Il destino della Maceratese
dipende dalla Fermana

Se non batte l’Ancona i playout potrebbero non servire
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Gilberto-Pierantoni

L'allenatore della Maceratese Gilberto Pierantoni

di Filippo Ciccarelli

Che epilogo penoso per la Maceratese. Mentre l’undici di Pierantoni è matematicamente relegato ai playout, gli occhi e le menti degli sportivi biancorossi sono rivolte a Fermo e a quel che succederà nel big match dell’ultima giornata di campionato tra Fermana ed Ancona. Il risultato finale della sfida tra canarini e dorici dirà molto sul significato degli spareggi per la salvezza dell’Eccellenza. L’Ancona è già certa della promozione in serie D, avendo vinto la Coppa Italia di categoria, ed occupa attualmente il primo posto in graduatoria, un punto sopra a quella Fermana che ha un solo risultato utile per abbandonare il palcoscenico regionale: vincere. La Maceratese, se la Fermana concludesse al primo posto, avrebbe certamente più chances di salvarsi vincendo i playout, che altrimenti sarebbero un mero pro-forma. C’è comunque da scommettere che la formazione anconetana, pur avendo meno motivazioni di quella fermana, non cederà tanto facilmente il passo nel derby di fine stagione.
Salvo sorprese il probabile avversario nei playout della Maceratese, che domenica giocherà a Cingoli un match con la compagine di casa già certa della salvezza, sarà il Real Metauro, che affronterà l’Elpidiense Cascinare, squadra che non ha più nulla da chiedere a questo campionato. Nella regular season la Maceratese ha vinto in terra pesarese per 3-0, raccogliendo un pareggio per 1-1 tra le mura amiche. I playout sono comunque una storia a sé, come ben sanno i tifosi di lunga data della Maceratese.

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L'ex Fermana Claudio Cacciatori, capitano della Maceratese

Guardandosi indietro c’è tanto, tantissimo rammarico, per le sorti di una stagione che avrebbe dovuto vedere la Maceratese far parte del gruppo di testa. Invece, a parte un’iniziale e breve fuga in avanti, la squadra è rimasta nella mischia durante il girone di andata, ed è stata risucchiata nel vortice degli ultimi posti con il prosieguo delle partite. Complici Sangiustese ed Urbino, due squadre-cuscinetto di questa stagione (l’Urbino è retrocessa da settimane con appena 8 punti in classifica), la quota per il traguardo della salvezza si è attestata quest’anno sui 46 punti, con diverse squadre appaiate nelle posizioni di medio-bassa classifica fino alla fine.
Rammarico che diventa rabbia, incredulità, frustrazione a ricordare come tanti punti siano stati buttati via. Sarebbe bastato non farsi rimontare 3 goal dal Fabriano, per giunta all’Helvia Recina, per mettere in cascina tre punti. La Maceratese ha perso diverse partite in cui si era portata in vantaggio: ma sarebbe bastato ad esempio vincere con una Sangiustese già spacciata all’Helvia Recina per avere altri 2 punti in più, invece di pareggiare per 0-0. Tante, troppe le umiliazioni patite dalla squadra e dai tifosi quest’anno, indelebile l’1-4 casalingo rimediato contro l’Atletico Piceno, una beffa perdere a Corridonia a 10 minuti dalla fine una partita giocata su un terreno al limite della praticabilità, per giunta in un ippodromo. Lancinante sentire gli sfottò “Promozione, Promozione” a Sant’Elpidio a Mare. Gli ultimi 90 minuti dell’Eccellenza segneranno il destino delle squadre che giocheranno i playout: ma niente dipenderà dalla partita di Cingoli. Vincesse la Fermana, i biancorossi dovrebbero riuscire nell’impresa di invertire la tendenza che li vede quasi sempre sconfitti negli spareggi, che siano per la salvezza o per la promozione, ma almeno potrebbero giocarsela. Chissà che, nel caso, possa continuare l’incantesimo del  Campo dei Pini, dove la Maceratese ha raccolto 12 punti frutto di 4 partite, stadio da cui uscì vittoriosa anche nella partita di Coppa contro la Cingolana. Per il momento il santo a cui aggrapparsi, in casa Maceratese, si chiama Fermana.



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