L’arte del progetto Mus-e
supera la barriera delle differenze

L'associazione ha attivato a Macerata, Porto Recanati e Porto Potenza un progetto per l'integrazione dei bambini

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Stefania Monteverde, Dania Battistelli e Paola Moroncini

di Lucia Paciaroni

L’arte rompe ogni barriera. A dimostrarlo l’associazione Mus-e Macerata che ha realizzato un progetto all’apparenza semplice ma con risultati eccezionali.

Mus-e opera nel mondo della scuola dell’infanzia e di quella primaria con l’attivazione di laboratori artistici inerenti alle arte visive, al teatro e alla musica avvalendosi di professionisti, selezionati su base nazionale. Si tratta di un progetto che punta all’integrazione dei bambini immigrati, dei diversamenti abili e di coloro che hanno problemi sociali.

Nell’arte per i bambini scompaiono le barriere della competizione, del linguaggio e quelle di una cultura diversa. “Gli artisti entrano in aula e affiancano gli insegnati nelle ore curricurali – ha spiegato Dania Battistelli, presidente di Mus-e Macerata, nel corso della conferenza stampa di questa mattina – Gli artisti hanno a disposizione un’ora e mezza a settimana e sono previsti circa diciotto incontri da gennaio e maggio. Per la scuola questo progetto è gratuito, siamo noi che pensiamo agli artisti e ai materiali”. I sostenitori, o meglio come ama chiamarli Dania “gli amici Mus-e”, sono la Camera di Commercio di Macerata, il Comune, Confindustria Macerata – Gruppo Giovani Imprenditori, la Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata e Manas s.p.a. .

Elisa Paoloni, coordinatrice Mus-e, ha aggiunto: “E’ prevista una lezione finale, che non è uno spettacolo, ma un evento dove i genitori possono rendersi conto di quello che è stato fatto e vedere i risultati del nostro obiettivo teso all’integrazione”.

“A Macerata il progetto riguarderà la scuola primaria di via Pace – ha annunciato Stefania Monteverde, assessore alle politiche sociali – Saranno interessate due classi, in tutto trentuno bambini. Si tratta di classi con un alto numero di immigrati e il progetto avrà una durata di tre anni. E’ una bellissima esperienza che permette di crescere attraverso un’arte e una cultura sempre più rispettose delle differenze”.

L’associazione Mus-e si è costituita a Macerata nell’aprile 2010 e si compone di professionisti, imprenditori e insegnanti. Il progetto interessa la scuola Fermi di Macerata, mentre a livello provinciale sono coinvolte la scuola primaria Douhet di Porto Potenza Picena e la Gramsci – Matteotti di Porto Recanati, comprendendo, in tutto, novantaquattro ragazzi.

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Fabiola Pezzanesi, Elisa Paolini, Stefania Monteverde, Dania Battistelli e Paola Moroncini

“Mus-e è un progetto a livello internazionale, coinvolge quattordici paese e in Italia è presente in circa trenta province” ha sottolineato la presidente Battistelli. Il progetto nasce da un sogno del violinista Yehudi Menuhin che nel 1991 costituì a Bruxelles l’International Yehudi Menuhin Foundation per sviluppare l’iniziativa in tutte le scuole d’Europa.

Gli artisti coinvolti sono David Quintili, Giuliano Bruscantini e Laura Serfustini. Una testimonianza diretta degli ottimi risultati di Mus-e è stata data da Paola Moroncini, insegnante della scuola primaria di Porto Recanati: “Paese conosciuto più per l’hotel House che per altro – ha detto – Su 24 alunni in classe, dieci o quindici hanno cognomi stranieri. Abbiamo quindi delle difficoltà oggettive e solo il linguaggio artistico può aiutare tutti a sentirsi uguali tra loro”. E ha aggiunto: “Capitava di mettere un bambino italiano vicino ad uno straniero e il giorno dopo il genitore veniva a chiedere di cambiare posto al figlio. Oggi non abbiamo più queste lamentele. Il progetto tira fuori le abilità di ogni bambino che si sente se stesso e svaniscono tutte le differenze”. Una delle attività, per esempio, è stata quella di far suonare l’inno di Mameli con bottiglie piene d’acqua e tra le esecuzioni migliori, quella di un bambino pakistano. “La lezione finale ha fatto capire ai genitori che abbiamo raggiunto l’obiettivo di una reale integrazione tra bambini di diversi paesi”  ha sottolineato l’insegnante. A confermare i risultati positivi di questa esperienza anche Fabiola Pezzanesi, della scuola di via Pace di Macerata: “Questo progetto permette ai bambini di lavorare in gruppo e ognuno dà il meglio di sè senza sentirsi giudicato”.



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