Premio Svoboda all’architetto
Maria Giuseppina Grasso Cannizzo

L'Accademia di Belle Arti accoglie la dodicesima tappa della rassegna Non a voce sola. Sarà anche l'ultimo intervento da direttore di Anna Verducci

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Oriana Salvucci e Anna Verducci

di Lucia Paciaroni

L’Accademia di Belle Arti di Macerata accoglie la dodicesima tappa della rassegna di poesia, filosofia, narrativa, arti e musica “Non a voce sola”. E lo farà conferendo il quattordicesimo  titolo di accademico onorario, nonchè il secondo al femminile: a ricevere il premio Svoboda al talento artistico e creativo, l’architetto Maria Giuseppina Grasso Cannizzo.

Giovedì, alle 10, nel teatro auditorium dell’Accademia, in via Berardi, mentre l’architetto Cannizzo riceverà questo conferimento, Anna Verducci farà il suo ultimo intervento pubblico come direttore dell’Accademia di Belle Arti e sarà lei a curare la laudatio della neo-accademica. Una laudatio particolarmente sentita perchè i percorsi di queste due donne, per diversi aspetti, si assomigliano. “Con grande entusiasmo chiudo questi dieci anni – ha commentato questa mattina in conferenza stampa la Verducci – E lo farò stringendo la mano ad un’eccellenza del settore, architetto come me e con la quale condivido un percorso, anche lei, dopo aver vissuto in grandi città, è tornata a lavorare a casa”.

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Maria Giuseppina Grasso Cannizzo

La Cannizzo infatti, nata in Sicilia, si è laureata in Architettura a Roma e ha alternato l’attività didattica a quella di architetto e sono numerosi i riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale. Nel 2003 è stata segnalata per il Mies van der Rohe Award e il premio d’oro per l’architettura italiana e nel 2004 ha partecipato alla Mostra Metamorph – IX Mostra internazionale di Architettura Biennale di Venezia. “Dopo Roma, è andata a Torino, per poi decidere di tornare a casa, a Vittoria, in provincia di Ragusa” ha raccontato Anna Verducci.

La Verducci ha poi spiegato perchè proprio la Cannizzo: “La scelta di una donna non è casuale ma ponderata. La cifra del talento della Cannizzo è da ravvedere nel metodo progettuale, nella matrice artistica dei suoi progetti. E’ capace di piegare le tendenze dell’arte contemporanea, dal minimalismo all’arte povera, all’arte ambientale alla costruzione di ambienti di vita intesi come contenitori sociali, “scatole” da riempire di relazioni e contenuti umani”. Ed ha aggiunto: “E’ un architetto di talento, particolarmente innovativa nelle scelte ispirate ad una convivenza fra il nuovo e l’antico e particolarmente attenta all’arte contemporanea e alle sue possibili ramificazioni negli ambienti del quotidiano. Alcuni dei motivi per cui è stata scelta, ma il primo è quello di essere donna. E’ anche uno dei maggiori architetti che noi definiamo artista, imbevuta dell’arte contemporanea e i suoi segni non celebrano un’architettura conformista, ma producono la sua ricerca”.

accademia La Verducci ha anche ricordato la forte collaborazione con chi ha ideato e curato la rassegna “Non a voce sola”, Oriana Salvucci: “Con lei rimane una grande amicizia”. La Salvucci ha confidato che “con rammarico la saluto e la ringrazio tanto. Questo evento coincide anche con la fine della rassegna in cui abbiamo avuto personaggi versatili e interessanti e che aveva l’intento di creare uno spazio di relazione tra donna e donna, ma anche tra donna e uomo. Ci siamo riusciti, la differenza tra uomo e donna c’è, ma quest’ultima non è di più o meglio del genere maschile, è solo differente”. “Il fil rouge della rassegna era il rapporto con lo spazio – ha continuato la Salvucci – Quindi è molto importante concludere con una architetta che in modo privilegiato si occupa di spazio e questo non è solo un luogo fisico, ma anche mentale, è il luogo del vissuto, dove si stabiliscono relazioni. Un tema a cui è legata la Cannizzo”.

Giovedì interverranno anche Franco Moschini, presidente dell’Accademia di Belle Arti, e Pippo Ciorra, senior curator MAXXI Architettura di Roma. E sarà poi il momento della laudatio della Verducci e della lectio magistralis di Maria Giuseppina Grasso Cannizzo.

L’architetto Grasso Cannizzo dal 2005 è anche Chartered Member del Royal Institue of British Architect (RIBA) e sempre nel 2005 ha vinto uno dei due RIBA Award/EU nella sezione commerciale, entrando così a far parte della long list per lo Stirling Prize 2005 e per lo Stephen Lawrence Prize 2005. Nel 2008 è stata fra i cinque architetti invitati al concorso per la curatela e l’allestimento del Padiglione Italiano della XI Biennale di Architettura di Venezia. Nel 2009 ha vinto il premio G.B. Vaccarini e nel 2010 è stata invitata dal Royal Institute of technology di Stoccolma a partecipare come docente al workshop Vittoria/Stoccolma, intervento nel quartiere Forcone. Nel 2011 è arrivato l’invito della fondazione MAXXI a partecipare alla mostra Re-cycle curata da Pippo Ciorra.

La rassegna è patrocinata dalla Regione Marche, dalle province di Macerata, Ancona, Fermo e dai comuni di Macerta, Ancona, Senigallia, Corridonia, Tolentino, Porto Sant’Elpidio, Sant’Elpidio a Mare, dall’Accademia di Belle Arti di Macerata e da alcuni sponsor privati (Arredamenti Marinucci, Donna Soft, Moalto, Galizio Torresi, Tacchificio Val Di Chienti, Tipografia Litoemme).



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