Macerata sposa la clownterapia
350 ore di sorrisi negli ospedali

Siglato il protocollo d'intesa con la Provincia per regalare emozioni positive nei reparti pediatrici dell’Area vasta 3

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Antonio Pettinari e la dottoressa Pippi firmano il protocollo

di Alessandra Pierini

Il sorriso dei clown dottori e le emozioni del Clown & Clown, che si è concluso la settimana scorsa a Monte San Giusto (leggi l’articolo), contagia anche Antonio Pettinari e la Provincia di Macerata che ha investito 10.000 euro nella clownterapia destinata alle strutture ospedaliere del territorio. Questa mattina, nell’ospedale di Macerata alla presenza del vice presidente della Provincia, la sangiustese Paola Mariani e del direttore dell’Area Vasta dell’Asur, Enrico Bordoni e dei medici primari di pediatria dei diversi nosocomi interessati, è stato siglato il protocollo d’intesa tra la Provincia e le associazioni dei clown-dottori, il “Baule dei Sogni” e “Clowndestini”, che garantiranno almeno 350 ore annue di “comicoterapia” nei reparti pediatrici ospedalieri dell’Area vasta n. 3 di Macerata.
Lo stesso protocollo di intesa, nella parte sottoscritta nei giorni scorsi durante il “Clown & Clown Festival”  si pone l’obiettivo di  fare dell’annuale manifestazione sangiustese – unica nel suo genere in Italia – non solo un importante momento ludico e di festa, ma anche il collante di “politiche per il perseguimento del benessere delle popolazione locali, favorendo qualità della vita e pari opportunità a tutti i cittadini”. L’Amministrazione provinciale si propone così di favorire durante l’anno incontri nelle scuole, convegni e occasione di confronto per diffondere a far comprendere scientificamente l’utilità della cosiddetta “terapia del sorriso”.
Clownterapia6-2011-300x225«Una iniziativa tanto significativa – ha spiegato Antonio Pettinari – non si può esaurire tutto in un giorno. Abbiamo deciso quindi di sostenere e incoraggiare le associazioni dei clown dottori e di sensibilizzare la comunità maceratese. Questa iniziativa mira a nche a combattere l’indifferenza che c’è nelle corsie ma anche la solitudine che riguarda tanti che, pur non essendo malati, sono abbandonati a se stessi. Ai clown chiedo di regalare sorrisi e una speranza non solo ai bambini ma a tutti noi».
Enrico Bordoni, da poco direttore dell’Area Vasta 3, si dice molto soddisfatto: «Questo intervento ci permette di offrire il servizio di clown terapia in tutte le pediatrie dell’area vasta che soffrono la carenza di pediatri ma nelle quali si lavora moltissimo per il bene dei bambini».
Paolo Perri, primario del reparto di pediatria, ha ripercorso attraverso un excursus storico la storia della clown terapia: «Tutti conosciamo Patch Adams perchè è con lui che la terapia del sorriso si è diffusa in lungo e in largo ma già nel 1600 un carmelitano, Angelo paoli, si mascherava e si truccava per portare sollievo ai malati. Oggi la terapia del sorriso è una disciplina medica. Noi abbiamo iniziato 3 anni fa con i nasi rossi in corsia e questa attività ci ha insegnato ad avere un approccio più umano con i nostri pazienti. Ho trovato una grande professionalità e in questi anni i nostri operatori hanno frequentato i corsi dei clown dottori per approfondire la disciplina».

Clownterapia3-2011-300x225Silvia Marchionni, meglio conosciuta come dottoressa Pippi, dà l’impressione di essere nata con gli abiti del clown dottore già addosso tanto si sente a suo agio e si muove con naturalezza. Con disarmante serietà, al momento di firmare il protocollo, estrae dal taschino degli occhialoni con lenti spesse qualche centimetro e concentriche, chiaramente uno scherzo l quale però nessuno si scompone come se fosse la cosa più naturale del mondo: «Questo progetto è un fiore all’occhiello che tutti in Italia ci invidiano. Il fatto che un ente riconosca l’importanza degli effetti che le emozioni hanno sulla psiche ma anche sulla malattia è fondamentale perchè l’efficacia di quello che facciamo non dipende solo da noi. Deve essere chiaro che noi non facciamo uno spettacolo ma andiamo ad interagire con i diversi soggetti e a capirne le esigenze. Il Clown & Clown è stato fondamentale per far riconoscere il ruolo sociale del clown».
Secondo Paola Mariani, la clown terapia fa effetto anche sulla comunità: «Il naso rosso è veicolo di buoni rapporti e in una comunità come la nostra in cui siamo molto inclini al lavoro e meno alle relazioni interpersonali è fondamentale» .


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