Maceratese bocciata
senz’appello

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Belkaid

Yassine Belkaid

di Filippo Ciccarelli

Come accaduto alla fine del girone di andata, andiamo a stilare le pagelle di fine anno per la formazione biancorossa della Maceratese, che ha concluso il campionato di Eccellenza al 17esimo posto, e deve prepararsi per affrontare i playout contro il Real Metauro (domenica la gara d’andata al Campo dei Pini), che occupa lo scalino immediatamente superiore in graduatoria. Nel giudizio finale non sono presenti quei giocatori che hanno lasciato la squadra nella finestra invernale. Tra parentesi il voto rimediato dai giocatori alla fine del girone di andata.

Portieri:

Martinelli Roberto, 5 (6)
Continua a difendere la porta della Maceratese con tanto impegno, ma le sue lacune sui calci piazzati, già evidenziate a dicembre dopo appena due mesi dal suo ingresso in campo come numero 1 dei biancorossi, continuano a condizionarne il rendimento. A Chiaravalle viene trafitto due volte dall’ex compagno Ramadori e nell’occasione del terzo goal, su un diagonale calciato sul suo palo, mima appena il gesto di buttarsi, segno forse di una scarsa fiducia nei propri mezzi e nella squadra. Tardiva la sua sostituzione con un portiere più esperto, ma in questo caso le responsabilità sono dello staff tecnico e dirigenziale e non certo del ragazzo. Sembra che sulle sue tracce ci siano alcuni club che militano tra i pro, la sua vendita potrebbe giovare alle casse del club ed alla crescita professionale dello stesso Martinelli.

Cavaliere Gioacchino, 6.5
Arriva a Macerata dopo le speculazioni sui suoi colleghi, quali ad esempio Pandolfi ed Orlandi, dando subito sicurezza ed esperienza al reparto. Risponde bene smentendo i dubbi sulla sua condizione atletica, visto che nell’inizio di stagione è stato fermo ai box. A quanto ha fatto vedere è un buon elemento per la categoria.

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L'attaccante della Maceratese Gabriele Bonsignore

Difensori:

Benfatto Mattia, 6 (6.5)
Condivide coi compagni di reparto la responsabilità di guidare una delle peggiori difese del campionato, se si eccettuano quelle di Sangiustese ed Urbino, già in grossi guai alla fine del girone di andata, e del “redivivo” Centobuchi. Gioca sempre e solo da difensore centrale, la sua stagione non è stata né brillante né tremenda. La sua esperienza tornerebbe utile in Eccellenza e a maggior ragione in Promozione, se disgraziatamente i biancorossi venissero condannati a tale destino.

Borgiani Gianluca, 5.5 (5.5)
E’ un fuoriquota interessante, dotato di una buona accelerazione ed anche abbastanza fisico. Ampi margini di miglioramento in fase difensiva, poco incisivo in quella offensiva.

Del Moro Stefano, 5.5 (6.5)
Forse è stato condizionato dagli stop fisici, sta di fatto che da un giocatore della sua stazza e della sua esperienza ci si attendeva di più sia in fase di marcatura che in quella realizzativa, invece mette a referto solo una rete, peraltro decisiva (ad inizio stagione contro l’Urbania).

Grcic Tomislav, 7 (6)
È, insieme a capitan Cacciatori, uno che non si da mai per vinto in campo. Ad eccezione (forse) del ruolo di portiere, gli altri potrebbe farli tutti. E in gran parte così è stato. Brutto come centrale difensivo, molto meglio come terzino sinistro e ala sinistra, si è disimpegnato molto bene anche come centrale di centrocampo. Non ha il piedino fino, ma è piacevole guardare le sue sgroppate palla al piede cominciare nella propria trequarti e concludersi al limite di quella avversaria. Il vuoto cosmico che spesso e volentieri si trova vicino non lo aiuta, buon tiratore di calci piazzati. Da confermare assolutamente.

Nwanze Ayodele, 3 (n.g.)
Uno degli acquisti più inutili di tutta la stagione. Avvezzo ad errori madornali, che spesso costano punti fondamentali ai biancorossi (l’espulsione all’esordio contro la Belvederese, che lascia in 10 la Maceratese fino a quel momento in vantaggio, il retropassaggio in quel di Grottammare che è il preludio al goal dei rivieraschi). Presentato come specialista nel segnare in mischia a Macerata verrà ricordato per essere stato cacciato con disonore dalla società, più che per i suoi goal, inesistenti. Anche per lui problemi fisici continui e ricadute, è stato forse più presente in tribuna che in campo.

Leopardi Fabio, 5
Arriva a dicembre, insieme a Gigli e Bonsignore. È un terzino? È un’ala? Non lo sapremo mai. E forse non lo sa nemmeno Leopardi stesso. Una delle poche certezze è che sarebbe stato più utile puntare su un mediano di qualità invece che sull’ennesimo uomo di fascia.

Romagnoli Andrea, 4 (5.5)
Penosa la sua stagione. Romagnoli è stato spesso impreciso, in ritardo, un pericolo in difesa e impalpabile in fase di costruzione, e per quanti ricordano le centinaia di presenze con la Maceratese questa è la sorpresa più amara. Non è stato esente nemmeno lui da provvedimenti disciplinari comminati dalla società, ma come Belkaid è stato quasi subito reintegrato in prima squadra. Fatto presente tutto ciò, è bene ricordare che le annate storte possono capitare, ed a nostro avviso Romagnoli merita una seconda chance per tutto quanto ha dato alla Maceratese nel corso degli anni, visto che seconde (e terze, quarte, quinte…) occasioni sono state date anche a chi, forse, non ne meritava alcuna.

Sgalla Massimiliano, 5.5 (n.g.)
È un rincalzo, e non fa niente di più per cambiare il suo status nella squadra.

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Andrea Romagnoli, difensore della Maceratese

Centrocampisti:

Belkaid Yassin, 3 (5)
Quando era ancora “proscritto” per le note vicende, insieme al compagno di squadra Nwanze, Belkaid ci confidò che lui non aveva la minima considerazione del voto assegnatogli alla fine di ogni partita, e che quindi non se la legava al dito se le valutazioni erano basse (come nella stragrande maggioranza dei casi per quel che riguarda il sottoscritto). Proveremo lo stesso a giustificare il perché di una valutazione gravemente insufficiente, anche a rischio di annoiare il giocatore: Belkaid è tecnicamente discreto, ma semianalfabeta dal punto di vista tattico. Le cose non sono migliorate quando è stato schierato al centro, visto che sembrava essere quello il suo ruolo naturale. Non si ricordano suoi goal (tranne l’autorete siglata in casa col Tolentino), né assist (tranne quelli ai portieri avversari, vedi ad Urbino per esempio). In compenso la sua cacciata ed il  successivo perdono, neanche fosse Cassano hanno fatto ulteriormente sorridere quanti già sfottevano il sodalizio biancorosso.

Gigli Lorenzo, 6
L’ex Cingolana ha lavorato in tandem con Trillini e Grcic al centro del campo; a lui il compito di sostituire Croceri. Sicuramente le caratteristiche tra i due sono non sovrapponibili, in ogni caso Gigli ha spesso mostrato buone capacità di interdizione, qualità che è mancata come il pane a questa Maceratese, e non ha fatto rimpiangere il regista poi passato alla Sangiustese di mister Marcaccio. Il centrocampo è un settore nevralgico e la Maceratese targata Pierantoni/Sabbatini/Pierantoni sembra non averlo capito; uno come Gigli è da confermare, ma in una futura ottica d Eccellenza al suo fianco (o come prima scelta rispetto a lui) va inserito un perno di qualità.

Iuvalè Roberto, 6 (6)
Motorino di centrocampo, veloce e volenteroso, ma difetta davvero di precisione nei cross. E questo, per uno il cui mestiere è andare sul fondo e metterla in mezzo, vale un punto in meno. Tatticamente è stato inserito un po’ ovunque, si è disimpegnato abbastanza bene anche quando è stato messo a terzino.

Meligeni Gianpino, 6
Arrivato a fine febbraio nel gran caos del centrocampo biancorosso. Ci mette i polmoni e quando può prova ad inventare qualcosa, è l’ennesimo innesto di “quantità” che va a rinfoltire un reparto nato male e cresciuto peggio. D’altro canto non si poteva pretendere certo da lui la risoluzione dei problemi tattici della Maceratese lì in mezzo, visto che ha avuto poco tempo per adattarsi ed entrare in forma. Sarebbe stato interessante vederlo all’opera da settembre.

Petrucci Andrea, 6.5
Inizio folgorante, con grande corsa, dribbling, personalità e pure goal. Memorabile per lui quello contro l’Ancona; in fase calante con il passare delle giornate di campionato, forse “contaminato” dall’ambiente e dall’aria oggettivamente pesante che si è respirata in casa Maceratese. Potenzialmente tra i primi under del torneo per il reparto.

Trillini Massimiliano, 5.5 (7)
Si è perso strada facendo, dopo un ottimo inizio. È certamente destinato ad altri palcoscenici, in quanto sotto la lente di numerose squadre di serie D e di Lega Pro. Non è un mistero che lo volesse la Sambenedettese; a Macerata, in questa stagione, non ha espresso tutto il suo potenziale. Troppo spesso è stato schierato anche quando era palese il suo cattivo stato di forma, e giocoforza questo incide sulla sua valutazione finale. Bellissimo il goal realizzato a Villa San Filippo contro una Sangiustese spacciata ma combattiva.

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Il tandem d'attacco della Maceratese Cacciatori-Testa

Attaccanti:

Bonsignore Gabriele, 3
Cinque reti, la gran parte delle quali inutili ai fini del risultato. Due di queste “scippate” a Grcic, con palla spinta in rete nonostante ci sarebbe finita ugualmente, ad Urbania il suo egoismo rischia di far annullare la rete della bandiera dei biancorossi, umiliati da un Braccioni salito in cattedra e che ha fatto quel che ha voluto. Rimangono quindi 3 marcature, che corrispondono al voto in pagella. Poche, per chi si è presentato come uno dai 20 goal a stagione, gli stessi che con la Maceratese ha fallito. Ricordarli tutti è impossibile e fa male, perché sono davvero tantissimi. Avesse segnato la metà di quello che ha sbagliato, la Maceratese non sarebbe ai playout.

Cacciatori Claudio, 8 (7.5)
Nel precedente articolo pubblicato alla fine del girone d’andata si legge: “E’ la stella della squadra. Un folletto che canta e porta la croce, per la maggior parte delle volte da solo. Si sacrifica moltissimo, spesso e volentieri si è andato a prendere il pallone nella propria metà campo ed è arrivato a ridosso dell’area di rigore avversaria, saltando gli avversari palla al piede. Riesce anche a segnare, quando non deve fare tutto da solo”. Ben poco è cambiato; Cacciatori ci ha sempre messo cuore e piedi. Tanta qualità, tanto impegno. A Chiaravalle era uno dei pochissimi in lacrime, fuori dallo spogliatoio, dopo la batosta subita contro la Biagio. Sulla carta lui e Bonsignore avrebbero dovuto essere una coppia da 30 goal: lui la promessa l’ha mantenuta, mettendone a segno 8, che sarebbero stati di più se non fosse stato costretto in tribuna a causa di acciacchi ripetuti, soprattutto nella seconda parte della stagione. Una risorsa imprescindibile per la squadra.

Romanski Francesco, 6.5 (n.g.)
Il voto è di stima perché nel computo delle 38 partite lui ha giocato pochissimo. Nel “pagellone” precedente avevamo espresso la nostra curiosità per questo giovane, troppo spesso relegato in panca insieme al compagno di reparto Eclizietta.

Testa Davide, 8 (7)
10 goal per lui nella regular season. È un under, è bravo, può crescere tantissimo. Qualche sbavatura pure per lui, come quel goal mancato a tu per tu con il portiere in casa, contro il Real Montecchio, ma anche colpi memorabili, come quello sfoderato al “Recchioni” di Fermo contro la formazione canarina. Anche lui sarebbe da riconfermare per la prossima stagione.

Gilberto-Pierantoni

L'allenatore della Maceratese Gilberto Pierantoni

Allenatori:

Pierantoni Gilberto, 4.5 (5.5)
Poca personalità, poche idee, non ha dato un’impronta chiara alla squadra. Ha mandato in campo spesso e volentieri la stessa formazione, ritardando l’inserimento in campo di alcuni giovani interessanti (Borioni, Romanski, Eclizietta) che avrebbero potuto far rifiatare “i soliti noti”. Alla fine del girone di andata è ad appena 5 punti dai playoff, ed appena 6 sopra i playout. I margini peggiorano ulteriormente quando il tecnico viene confermato alla guida della formazione biancorossa, ed al momento del suo esonero la Maceratese era a -8 dal quinto posto e solo 2 punti sopra all’Urbania, che era al sestultimo posto con 24 punti in cascina.
Il primo Pierantoni, che era stato confermato dopo le dimissioni presentate in occasione della trasferta persa a Fabriano, ha concluso alla Maceratese con 1.181 punti a partita, una media da zona retrocessione. Infatti, con medie superiori (seppur di pochissimo) hanno concluso il campionato il Real Metauro (1.184 punti a partita) e la Belvederese (1.184 punti a partita), che non a caso andranno a giocare i playout. Che, salvo miracoli, ripescaggi, fallimenti e disastri sportivi in genere, potrebbero essere una semplice formalità. Il Pierantoni-bis sancisce il totale sbandamento della dirigenza biancorossa. L’ex trainer della Vigor Pollenza porta a casa 8 punti in 7 partite, che non servono ad evitare gli spareggi.

Sabbatini Sandro, 4
Raccoglie poco, pochissimo. Arriva in un momento in cui i playout sono una realtà molto più concreta che non le chances di vedere la serie D, obiettivo con cui la formazione del capoluogo era partita. Tuttavia non è esente da colpe, in primis quella filosofia “Bonsignorecentrica” che abbiamo avuto modo di criticare a suo tempo da queste colonne, e che ha visto in un asfittico Bonsignore il terminale offensivo di una squadra già non irresistibile. Altri esperimenti, come Trillini impiegato sulla fascia, hanno avuto breve respiro e nessun successo. Numeri alla mano raccoglie due successi, contro il Centobuchi all’esordio e contro la Sangiustese, ed il pari interno contro il Real Montecchio. Viene esonerato dopo l’incredibile dèbacle interna contro la Fortitudo Fabriano, che riesce a ribaltare un 2-0 in un 2-3. Oltre a questa gara, peserà sul suo score e sulle menti degli sportivi biancorossi il tracollo sempre all’Helvia Recina per 1-4 patito contro l’Atletico Piceno. Per l’ex tecnico di Cingolana e Jesina appena 7 punti in 9 giornate, 0.777 punti a partita, numeri da retrocessione diretta.

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Il patron della Maceratese Massimo Paci

Dirigenza:

Agostinelli Roberto, direttore sportivo, 5 (6.5)
L’ex direttore sportivo della Maceratese condivide con la restante parte dello staff tecnico la responsabilità di aver costruito una squadra deficitaria a centrocampo. Tuttavia, sulla carta e nelle opinioni della totalità degli addetti ai lavori intervistati o comunque sentiti nel corso del campionato, la Maceratese non avrebbe dovuto essere lì a lottare per non retrocedere. Purtroppo c’è.

Cherri Luciano, direttore sportivo, n.g.
Il nuovo e – stando alle indiscrezioni riportate proprio da Cronache Maceratesi – già sorpassato ds della Maceratese ha dimostrato grandissima attività per quel poco tempo che ha avuto (è entrato in carica dopo gli esoneri di Pierantoni, Agostinelli e Capraro in seguito alla partita persa a Grottammare). Impossibile dargli un voto.

Paci Massimo, presidente, 6 (7)
Ha investito tempo e denaro per salvare la Maceratese e cercare di attrezzarla  per fare un campionato decoroso. Non è riuscito nel suo intento, e pare proprio che dall’anno prossimo non occuperà più la carica di primo tifoso della squadra. Se la Maceratese è una società sana, che paga gli stipendi e che ha ripianato una voragine di debiti pregressi, gran parte del merito è suo. Gli imputiamo una eccessiva acquiescenza nei confronti di certe figure e certe situazioni che avrebbero dovuto essere trattate con maggior piglio, decisione e risolutezza da parte del presidente di una società di calcio. La sua ostinazione nel trovare alibi in ogni caso, nonostante prestazioni poco edificanti da parte dei giocatori, ha forse permesso la “rilassatezza” dell’ambiente. Tuttavia rimaniamo convinti della bontà delle sue intenzioni e del fatto che sia una persona seria, che ha voluto e vuole il bene della Maceratese, al contrario di tanti avventurieri che in passato hanno usato i colori biancorossi come facciata per fare i loro comodi ed hanno lasciato bilanci in perenne rosso.

Tardella Maria Francesca,  direttore generale, 5.5 (7)

Sembra proprio che sarà lei il futuro presidente del sodalizio biancorosso – tra l’altro sarebbe la prima donna a ricoprire questa carica. Il suo voto è stato abbassato in considerazione della gestione contraddittoria dei casi Nwanze-Belkaid, allontanati “senza appello”. A lei una considerazione ed un consiglio. La considerazione è che nel calcio 2+2 spesso e volentieri non fa 4: non ci sono dubbi sulla sua passione e sul suo entusiasmo, ma queste qualità non bastano. Servono esperienza e diplomazia per tenere in armonia le numerose componenti che formano un organismo tanto complesso come quello di una società di calcio. Il consiglio è invece questo: va bene puntare sul “meglio del meglio” che ci sia in circolazione, per riportare la Maceratese sui palcoscenici che le competono. Ma la piazza è stata “sedotta e abbandonata” tante, troppe volte, e come insegna questa stagione i conti si fanno alla fine. In ogni caso, una volta che si è presa una decisione, che venga portata avanti con coerenza e determinazione, perché non c’è niente di peggio – e l’annata della Maceratese è ancora una volta da esempio – della mancanza di chiarezza in seno alla società stessa. Questo è quanto raccontano le cronache di una compagine che, in due anni, ha visto cambiare 3 direttori sportivi e 5 allenatori (Porro, Nocera, Pierantoni, Sabbatini e di nuovo Pierantoni).



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