Bonaventura torna a San Severino
accolto dal “suo” mister Borioni

Il gioiello dell'Atalanta
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Giacomo Bonaventura e mister Borioni

Il mister settempedano Mauro Borioni si gode il suo “gioiellino Jak Bonaventura” fresco di promozione in serie A. Li abbiamo raggiunti in un ristorante settempedano e ad entrambi abbiamo rivolto alcune domande. Partiamo con l’ospite d’eccezione Giacomo Bonaventura, talento calcistico settempedano di indubbio valore, è esploso quest’anno in maniera definitiva contribuendo con le sue 9 reti a riportare l’Atalanta in serie A, premiato dalla stessa società e da tecnici di prim’ordine con una targa quale uno dei migliori giovani rivelazione di serie B.

Giacomo finalmente alla ribalta dopo tanta gavetta, qual è il tuo stato d’animo ora ad un passo dalla serie A visto anche le non felici vicissitudini nel mondo del calcio?
“Personalmente sono felicissimo per come sono andate le cose, è stato un crescendo di emozioni a partire dalla prima da titolare, alla continua fiducia trasmessami dalla società fino al raggiungimento di 9 reti e naturalmente una promozione che sento al 100% anche mia, il tutto ripaga degli enormi sacrifici ed ostacoli che ho dovuto affrontare”.

Per il resto?
“Non posso rilasciare dichiarazioni, so solo che per me il calcio è ancora puro divertimento, e come da bambino, lo vivo con gioia e fantasia non voglio neanche pensare che ci sia dell’altro, d’altronde sono sempre sceso in campo con la massima serenità pensando solo al mio bene e a quello della squadra”.

Si parla dell’interessamento da parte di alcuni club di serie A, il Parma in primis…
“Indubbiamente l’interesse di società blasonate come il Parma non può far altro che piacere, ma con piena sincerità vivo questo momento di felicità pensando solo all’Atalanta a cui ho dato tanto e che tanto mi ha dato”.

Il forte legame che hai con mister Borioni a che è dovuto?
“Il mister è colui che ha gettato le basi, l’ho avuto nei tre anni in cui un giocatore assorbe il maggior numero di informazioni calcistiche possibili, è stato fondamentale sia a livello tecnico, sia a livello tattico ma soprattutto a livello umano essendo un allenatore competente e di grande spessore mi ha aiutato tantissimo a crescere come giocatore ma anche come uomo.

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So che vi sentite spesso e quando torni a San Severino trovi sempre il modo per incontrarlo magari a cena come stasera…
“E’ naturale, condivido con lui parte della mia vita calcistica, lui ha fatto tanto per me, ha sempre creduto e puntato su di me sin da bambino, sfidando l’invidia e lo scetticismo da parte di tante persone che non erano d’accordo con lui in quanto ero considerato si bravino ma troppo piccolo per poter puntare ad alti palcoscenici”.

Come è avvenuto il passaggio da una società dilettantistica ad una professionistica?
“Merito sempre di mister Borioni che in accordo con mister Pala, allora allenatore degli allievi Nazionali dell’Atalanta, mi ha proposto ad una società satellite, il Margine Coperta (Montecatini) da lì sono poi approdato l’anno dopo alla Primavera dell’Atalanta ritrovando poi Pala come allenatore”.

Ha un ricordo particolare nel periodo pre professionistico?
“Si, è curioso ricordare che il 1° maggio del 2002 io insieme a Guido Marilungo accompagnati da mister Borioni ci siamo recati in un campo alla periferia di Bergamo per giocare un triangolare con i Giovanissimi Nazionali dell’Atalanta, ma a fine partita l’allora tecnico bergamasco ci congedò con un inesorabile:….. vi faremo sapere, ma non era molto entusiasta. Non si sono più interessati a noi. Poi fortunatamente sono rientrato dalla porta di servizio”.

A che cosa è dovuta questa cena?
“Sono stato invitato da mister Borioni il quale si è sentito in debito di offrirmi una cena visto che poco tempo fa è venuto a Bergamo a festeggiare la nostra serie A e nell’incontro con il Portogruaro ho dedicato a lui il goal del 2 a 1”.

Su quale argomento avete impostato la cena di questa sera?
“So dell’intenzione da parte di mister Borioni che da molti anni ha fatto bene nei settori giovanili di varie società, di poter guidare una prima squadra e mi auguro con tutto il cuore che possa trovare una sistemazione adeguata alle sue capacità alla sua grande passione ed alla sua grande motivazione, quindi vorrei spendere parole di elogio nei suoi confronti”.

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Passiamo ora a Mister Borioni. Mister, Giacomo Bonaventura è per lei un fiore all’occhiello?

“Naturalmente, è colui che tra gli altri ha avuto maggior successo, merito delle sue indubbie qualità tecniche, ma grazie anche alla grande tenacia nel superare i momenti bui nel suo passato calcistico”.

Secondo lei dove può arrivare?
“Dico che secondo me non ha limiti in quanto ripeto ha superato mille difficoltà dovute in special modo al suo ritardo nella crescita, ora fisicamente è alla pari con gli altri e come capacità tecniche non ha eguali, quindi nel giro di poco tempo lo vedrei bene in una squadra di alto livello”.

Quest’anno alla Fulgor Maceratese come allenatore Juniores Regionale con quale profitto?
“Ho vissuto 2 anni come tecnico della Fulgor togliendomi qualche soddisfazione, non solo come risultati, un 1° posto in campionato (con relativa finale regionale) il primo anno ed un 2° posto con una finale al torneo “Orselli” quest’anno, ma anche e soprattutto per la crescita dei miei ragazzi non a caso in 2 anni hanno esordito in prima squadra ben 11 Juniores”.

Che ricordo ha di questa società?
“Sono tifosissimo della Maceratese fin da bambino, è la mia squadra del cuore venivo a Macerata in autostop a tifare la rata negli anni ’70, ringrazio dunque chi mi ha permesso di allenare in questa società per 2 anni, il Presidente Paci, l’ex Responsabile William Cervigni, il consulente Sampino e la Dottoressa Tardella che ultimamente ci ha seguito e ci è stata molto vicino, senza tralasciare Bisonni e Coppari in quanto amici e ottimi collaboratori”.

Quale prospettiva per il prossimo anno calcistico?
“Ho avuto chiamate di qualche società per il settore giovanile, ma sono orientato ad accettare se mai venisse qualche proposta di una prima squadra, anche perché nel settore giovanile ho avuto modo di lavorare in tutte le varie categorie dai primi calci fino alla juniores e ritengo sia opportuno ora di portare le mie esperienze in una 1^ squadra”.



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