Tuffo nel passato per la Sangiustese
con l’incontro tra i calciatori degli anni ’70

Originale ritrovo nel ristorante Nicolì

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La squadra si è riunita al ristorante Nicolì


Insolita iniziativa sportiva ieri sera a Monte San Giusto. I campioni della A.C. Sangiustese del 1977/78- 78/79 si sono infatti riuniti prima nella chiesa Collegiata dove Padre Viabile, oggi Rettore della Basilica della Santa Casa di Loreto, ha celebrato  una messa per gli intervenuti poi nel ristorante Nicolì nel ricordo delle stagioni calcistiche del passato.

Alla cena organizzata da Augusto Ciampechini e Gej Compagnucci hanno partecipato i mitici Barbadori , Compagnucci, Padre Viabile , Bertola, Serpilli , Marchetti, Sbragia , Calcabrini , Proietti , Conti , Bagalini, Nasini, Bussolari, Ciocci, Natalini, Fusari, Crucianelli ed i dirigenti  Pantanetti, Ciampechini, Ciaffaroni, Strovegli , Polimanti,Corvari,Girotti, Gentili,Crucianelli  e l’allenatore Filippi.
Fusari Antonio, detto Toto,  maestro di teatro dialettale ha composto in ricordo dell’occasione una simpatica “storiella”:

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La formazione della stagione 77-78

«Le annate calcistiche  – scrive – si possono paragonare a quelle del vino, i cui aromi si assaporano dopo anni di invecchiamento.
Questa sera si stappano le botti del 1977/78:attenzione agli schizzi!
Proprietari (dirigenti) e lavoratori (giocatori)coltivarono con passione il vecchio campo comunale, allora pieno di Ciocci, radiche e Serpilli da assomigliare ad una strada Viabile, che in caso di pioggia si trasformava in Pantanetti, dove sbiscia e si Sbragia.
Non contano i titoli nobiliari di Conti o Marchetti ma tutti si sentivano Compagnucci, abituati a guardarsi in faccia e non a Girtti le spalle.
I tifosi, in Polimanti la Domenica accorrevano e si Calcabrini sulle gradinate del comunale per sostenere i propri beniamini e con cori poco Gentili sfottevano gli avversari che, difficilmente trovavano scampo, colpiti dai Proietti rosso-blu sparati da attaccanti dotati di raffinati Bagalini tecnici, con i quali riuscivano sempre a farla in Barbadori al portiere nemico.
In verità alcuni atleti presentavano qualche lacuna un pò Ciaffaroni nel palleggio, Ciampechini nei contrasti e nei rilanci ma svegli anzi Strovegli nelle marcature, dove non interessava il possesso palla, ma il possesso delle palle degli avversari, ai quali bisognava “mangiare i coglioni” (ultime raccomandazioni del Mister prima di uscire dagli spogliatoio).
Per entrare nella porta avversaria, non si suonava o si Bussolari, ma come una picchiata di Falco o volo di Corvaro si faceva gol!
La malcapitata squadra avversaria se ne tornava al paesello con un sacco e una Bertola di pere e il pubblico di fede rosso-blu impazziva nel vedere le geometrie dei propri giocatori, restando entusiasti con i Nasini all’in su. Sono passati diversi lustri e tante Pasque e Natalini!
Alcune bottiglie stappate dal Signore, anzitempo, per le sue feste in Paradiso, che noi alcune volte, con amarezza e poca fede, consideriamo sconfitte. Ma non è mai detta l’ultima parola: “ci rivedremo a Filippi!”.

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