Savi (Idv): “Tre istituti comprensivi
sono la scelta migliore “

Il Presidente della quarta commissione del Comune di Macerata parla di riorganizzazione scolastica

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Alessandro Savi

La riorganizzazione scolastica del Comune di Macerata sarà discussa nel consiglio comunale di lunedì pomeriggio ma le proposte della Giunta prima e della Commissione poi,  non hanno soddisfatto l’opposizione (leggi l’articolo). In un primo momento la proposta era quella di creare 4 istituti comprensivi affiancando alle 3 scuole medie esistenti una nuova scuola a Villa Potenza, per la quale però mancano fondi di finanziamento adeguati. La scelta è stata quindi modificata e gli istituti comprensivi contenuti nella delibera approvata dalla Commissione sono solo tre.
Da Alessandro Savi, consigliere comunale Idv a Macerata e presidente della IV commissione “Cultura, servizi sociali, sport”, riceviamo: 

La quarta Commissione Consiliare si è trovata a dover decidere in un contesto legislativo a dir poco contraddittorio: da un lato la Legge dello Stato (111 del 15/07/11) che impone limiti perentori (tutte le scuole debbono diventare istituti comprensivi di almeno 1000 studenti e vanno soppressi circoli didattici e scuole medie), dall’altro la Deliberazione del Consiglio Regionale che  stabilisce che  gli attuali comprensivi possono rimanere dimensionati tra 500 e 900 studenti, mentre per i nuovi si deve procedere nel rispetto della norma nazionale.

In presenza di tale evidente difetto di chiarezza, la proposta della quarta commissione per la rete di dimensionamento scolastico nel Comune di Macerata ha chiesto alla Provincia innanzitutto di sospendere per un anno la procedura, allineandosi così alle altre regioni che hanno addirittura eccepito la legittimità della norma statale dinanzi alla  corte costituzionale: troppe, infatti, sono le incongruenze normative e le difficoltà interpretative e applicative per poter fare un buon lavoro che non sia penalizzante per le famiglie, per i docenti e per il personale amministrativo della scuola.

Queste indicazioni hanno creato notevoli difficoltà di ridisegnare la rete scolastica comunale e, di conseguenza, entro i limiti della normativa nei tavoli di concertazione con i dirigenti scolastici, i sindacati, l’assessore provinciale, l’ufficio provinciale scolastico, sono state individuate due possibili vie:

  • l’ipotesi di dividere i 3671 studenti in tre istituti comprensivi intorno alle tre scuole medie esistenti, nel rispetto della omogeneità territoriale e garantendo una omogeneità numerica e un’edilizia scolastica adeguata al bisogno;
  • l’ipotesi di articolare la rete su quattro istituti comprensivi. Questo è possibile solo se la Fermi e la Mestica rimangono con i numeri attuali (796 la prima e 528 la seconda), e si dividono il resto degli studenti in due nuovi comprensivi di oltre 1200 studenti l’uno. Ne consegue che è possibile farne uno intorno alla scuola media D.Alighieri e un altro intorno ad una nuova scuola media da far nascere a settembre del 2012.

L’idea dei quattro istituti comprensivi è fattibile solo se si reperiscono gli spazi necessari all’interno del sistema scolastico maceratese. La scuola di Villa Potenza è l’unica che potrebbe avere le caratteristiche necessarie a patto che si reperiscano le risorse necessarie per il suo ampliamento. L’ipotesi di una quarta scuola media a Collevario, al momento, non è supportata da uno studio di fattibilità reale: ad oggi non ci sono spazi logistici e finanziari né per aule né per laboratori né per costruire un nuovo edificio.

La Commissione ha dovuto prendere atto che al momento non ci sono risorse finanziarie per l’istituzione di una nuova scuola media e, di conseguenza, la sola ipotesi realistica, allo stato delle cose, è quella della riconfigurazione della rete scolastica su tre dirigenze. La Commissione, quindi, ha condiviso a maggioranza la proposta dell’assessore per un ridimensionamento su tre poli comprensivi che garantisce una adeguata offerta formativa per la città, crea istituzioni omogenee per numero e bacino d’utenza, non propone suggestive ipotesi di costituzione di scuole medie solo sulla carta e difficilmente realizzabili in tempi brevi, rischiando di creare disagio alle famiglie che già a gennaio debbono iscrivere i propri figli e non possono certo iscriverli in fantomatiche scuole di poche aule e senza laboratori.

Resta aperta la valutazione critica sulla normativa che impone un ridimensionamento entro questi numeri. Ci auguriamo che i ricorsi presentati dalle regioni possano rinviare i procedimenti di ridimensionamento in modo da rivedere tutto il sistema alla luce di norme più rispettose dei processi scolastici e della didattica. Per ora, la delibera approvata dalla commissione, resta la migliore delle soluzioni possibili».

 



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