Montecassiano: rimosse le scritte fasciste
nell’ex sala consiliare

Soddisfazione da parte dell'Anpi

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La sezione ANPI di Montecassiano manifesta la sua soddisfazione per l’avvenuta rimozione della doratura sulle scritte risalenti al ventennio fascista, nella ex sala consiliare: “Questa è la dimostrazione che la volontà popolare, quando si fa manifesta, non può rimanere inascoltata”.

Il giorno dell’inaugurazione della sala consiliare del comune di Montecassiano, dopo i lavori di restauro, ci furono forti polemiche da parte di molti cittadini che manifestarono il loro dissenso con cartelli e varie foto degli eccidi fascisti, diverse anche di stragi che ferirono gli abitanti del paese. L’atmosfera diventò subito calda, coloro che protestavano cercarono di ottenere la parola, senza accettare la proposta dello stesso Capparucci di riaprire il dibattito in altra sede e con altri presupposti (leggi l’articolo).sala_contestata_01-300x2001

 

La vicenda aveva suscitato diverse e contrastanti reazioni: da una parte l’ANPI, tramite il presidente provinciale Giulio Pantanetti, aveva manifestato le proprie perplessità in merito (leggi l’articolo); affermando che la riproposizione di tali scritte fosse un messaggio negativo per le nuove generazioni: l’equivalenza di fascismo e democrazia, dimenticando non solo le sofferenze, i lutti, le sopraffazione, ma l’antisemitismo, la dittatura, la guerra, prodotti connaturati al fascismo.

 

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A queste dichiarazioni aveva risposto Anna Rombini, segretario provinciale de “La Destra”, asserendo che “Tutto ciò che è storia non va cancellato”  e che i giovani sono perfettamente in grado di valutare e capire cosa c’è dietro quelle scritte; inoltre nessuno ha la minima intenzione di paragonare la democrazia al fascismo. (leggi l’articolo).sala_contestata_05-300x200

 

 

 

Ora che le scritte sono state rimosse la presidente dell’ANPI di Montecassiano Maria Enrica Biagiola si augura che simili “sviste” non abbiano a ripetersi e che possa avviare con l’Amministrazione Comunale un rapporto di fattiva collaborazione, come avviene nella maggior parte delle Amministrazioni locali, nel nome dei valori condivisi di difesa della libertà, della democrazia e dell’antifascismo, sanciti dalla Costituzione e riconosciuti dagli statuti di tutti i partiti dell’arco parlamentare.



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