Scontri di Roma: fermato un giovane di Ascoli
e indagato uno studente anconetano

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Un ragazzo minorenne di Ascoli Piceno è stato fermato in piazza del Campidoglio a Roma perchè nel suo zaino aveva una cartuccia esplosa di lacrimogeno e calzoncini, maglietta, cappello e felpa neri bruciacchiati. Nello zaino c’erano anche volantini anarchici già distribuiti sabato scorso durante il corteo degli Indignati. E’ quanto si legge in un comunicato del Campidoglio. Il fermo è avvenuto a seguito di un controllo di agenti in borghese del Pronto Intervento Centro Storico della polizia di Roma Capitale durante la manifestazione per la liberazione del soldato israeliano Gilad Shalit. Il giovane si aggirava per la piazza del Campidoglio, secondo quanto riferito, quando gli è stato chiesto di aprire lo zainetto. Dentro, oltre a volantini degli Anarchici Insurrezionalisti, quella che potrebbe essere una divisa da black bloc e un ‘souvenir’ degli scontri di sabato. Il giovane è stato consegnato alla polizia per ulteriori accertamenti. Intanto il Pm di Bologna Morena Plazzi ha convalidato il sequestro di materiale avvenuto ieri in casa di uno studente anconetano di 21 anni domiciliato nel capoluogo emiliano, durante una delle perquisizioni nell’ambito dell’operazione scattata dopo i disordini di sabato a Roma. Il giovane, G.P, ritenuto tra i leader dell’aula C autogestita di Scienze politiche, di ambiente anarco-insurrezionalista, è anche tra le sei persone che erano a bordo del camper fermato sull’A1 vicino a Firenze domenica mattina mentre tornavano da Roma. G.P. nello zaino aveva un martello da cantiere e inoltre a bordo c’erano altri oggetti della tenuta da combattimento del blocco nero. A Bologna sono stati trovati oggetti come casco e paracolpi che di per sè, ovviamente, non costituiscono un reato ma collegati gli oggetti trovati sul camper prendono una luce diversa. Anche a Bologna, come a Firenze, G.P. è stato iscritto per porto abusivo di oggetti atti ad offendere, appunto in quanto collegati a quelli trovati sul camper. A breve, comunque, il magistrato bolognese potrebbe inviare gli atti alla Procura del capoluogo toscano.



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