreso per un paio di motivi. Il primo riguarda l’argomento che, per una volta, non prevede la solita premiazione alla prima di un festival, ma una intera storia cinematografica attraverso i cartelloni pubblicitari che anticipavano per le strade la proiezione del film nelle sale.
La seconda sorpresa é dovuta al fatto che questa iniziativa, particolarmente significativa, anziché in città predisposte come Roma, Venezia o Cannes, avvenga in un minuscolo centro marchigiano. Se debbo essere sincera, un’ulteriore curiosità mi ha stimolato la fantasia: la possibilità di ammirare personalmente le opere grafiche che riguardano la mia carriera primo fra tutti il bozzetto di “C’era una volta il West”, film al quale sono particolarmente affezionata.
Probabilmente noi attrici dovremmo essere più riconoscenti verso questi pittori che con la loro arte creativa hanno saputo illustrare volti e storie rimasti per sempre nella memoria popolare. Anche se ho avuto di recente l’impressione che, negli ultimi tempi, ci sia una maggiore attenzione a questa che, secondo me, è un’importante corrente figurativa del ‘900, sinora recepita da soli esperti e pochi collezionisti.
Noto con piacere che, negli ultimi tempi, una più alta considerazione sta progressivamente maturando, oltre che negli appassionati di cinema, anche nell’opinione pubblica. Attenzione rivolta sia verso i rarissimi manifesti sia per i bozzetti dipinti, pezzi unici ed originali, vere e proprie opere d’arte. Proprio come queste che si trovano esposte a Palazzo Maritozzi di Montecosaro dove esiste, che io sappia, il primo museo del genere in Italia e forse nel mondo.
E con piacere dunque che aprirò di questo meraviglioso set cinematografico entrando con particolare curiosità nell’incantevole percorso, dove poter assistere ad un evento davvero originale e riuscire a vederne di tutti i colori perché …pitturato col pennello!

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