Brutta avventura domenica mattina per una guardia medica, schiaffeggiata e presa per i capelli da familiari di una paziente troppo irruenti. La dottoressa, Sara Lanzarini, anconetana, presta servizio di Guardia Medica al Poliambulatorio di via delle Fonti a Potenza Picena. Nella notte di domenica aveva ricevuto una telefonata con la quale le veniva richiesto un certificato medico per prolungare i giorni di malattia dal lavoro di una donna che era stata colta da un attacco di epilessia. Il medico ha allora consigliato di passare direttamente in ambulatorio. Alle 7,20 del mattino, in ambulatorio, sono arrivati il marito e la figlia incinta della donna malata che hanno chiesto il certificato. La dottoressa però ha rifiutato di rilasciarlo in assenza della paziente affetta da epilessia. A questo punto i due, con forte accento romano, hanno iniziato a minacciare la guardia medica che prima ha cercato di calmarli per poi invitarli ad uscire dallo studio medico. La ragazza però, prima che la porta si chiudesse, ha allungato uno schiaffo alla dottoressa e l’ha presa per i capelli. Nell’ambulatorio c’era anche il marito della dottoressa e i due si sono barricati all’interno e hanno avvisato i Carabinieri mentre all’esterno è arrivato anche il convivente della ragazza che ha spaccato un vetro con un vaso e ha staccato un estintore per abbattere la porta. A metter fine all’episodio, l’arrivo degli uomini dell’Arma ai quali i tre che avevano dato in escandescenza hanno fornito le generalità. Per la dottoressa sono 7 i giorni di prognosi.
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E’ soltanto la punta di un’iceberg: le condizioni di lavoro dei medici di Continuità Assistenziale ormai cominciano a diventare precarie anche nella nostra regione. La maggior parte dei cosiddetti “pazienti-utenti” si rivolge in maniera impropria al servizio, o adirittura come in questo caso pretendendo dal medico un atto illecito.
Sono vicino alla collega, che conosco personalmente e stimo, picchiata soltanto per aver svolto il suo dovere. Le consiglio di denunciare alle autorità competenti il delinquente in questione e mi auguro che l’Ordine dei Medici, la FIMMG C.A. ed i nostri dirigenti prendano una posizione netta in difesa di questi medici “in trincea” il cui lavoro viene troppo spesso svalutato, semplicemente perchè non viene svolto alla luce dei riflettori: dei media, ma in qualche caso anche della politica.