I lavoratori della Best incontrano Bonanni
Il segretario nazionale della Cisl ha promesso il sostegno alla trattativa. I sindacati attendono l'incontro di lunedì con i dirigenti dell'azienda
Inizia il primo fine settimana del presidio dei lavoratori della Best Spa. Ieri sera è terminato in Regione un lunghissimo incontro tra i rappresentanti aziendali e le parti sociali alla presenza dell’assessore al Lavoro Marco Luchetti che ha fatto intravedere un barlume di speranza per il proseguo delle trattative. Il prossimo importante passo è previsto per lunedì quando ci sarà un nuovo confronto. Si sono occupate della vicenda dei 125 lavoratori di Montefano, lasciati senza lavoro, anche le trasmissioni televisive “Mi manda Rai3” e “Pubblico Servizio” di Santoro.
Questa mattina una delegazione dei dipendenti Cisl della Best, guidata dai Segretari generali della Cisl di Macerata Marco Ferracuti e della Fim (metalmeccanici) Cisl Rocco Gravina, ha incontrato il Segretario Nazionale Raffaele Bonanni, che si trovava a Pesaro per l’Assemblea organizzativa della Federazione dei metalmeccanici della Cisl. Da Bonanni visibilmente colpito dai contorni della vicenda, i lavoratori hanno ottenuto l’impegno delle Segreterie nazionali della CISL e della FIM a sostenere questa difficile vertenza, mettendo a disposizione della Cisl di Macerata tutta l’assistenza necessaria, non solo dal punto di vista sindacale ma anche legale. Nel frattempo la trattativa prosegue con tempi serrati. Dopo l’incontro di ieri pomeriggio in Regione – terminato con l’impegno assunto dell’A.D. Roberto Leo a tentare la cessione dello stabilimento, ad integrare il trattamento di Cassa integrazione garantita straordinaria e a prevedere incentivi per la mobilità e per la ricollocazione dei dipendenti presso altre aziende. I sindacati la definiscono “una trattativa delicata resa ancora più difficile dalla comprovata inaffidabilità dell’azienda”.
«Abbiamo intenzione di valutare attentamente il comportamento dell’azienda anche dal punto di vista legale – sostiene Marco Ferracuti – per verificare se siano state violate specifiche disposizioni di legge». «Già il fatto di aver portato via i macchinari in un modo così vigliacco è grave in quanto lede profondamente la dignità dei lavoratori e diminuisce le possibilità di cedere lo stabilimento ad altre imprese, eventualmente interessate a riprendere una produzione in attivo. A maggior ragione – conclude Ferracuti – colpiscono la dignità e la responsabilità dei lavoratori della Best, ai quali è stato anche impedito di rientrare per ritirare i loro averi, rimasti negli armadietti dello stabilimento. Una comportamento provocatorio ed esasperante, che poteva anche generare episodi di violenza. Ancora una volta i lavoratori hanno dimostrato maggiore senso di responsabilità dei loro datori di lavoro».
Intanto la protesta continua e andrà avanti finchè non si arriverà ad una soluzione accoglibile.«E’ una trattativa inevitabilmente condizionata dalle modalità inaccettabili tenute dall’azienda- fanno sapere i segretari Rossella Marinucci della Fiom Cgil e Rocco Gravina della Fim Cisl – che ha definito il suo comportamento “francamente non lineare” ma frutto di una scelta di “logica gestionale”, per accelerare la ripresa delle produzioni e salvaguardare il gruppo dalla liquidazione. Impossibile giustificare quanto accaduto e voltare velocemente pagina, ma altrettanto indispensabile aprire un reale confronto sulle tutele da mettere in campo per attenuare il disastro sociale scaricato sulla vita di 125 lavoratori. Frutto del confronto un verbale di riunione che traccia una strada per la definizione di un percorso di ammortizzatori sociali, sostegni economici, impegni concreti per la reindustrializzazione del sito di Montefano, compreso un piano di outplacement per favorire la ricollocazione dei lavoratori. E’ chiaro che il presupposto per aprire la trattativa è il ritiro incondizionato della procedura di mobilità. Auspichiamo per lunedì anche un concreto e serrato lavoro del tavolo tecnico delle istituzioni locali, provinciali e regionali per una reale e sollecita ricollocazione dei dipendenti e riconversione del sito produttivo di Montefano. Consola e fa sentire meno soli i lavoratori in presidio, la solidarietà ricevuta in questi giorni da istituzioni, associazioni, esponenti politici e dalla popolazione dei comuni limitrofi. Unitamente alla grande attenzione della stampa locale, regionale e nazionale, inclusi programmi televisivi nazionali quali “Mi manda Rai3” e “Pubblico Servizio” di Santoro. Il nostro auspicio è che tutta questa attenzione e solidarietà si traduca in azioni concrete e in reali prospettive di un futuro migliore per queste 125 famiglie».
