I sindaci maceratesi restituiscono la fascia
per protestare contro la manovra

I primi cittadini hanno manifestato al Prefetto le loro difficoltà, in primo luogo i tagli, la manovra economica, il patto di stabilità e il mancato finanziamento per gli alluvionati
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prefettura_sindaci7-300x224di Alessandra Pierini

Una delegazione di sindaci maceratesi ha aderito alla mobilitazione nazionale promossa dell’Anci e ha  incontrato questa mattina il Prefetto Salvatore Piscitelli, al quale hanno restituito simbolicamente le fasce tricolore.
E’ stato Romano Carancini, sindaco di Macerata, ad esporre le motivazioni dei primi cittadini al massimo rappresentante del Governo nella provincia di Macerata.
«Siamo qui oggi – ha spiegato – per presentarle il quadro grave che si svilupperà dopo questa manovra. Ci sono tra noi sindaci di tutti i colori politici. Riconsegnare simbolicamente la fascia tricolore, alla quale teniamo moltissimo, è un modo per manifestare la nostra indignazione. Nella stessa ottica abbiamo chiuso per cinque minuti le attività di anagrafe e stato civile, informando i cittadini sulle nostre ragioni. Con la manovra, il Comune viene in qualche modo espropriato nel suo ruolo centrale di erogazione di servizi e di riferimento per il cittadino» .
Carancini_scioperoAnche il sindaco di San Severino Cesare Martini ha fatto presenti al Prefetto ulteriori difficoltà per i Comuni: «Ci rendiamo conto della difficoltà oggettiva nell’economia – ha precisato – ma da parte dei cittadini non c’è percezione di quello che succederà, vorremmo che si rendessero conto dei problemi che viviamo ogni giorno con angoscia. Noi siamo l’architrave che lega le istituzioni e i cittadini dai quali siamo direttamente eletti, invece ci ritroviamo a fare gli esattori per conto di altri. Non mi risultano sprechi nei nostri comuni quindi ritengo che bisognerebbe aggiustare il tiro».
L’incontro ha richiamato l’attenzione anche sui mancati finanziamenti  per gli alluvionati: «Abbiamo fondato un Comitato permanente dei comuni alluvionati – ha spiegato Mario Capparucci, primo cittadino di Montecassiano – e siamo in mezzo al palleggiamento tra Roma e Ancona. Abbiamo anticipato le somme necessarie e ora rischiamo di non rispettare il Patto di Stabilità. Perderemo così ulteriori risorse che dovremo togliere ad altri servizi. Non possiamo permetterci di non pagare le imprese in un’economia locale già ferma».
prefettura_sindaci3-300x224Nella stessa situazione anche il sindaco di Recanati Francesco Fiordomo: «Oltre al danno la beffa: non abbiamo avuto finanziamenti in virtù della legge sul federalismo ma poi abbiamo visto dirottare gli stessi fondi alla Basilicata. Nel frattempo abbiamo anticipato un milione e mezzo di euro per le strade e per gli interventi necessari nell’immediato e continuiamo ad avere famiglie alluvionate che vivono in affitto. Allo stesso tempo non abbiamo autonomia nello spendere il poco che è rimasto».
Nelia Calvigioni guida del Comune di Corridonia ha affrontato il tema dell’edilizia scolastica: «I tagli del personale e il sovraffollamento delle classi si ripercuotono su di noi che abbiamo a che fare con strutture non più nuove: non possiamo allargare le stanze nè possiamo permettere che la scuola resti chiusa fino a 5 minuti prima dell’inizio delle lezioni quando gran parte dei genitori va a lavoro alle 8 del mattino perciò abbiamo, con enormi sacrifici, assicurato l’apertura con il nostro personale. Non possiamo accettare tagli scellerati».
Il Prefetto si è mostrato molto comprensivo nei confronti degli amministratori e ben disposto a farsi portavoce delle loro  istanze  verso il governo centrale: «Il mio imbarazzo è evidente – ha confessato – e provo un certo senso di impotenza. Conoscevo le vostre situaziponi anche se non nei dettagli che mi avete presentato oggi. Al momento non ci sono soggetti forti, sono deboli sia gli amministratori che le imprese. Spero che i mercati ci lascino in pace e ci permettano almeno di sperare di cominciare a vedere l’inizio della fine».
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