Tanta era la gente che si è radunata ieri all’Eucarestia celebrata per festeggiare Don Giovanni Carnevale nel suo 70° anniversario da salesiano, 60° di vita sacerdotale, 50° di presenza a Macerata come insegnante dell’Istituto Salesiano.
Non solo giovani ma tanti fedeli sono stati affascinati dalle parole di Don Carnevale che ha offerto una testimonianza di quale dovrebbe essere il ruolo di un salesiano che come educatore sta attento ai segni dei tempi per formare buoni cristiani e onesti cittadini per la nostra società.
Don Giovanni Carnevale, nato a Capracotta, oltre ad essere un salesiano, ha dedicato gran parte della sua vita agli studi e all’insegnamento. Da venti anni porta avanti una tesi che, nonostante non si siano mai pronunciati gli accademici, si è diffusa in tutti gli ambienti culturali e anima il dibattito storico e storiografico. Secondo Don Carnevale, infatti, la Aquisgrana di Carlo Magno si trova nella Valle del Chienti e non ad Aachen dove è stata collocata finora.
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Grande e simpatico don Carnevale!
Sono anch’io un ex-allievo di Don Carnevale, che ho seguito con convinzione anche nell’avventura di Aquisgrana in Val di Chienti. Certo, l’infinità di aneddoti maturati nella penultima classe esistente dell’allora glorioso Liceo classico non teme confronti con nulla.
Tanti carissimi auguri, Don Giovanni! E avanti tutta! Come sempre.
il mio insegnante di tedesco e di storia dell’arte! Grande!
Auguri Don Carnevale e grazie per aver insegnato a mio figlio,la saluto.
@Filippo Davoli
Caro Filippo, se la tua fu la penultima classe esistente del Liceo Classico Salesiano, la mia fu leggermente antecedente….Hai ragione, gli aneddoti relativi alla figura di insegnante di Don Carnevale, e non solo (nella stanza riservatagli dall’istituto dimorava pure la madre, deceduta oltre i 100 anni), sono davvero infiniti….Ma perchè non ricordarne qualcuno? La sua irresistibile vena interpretativa mentre declamava i versi, ad esempio, di D’Annunzio….Le interrogazioni svolte con lo sguardo fisso, talmente fisso che noi alunni potevamo leggere pari pari il libro di testo, astutamente posto sotto la cattedra, e provocargli i suoi frequenti consensi….ahahaha….la compiacenza al momento del compito in classe: “Due ore sono pochine, in effetti….Ok, consegnatemi il tema anche domani”…”Anche dopodomani, professore, per favore…”..”E va bene, pure dopodomani!”….Dopo tanti decenni, io ed altri compagni di classe dobbiamo ancora consegnargli 2-3 temi, e forse qualcuno in più!
Un grandissimo insegnante, uno strenuo cultore dell’italianistica, un personaggio destinato a restare nell’interiorità di chi ha avuto l’onore di essere un suo allievo.