Acqua pubblica in consiglio
Si discute senza voto

Macerata
- caricamento letture
ciarlantini_tartabini

GabriellaCiarlantini (Verdi) e Pierpaolo Tartabini (Sinistra per Macerata)

di Alessandra Pierini
L’acqua scalda il consiglio comunale di Macerata. A distanza di pochi giorni dai referendum che vedono l’acqua protagonista e al termine di una campagna referendaria che ha visto sollevarsi da più parti il sostegno ai 4 si, dopo 9 mesi dalla sua consegna e successiva pubblicazione all’albo pretorio, è arrivata in consiglio la proposta di delibera dei consiglieri Gabriella Ciarlantini (Verdi per Macerata), Pierpaolo Tartabini (Sinistra per Macerata) e Antonio Carlini (Pensare Macerata) che chiedeva l’integrazione dell’art. 2 dello statuto comunale con un articolo 2bis volto a riconoscere “il diritto umano all’acqua e l’accesso ad essa come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico”. I tre proponenti chiedevano  anche di precisare che la proprietà delle reti e la gestione del servizio idrico integrato fossero pubbliche. Già a luglio dello scorso anno il consiglio aveva approvato all’unanimità una mozione del consigliere Bruno Mandrelli (Pd) che impegnava l’amministrazione ad esprimersi contro la privatizzazione e contro l’espropriazione degli enti dal diritto comune all’acqua.

mandrelli

Bruno Mandrelli (Pd)

Sulla delibera presentata, Deborah Pantana (Pdl) ha sollevato una questione pregiudiziale: «Noi domenica non votiamo – ha detto con riferimento al suo partito – ma gli elettori andranno a votare, credo quindi che questa discussione possa essere una invadenza in un momento clou». Le ha risposto Bruno Mandrelli (Pd): «Al di là dell’esito dei referendum, noi abbiamo una normativa  da rispettare». La questione pregiudiziale è stata respinta dal consiglio ma Giorgio Ballesi (Lista Ballesi) ha sollevato i suoi dubbi sulla correttezza delle modifiche statutarie proposte nella delibera: «Il referendum è l’esercizio concreto della sovranità popolare. Oggi perciò non possiamo che attenderne il risultato. Lo statuto in quanto tale, inoltre, non può contenere una regolamentazione specifica in una materia ma enunciazioni di principio, pertanto il testo proposto andrebbe rivisto». A questo punto Deborah Pantana (Pdl) ha chiesto al presidente del consiglio Romano Mari che fossero rimossi dalla bacheca comunale volantini relativi ai referendum per poi concludere: «Cosa vogliamo scrivere sullo statuto? Che l’acqua è un bene universale, questa è un ovvietà». A questo punto il consiglio è stato sospeso per trovare un testo condiviso che fosse approvato all’unanimità sia per esigenze pratiche (la modifica statutaria per essere approvata deve essere votata favorevolmente da 27 consiglieri), sia per l’importanza del tema. Dopo la sospensione Bruno Mandrelli (Pd) ha comunicato «Abbiamo un testo condiviso da tutti ma lo discuteremo al primo punto del prossimo consiglio per avere  un discorso condiviso e unitario e un quorum qualificato ».
pdI tre presentatori della ldelibera non hanno particolarmente gradito la scelta fatta ma, comunque soddisfatti del risultato ottenuto, hanno immediatamente convocato una conferenza stampa.
«Dopo 9 mesi – ha spiegato Gabriella Ciarlantini (Verdi)- abbiamo discusso questa modifica statutaria, finora trascurata dal disinteresse colpevole del centro sinistra. Abbiamo chiesto con forza di inserirla forte perché chiediamo che la politica debba stimolare la discussione e farsi portavoce delle istanze. Non siamo arrivati alla votazione che il centro destra ha cercato di bloccare ieri in commissione e oggi in consiglio».
Si pone delle domande Pierpaolo Tartabini (Sinistra per Macerata): «Siamo giunti ad un testo condiviso, mi chiedo quindi perché non è stato votato visto che eravamo tutti d’accordo. Credo che in politica serva il coraggio di prendere delle decisioni quando servono e questo era uno di quei casi. La votazione di oggi era un atto politico e come tale poteva essere votato».
Rafforza gli interventi dei colleghi Antonio carlini di Pensare Macerata: «Anche nel catastrofico caso in cui non si raggiunga il quorum o vincano i no, la votazione darà ancora più forza all’atto visto che il centro destra si è politicamente impegnato a votare favorevolmente».
(foto di Guido Picchio)

tacconi

Ivano tacconi (Udc)

lattanzi11-300x200

Michele Lattanzi (Comunisti Italiani Federazione per la Sinistra)



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X