Livi: “Non si può più perdere tempo
nel tagliare i costi della politica”

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Simone Livi

Da Simone Livi, dirigente provinciale de La Destra ed ex assessore provinciale, riceviamo:

La politica in Italia costa circa 24 miliardi di euro l’anno. Sono dati della Ragioneria Generale dello Stato, inconfutabili, incontestabili e chiarificatori del costo delle nostre Istituzioni.

Premesso che non è mia intenzione fare della demagogia pura, credo però che un taglio alla spesa pubblica ed una riforma epocale delle Istituzioni sia oggi quanto mai indispensabile! Ce lo impone la grande crisi economica globale e i conti non si possono sempre fare nelle tasche delle categorie più deboli, dei meno protetti.

Mi riallaccio anche alle dichiarazioni di alcuni giorni fa fatte dal Consigliere Regionale Marangoni che però prendeva di mira, in modo semplicistico e riduttivo, solo le Province.

Un’idea progettuale di base sulla quale ragionare, per una riforma credibile, potrebbe essere questa.

Taglio alle spese Istituzionali (Quirinale, Camera, Senato, Regioni), riduzione di un terzo dei Parlamentari (Senatori e Deputati), accorpamento tra Regioni e Province in un unico Ente che però sia rappresentativo territorialmente in modo adeguato, Abolizione delle Comunità Montane che con le misere attuali competenze servono davvero a poco, Unione dei Comuni con fusione dei piccoli centri fino al raggiungimento almeno di 5.000 abitanti, cancellazione dei Consigli di Circoscrizione e taglio drastico, con alienazione di alcuni beni, di Società pubbliche varie e Municipalizzate.

A tutto ciò dovremmo gioco forza aggiungere anche la soppressione dei vitalizi parlamentari e regionali che solo per la Regione Marche costano ai Cittadini circa 5 milioni di euro l’anno, fondi che potrebbero essere investiti sul miglioramento e potenziamento dei servizi sociali e socio assistenziali. Tra l’altro questa è una battaglia che LA DESTRA sta portando avanti da alcune settimane.

Bene. Credo che una riforma strutturale imponente come questa, unitamente ad un minore sperpero di soldi pubblici, porterebbe a migliorare sensibilmente il bilancio dello Stato non solo per il prossimo anno, ma creerebbe una stabilità nei conti, rendendo di fatto la nostra politica economica virtuosa e soprattutto oculata.

Un’altra osservazione, e qui non ammetto defezioni culturali, politiche e intellettuali. Si scende in piazza a difesa della Costituzione, ma è questa Costituzione che ha creato questa casta di “intoccabili”, vogliamo rottamarla per salvare il Paese?

I Cittadini sono davvero stanchi, lo abbiamo detto tante volte. Ora basta.

Diceva Oriana Fallaci: “Vi sono momenti nella vita in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale ed un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre”.

Ed ora, oltre che parlarne, servono i fatti. Il tempo è già scaduto.

 



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