“I miei sogni distrutti
dalle modifiche al Piano Casa”

Un lettore racconta come il suo progetto di miglioramento dell'abitazione di famiglia sia stato bloccato da una modifica introdotta dalla Regione Marche

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PIANO_CASADal nostro lettore Giammario Pieroni riceviamo:
«Vi invio per conoscenza il mio caso relativo a dei lavori di miglioramento della mia abitazione, e che per dei limiti incomprensibili che sono stati inseriti dalla Regione Marche nella nuova versione del piano casa, hanno vanificato il mio progetto, che avrebbe fatto lavorare qualche impresa edile, avrebbe contribito a migliorare le casse comunali ( oneri di urbanizzazione), senza minimamente consumare nuovo territorio. Prevedo che anche questa nuova versione del piano casa sarà un flop, e quando si appresteranno a varare l’ennesima versione del piano casa, molte imprese edili avranno chiuso, e ai cittadini saranno finiti i soldi erosi dalla crisi e dalle nuove tasse. Forse se si voleva fare una legge che avrebbe veramente avuto successo, si poteva prende spunto dalla legge sul piano casa della Regione Veneto (con più di 23000 domande ricevute ), o della Regione Sardegna.
Vengo a descrivere il mio caso in seguito alle modifiche che sono state varate il 14dicembre 2010 al piano casa.Quando nel 2009 venne varata la prima versione del piano casa, per me fu una gioia immensa, perché avrei ricostruito l’abitazione dei miei genitori, in classe energetica A e in bio edilizia ricostruendola, come erano fatti i casolari di una volta dalle mie parti. Nel caso specifico avrei dovuto spostare la cubatura della casa, che si trova nella parte peggiore del fondo ( di circa 1 ettaro, in zona agricola sito nel comune di Macerata) cioè all’interno dell’area di rispetto di una strada provinciale, alla base di una collina, con problemi idrogeologici, e senza rispettare le distanze minime dai confini poichè è stata costruita nel 1960 quando le norme antisismiche erano quasi assenti. Il piano casa prima delle modifiche, che dovevano essere migliorative prevedeva  la possibilità di demolire e ricostruire all’interno dello stesso fondo. Ho sentito il mio geometra che, sentito il parere dei tecnici comunali, mi ha riferito che il mio progetto in linea di massima aveva i requisiti per essere accolto.
Iniziano perizie geologiche, progetti preliminari dell’abitazione, prospetti planimetrie, poi quando a gennaio di quest’anno si reca in Comune per delle pratiche gli viene detto che è stata inserita tra le varie modifiche alla legge, la norma che prevede che la distanza per il nuovo edificio non potrà essere superiore a 100 metri lineari dal vecchio edificio. Nel mio caso  occorrevano 150 – 160 metri lineari perché altrimenti visto che il mio fondo ha una forma un po’ particolare ( c’è una lingua di terreno lunga circa 100 metri  che collega l’area dove si trova l’abitazione al resto del fondo dove avrei dovuto riposizionare l’abitazione) e non avrei potuto far più nulla soltanto perché non è stata presentata prima delle modifiche la documentazione che era quasi pronta  e avrei presentato entro gennaio o febbraio del 2011.Comunque in un certo senso anche io ho contribuito a far riprendere un po’ il settore edile : spese per Geologo, geometra e architetto solo  che io non avrò avuto nulla in cambio, soltanto un grande dispiacere che non passerà in breve. La legge indicava nel  titolo “Norme per il riavvio del settore edile”: nel giro di un anno, è stata data e poi tolta di nuovo la possibilità di riavviare.
In base alla prima versione della legge, avrei potuto  presentare il progetto fino a giugno 2011, ho preso  tempo, penso il necessario, perché quando si decide per costruire una casa che servirà si spera per figli e nipoti occorre un pò di tempo. Sapevo di una Proposta di legge che avrebbe apportato delle modifiche, l’ho letta molte volte e non si parlava assolutamente di modifiche che mi avrebbero interessato, quindi ero abbastanza tranquillo. Una volta la politica illudeva i cittadini con delle promesse soltanto verbali, che poi di norma disattendevano, nel mio caso sono stato illuso da una norma che  Regione prima e Comune dopo hanno scritto soltanto un anno fa, che poi la Regione ha cambiato ( prima dei termini di scadenza), mandando in fumo il mio progetto di vita. Nel mio caso avrei addirittura spostato la cubatura della mia abitazione riducendola addirittura di volume, sarei passato da 750  a circa 700 metri cubi. Avrei usato la legge del piano casasoltanto per spostare la mia abitazione, in un punto più idoneo, senza neanche usufruire della maggiorazione di cubatura prevista. La cosa più assurda è che io potrei demolire e ricostruire con una maggiorazione del 35%, in un punto dove se fosse ex nova, non potrebbe essere costruita perchè non a norma dal punto di vista delle distanze minime dai confini, e da una strada provinciale. L’avrei costruita in bio edilizia, in classe A, c’è soltanto un piccolo particolare che non so se molti politici regionali sanno, che l’esposizione al sole svolge un ruolo fondamentale, nella resa energetica di un’abitazione, nella nuova zona del mio fondo che avevo individuato, l’esposizione era ottimale, il sole la illuminava per gran parte della giornata , e la resa energetica dei pannelli fotovoltaici, e termici integrati sul tetto avrebbero avuto una resa ottimale.

Certo che questo mio piccolo spostamento avrebbe stravolto il paesaggio marchigiano, vero ? Ora invece l’abitazione dove si trova non stravolge nulla ? Affacciatevi da una collina delle Marche, scorgerete molti nuovi accessori agricoli ( quelli si delle vere brutture, prefabbricati, capanne, ecc.) resteranno per il 90% vuoti, ma tra dieci anni potranno cambiare la loro destinazione d’uso, e lì ci andranno ad abitare i figli e i nipoti degli agricoltori di oggi che faranno di tutto ( sempre che riescano a trovarlo un lavoro) tranne che gli agricoltori perchè l’agricoltura di una volta è morta, sono rimasti soltanto pochi terzisti, che lavorano le terre di tutti.
Andate a leggervi la legge regionale 13, e vedrete come è semplice costruire una accessorio agricolo, sono sufficienti 3 ettari di terreno, partita IVA, iscrizione alla camera di commercio e qualche attrezzo agricolo. Ho preso la briga di andarmi a leggere la discussione della seduta n.28 del14 dicembre 2010 del Consiglio Regionale riguardante le modifiche al piano casa, e ho notato con profondo stupore che è stato più volte imposto di velocizzare gli interventi perché fuori stava nevicando.  Il presidente ha comunicato: “l’Assessore alla protezione civile ci ha appena informati che è previsto un ulteriore arrivo di perturbazione, quindi un inasprimento delle già impercorribili strade. Per cui invito a stringere il più possibile i vostri interventi perché effettivamente dovremo chiudere i lavori quanto prima, se non vogliamo passare la nottata qui tutti quanti insieme”. Molti interventi sono stati accorciati da 10 a 3 minuti.
Parlando di un argomento così delicato nel quale nel giro di un anno si mettevano le mani due volte, hanno affrettato i tempi perché fuori nevicava. Non so dove abitino i consiglieri regionali, ma anche nelle Marche in inverno può nevicare, e di norma si attrezza l’auto per la neve, penso che i mezzi ai consiglieri Regionali non manchino, e mi sembra che il palazzo della Regione non si trovi in alta montagna a 2000 metri di altezza. Ritornando alla legge di modifica: un emendamento che avrebbe consentito di spostare la cubatura all’interno dello stesso lotto senza aumenti di cubatura, ma soltanto a chi costruisce in classe energetica A e in bio edilizia sarebbe stato auspicabile ma non avrebbe fatto piacere alle grandi imprese edili visto che è  troppo oneroso costruire in classe A.
Avevo in mente di investire tutti i miei risparmi per questo progetto, forse avrebbe contribuito a far lavorare qualche impresa edile in più, per non parlare delle diverse migliaia di euro che avrei versato alle casse comunali, come oneri di urbanizzazione ( da me non avrebbero dovuto proprio urbanizzare nulla ci sono strade, acquedotti,  come nella maggior parte dei casi, comunque è una tassa da versare….). Il mio spostamento avrebbe  forse  stravolto il paesaggio marchigiano?
Forse alla prossima scossa di terremoto, quando l’abitazione verrà giù, sperando sempre che mia madre non ne rimanga coinvolta, vi riproporrò la mia lettera, allora arriverà lo Stato, se ancora ci sarà, a ricostruirmela
Per concludere perché devo acquistare un lotto edificabile qualsiasi lasciare  l’abitazione esistente che,  alla morte di mia madre, rimarrà lì abbandonata? Perchè devo sfruttare altro suolo per edificare quando  avrei potuto migliorare il mio capitale edilizio esistente?»



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