di Alessandra Pierini
La verifica amministrativa che doveva concludersi oggi andrà avanti ancora per qualche giorno. La riunione delle forze di maggioranza, prevista per questa sera, è stata infatti rinviata a data da destinarsi in seguito al grave lutto che ha colpito Roberto di Fede, segretario di Rifondazione Comunista, che ha perso la mamma.
Intanto però la situazione, già tesa, sembra aggravarsi. “Sotto processo” c’è sempre il sindaco Romano Carancini che nel prossimo consiglio comunale che si svolgerà il 10 e l’11 ottobre dovrà rispondere a ben due mozioni di censura, una annunciata la scorsa settimana dal Pdl (leggi l’articolo) e relativa alla questione Apm, alla quale si aggiunge quella del consigliere Massimo Pizzichini (Udc) che, per la stessa vicenda, in nome di una riscossa dell’etica della politica,censura non solo Carancini ma anche il precedente Presidente e il precedente consiglio d’amministrazione dell’Apm per aver proposto e deliberato l’affidamento di incarico all’allora capogruppo del Pd.
«Al di là delle disposizioni di legge sempre da rispettare – scrive Pizzichini nella mozione – è inopportuno che un consigliere comunale nella fattispecie anche capogruppo del Pd approfitti del suo status per ricevere incarichi da società partecipate dal Comune che in tale incarico si è protratto anche quando è stato nominato Sindaco».
Come se non bastasse, sembra che tra i banchi del Pd si lavori per redarre un altro documento. Si tratterebbe in questo caso di un ordine del giorno che come tale dovrà essere firmato da dieci consiglieri ed eventualmente presentato prima dell’inizio del prossimo consiglio.
Mentre le questioni politiche assorbono parecchie energie, restano in campo decisioni importanti da prendere quanto prima. La prima scadenza è quella del 5 ottobre, data entro la quale dovranno essere nominati il Presidente e i componenti del consiglio di amministrazione dell’Apm per evitare il commissariamento della Società Partecipata. Sempre il 5 ottobre sarà un giorno importante per la trattativa Smea Cosmari visto che si riunirà il cda del Consorzio. Intanto la città continua ad attendere delle risposte su tante questioni sottolineate in questi mesi, non ultima la situazione della scuola elementare Salvo D’Acquisto di via Panfilo, per la quale Francesca D’Alessandro di Macerata è nel Cuore continua a dar battaglia all’amministrazione e presenterà una mozione.
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati
Siamo arrivati al punto,
che non sa piu’ che Gatto prendere contro i numerosi ” Topi di Fogna ” !!!!!!!!!!!!
Derattizzazione ?????????????? NO GRAZIE !!!!!!!!!!!!!!!!!!
Sembrerebbe (leggendo le indiscrezioni dei quotidiani locali) che, almeno per quanto riguarda l’APM, i giochi si siano già tutti compiuti e che pertanto nion dovrebbe essere un problema evitare il commissariamento.
Vorrio sapé il senso de tutte ste moziò quasci uguali, anche lu PD ho letto che la fa. Per caso se cavalca lu cavallu che vigne?
Vi invito a leggere il seguente articolo, apparso il 24 aprile 2008 sul Resto del Carlino: ” —TREIA—
ACCUSATO di omicidio colposo, è stato
assolto ieri il legale rappresentante
dell’Apm, Graziano Ciurlanti. Il processo
riguardava la morte di Dalmazio Damiani,
pollentino di 68 anni, che nel febbraio
2006 rimase ucciso mentre lavorava
al cimitero di Treia. L’uomo, marmista,
era salito per sistemare due lapidi,
ma perse l’equilibrio e cadde a terra. Di
questo infortunio venne accusata l’Azienda
Pluriservizi Macerata, che gestisce il
cimitero: secondo la procura, Damiani
non avrebbe lavorato nel rispetto di tutte
le prescrizioni per la sicurezza. Ieri dal
Gup del tribunale di Macerata, il PmSiddi
ha chiesto la condanna a un anno di reclusione
per Ciurlanti. L’avvocato difensore
Romano Carancini ha invece messo
in luce tutte le misure di sicurezza predisposte
dall’Apm. E accogliendo la tesi difensiva,
il giudice Ercoli ha assolto l’imputato
«per non aver commesso il fatto.
Certo dopo aver visto le fatture pagate nel 2011 il quadro ora è completo; sarebbe stato bello assistere all’udienza dove un consigliere comunale nonchè capogruppo di maggioranza difende la partecipata del comune. Tra l’altro se ci fosse stata una condanna come avrebbe fatto l’APM a fare l’azione di rivalsa nei confronti di Ciurlanti? Chissà come si sono sentiti i parenti del defunto nel vedere che proprio un consigliere comunale era il difensore dell’APM?