Il Comune rischia di cadere sulle Grotte
A giorni la decisione del Tar

Civitanova Alta: il ricorso di un residente rischia di far ripartire da zero il procedimento amministrativo. Interrogazione di Berdini (Pd): "L'ordinanza deve essere annullata"

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AGOSTO 2010 - Il crollo della palazzina in via Annibal Caro, a Civitanova Alta (foto Vives)

di Laura Boccanera

E’ polemica sulla gestione delle grotte di Civitanova Alta a seguito del crollo dell’agosto 2010 che fece partire un monitoraggio su tutte le cavità. Il Tar infatti in questi giorni potrebbe mettere in discussione il procedimento adottato dal Comune tramite un’ordinanza con la quale si obbligava i residenti che possedevano una grotta al di sotto della proprietà di procedere a proprie spese alla messa in sicurezza. Un residente ha fatto ricorso e si è opposto tramite legali dal momento che la cavità non accatastata non corrisponderebbe al proprietario dell’immobile sovrastante. L’opposizione all’ordinanza è stata portata avanti tramite un ricorso al Presidente della Repubblica per l’annullamento delle disposizioni date dal sindaco e che ora trova soddisfazione nella sentenza con cui il Tar ha riconosciuto che sono fondate le contestazioni del privato. Questa mattina è intervenuto sull’argomento anche Giorgio Berdini del Pd che imputa all’amministrazione un difetto di metodo e di merito. Secondo Berdini infatti il consiglio comunale sulle grotte che porta la data del 12 ottobre avrebbe deliberato di procedere alla messa in sicurezza, lasciando poi in un secondo momento la valutazione dell’onere economico: “ma con l’ordinanza che è successiva al consiglio l’amministrazione adotta un procedimento vessatorio ed illecito come l’ordinanza a carico del privato. In realtà ci si trova di fronte ad uno ius nullius dal momento che la giurisprudenza non si esprime in maniera chiara in merito alla proprietà delle grotte, che non sono così del privato e che se costituiscono un pericolo devono essere di competenza dell’amministrazione. Farò un’interrogazione in merito dal momento che a mio avviso l’ordinanza deve essere annullata”.

Il Tar già lo scorso luglio diede una proroga al Comune per presentare una relazione dettagliata in materia, rinviando il tutto al 27 ottobre dopo un sopralluogo: “ma il sopralluogo è stato effettuato solo il 4 ottobre – dice Berdini – ed il Tar ora lascia solo 20 giorni di tempo all’amministrazione per decidere con gli atti su come ripristinare la situazione”. Una scelta difficile che cade in un periodo in cui al momento a Palazzo Sforza sono assenti sia il sindaco, in vacanza all’estero che l’assessore Carassai impegnato nella Maratona di New York.



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