Dopo le cure, è stata rimessa in libertà dagli agenti della Polizia provinciale di Macerata la cicogna che a fine agosto, su segnalazione di alcuni cittadini, era stata trovata ferita in un campo in contrada Campogiano di Corridonia. L’animale, un bel esemplare di cicogna bianca, era stata soccorsa dall’agente delle Polizia provinciale, Monica Barcaioni, e subito condotta in un ambulatorio veterinario convenzionato a Civitanova Marche. La cicogna era ferita ad un’ala e non poteva più volare. Dopo le cure del dott. Giacomo Gandolfi, il volatile – simbolo di buon auspicio e fertilità – è stato custodito per la necessaria riabilitazione durata quattro settimane presso l’allevamento Bindelli, in contrada Asola di Potenza Picena.
Una volta riacquistata la piena capacità di volare, la cicogna è stata liberata. Sono stati gli stessi agenti della Polizia provinciale di Macerata, insieme al comandante Alberto Storani, a far riprendere alla cicogna il volo libero L’operazione di rilascio si è svolta nell’osa naturalistica del lago di Polverina, in territorio di Pievebovigliana, dove altri esemplari di cicogna bianca sono stati spesso avvistati in passato.
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A fronte di questo lodevole atto dovuto della Provincia, la Giunta Provinciale di Macerta ha approvato a fine luglio una delibera per aprire la caccia al capriolo in Provincia di Macerata. Caccia che non era MAI stata consentita prima.
Al Presidente Antonio Pettinari e ai membri della Giunta dell’Amministrazione Provinciale di Macerata, CHIEDIAMO DI ANNULLARE L’ATTO CON CUI SI APPROVA L’APERTURA DELLA CACCIA AL CAPRIOLO, perché non ci sono motivazioni logiche, tecniche ed ambientali per iniziare ad uccidere caprioli nella NOSTRA Provincia di Macerata.
I caprioli non fanno danni alle coltivazioni agricole e non sono pericolosi per la salute del’uomo.
Sono accertati ogni anno pochissimi incidenti stradali dovuti a questa specie nella nostra provincia (i costi della gestione degli abbattimanti, superano di gran lunga quelli del risarcimento dei danni). Inoltre, sparare con un’arma da fuoco in aperta campagna, soprattutto durante il periodo delle escursioni, risulta un rischio molto elevato per i cittadini ed i turisti.
Il capriolo è uno degli animali più belli che il territorio maceratese ospita. In una logica di riqualificazione ambientale e paesaggistica, può sicuramente essere un elemento di promozione e volorizzazione, oltre che un ottimo indicatore di qualità del territorio stesso.
LA MAGGIORANZA DEI CITTADINI NON ACCETTA CHE SI SPARI AL CAPRIOLO.
Alla pagina facebook NO ALLA CACCIA AL CAPRIOLO IN PROVINCIA DI MACERATA ci si potrà informare sulle azioni che verranno intraprese e su cosa puoi fare tu per bloccare questa dissennata decisione della Provincia di Macerata.
Ai “Signori naturalisti” vorrei dire che sono d’accordo su una certa protezione degli animali ma mi sembra eccesivo enfatizzare la liberazione di una cicogna che “è stata riabilitata” dopodi quattro settimane di cure. Perché non ci preoccupiamo di più di parenti e vicini di casa che vivono in solitudine ed in condizioni disagiate e molto spesso senza le indispensabili cure sanitarie?
A questo punto vorrei suggerire a “tutti” di promuovere anche una campagna per la protezione dei bovini di razza marchigiana per i quali è stata inaugurata (in pompa magna) una nuova stalla a Pollenza, questi animali sono allevati per essere uccisi e mangiati con somma goduria, come d’altra parte altre specie.
Sarebbe ora di ripristinare una “scala di valori” che abbiamo dimenticato.