Si è concluso oggi un nuovo capitolo della vicenda giudiziaria che vede protagonista Bruno Carletti, l’ex direttore del teatro Lauro Rossi che nel 2007 tentò di uccidere la moglie Francesca Baleani.
Bruno Carletti era stato condannato in primo grado a 7 anni, 4 mesi e 14 giorni di reclusione e ad un anno di libertà vigilata. A seguito dell’appello del Procuratore Generale, la Corte di Appello di Ancona condividendo l’impostazione dello stesso Procuratore Generale, aveva modificato la misura di sicurezza di un anno di libertà vigilata tramutandola in tre anni di casa di lavoro.
I legali di Carletti, avvocati Scheggia e Mandrelli, avevano però proposto ricorso per Cassazione sia sulla pena principale che sulla misura di sicurezza. La Cassazione si era pronunciata confermando la pena principale di oltre sette anni di carcere. Sulla misura di sicurezza, però, aveva annullato la sentenza rinviando per il nuovo giudizio a Perugia, accogliendo la tesi difensiva secondo cui all’imputato poteva essere concessa.
Oggi è arrivata la sentenza della Corte d’appello di Perugia che ha praticamente confermato la sentenza di primo grado: un anno di libertà vigilata con assistente sociale. Ad oggi, Carletti deve scontare ancora circa sei anni di carcere.
La sentenza della Corte di Appello di Perugia è stata accolta positivamente dai legali di Carletti. “Accogliamo con favore la decisione sulla della Corte di Appello che rimedia ad un errore dei precedenti giudici”. Carletti sta scontando la pena al carcere di Fermo.
(redazione CM)
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