Raccolta di firme contro la Tarsu
Gli esercenti minacciano lo sciopero
delle tasse comunali
MACERATA - Oltre 50 commercianti contestano la decisione dell'Amministrazione sulla tassa sui rifiuti
di Alessandra Pierini
Esercenti maceratesi sul piede di guerra contro l’aumento del 23% della Tarsu proposto dall’amministrazione nel bilancio presentato in questi giorni in consiglio. Francesco Clerico, titolare della palestra Robby’s di Macerata, venuto a sapere della scelta della giunta maceratese, ha chiesto informazioni in merito e si è messo in contatto con gli esercenti della città.
«In due ore ho raccolto più di 50 firme – racconta Clerico – e soprattutto le lamentele di tanti che sono arrabbiatissimi perché l’aumento della Tarsu penalizza i cittadini ma soprattutto le attività che si ritroveranno a pagare una cifra altissima. Tra l’altro saremo costretti ad aumentare i prezzi dei nostri prodotti e servizi per compensare la cifra pagata, quindi la tassa sui rifiuti si ripercuoterà sui cittadini». La Tarsu utilizza come parametro la superficie dei locali di abitazione e di attività dove possono avere origine rifiuti di varia natura. «Il criterio utilizzato è completamente sbagliato – va avanti Francesco Clerico – io pago per la mia palestra di 800 metri quadri, 2000 euro di Tarsu all’anno e magari un supermercato molto più piccolo e, pur producendo molti più rifiuti, spende di meno perché la sua superficie è più piccola». Oltre al criterio, gli esercenti contestano anche il disservizio: «Nei miei incontri di oggi- continua ancora Francesco – tra gli altri ho parlato con il titolare di una pizzeria che mi ha raccontato di essere costretto o a portare via la sua immondizia o a lasciarla nel suo negozio la sera perché la raccolta avviene solo la mattina. ».
Per ora Clerico ha iniziato la sua protesta con la raccolta di firme ma gli esercenti sono già pronti ad azioni ancora più forti: «Ho raccolto 50 firme in pochissimo tempo e penso che ce ne vorrà pochissimo a raccoglierne altre, visto che molti mi stanno già contattando telefonicamente per saperne di più. Se non verremo ascoltati, siamo pronti a ricorrere allo sciopero delle tasse comunali».
Gli esercenti sono molto arrabbiati anche perché non condividono le ragioni che hanno determinato questo aumento: «Il problema di dover pagare 900.000 euro in più al Cosmari non dipende da una condotta scorretta dei cittadini ma dal Comune che potrebbe comunque trovare delle soluzioni alternative. Ad esempio a Ravenna la tassa viene calcolata sul peso dei rifiuti prodotti».
Lunedì in consiglio comunale si continuerà a discutere di bilancio e se sarà votato favorevolmente le misure contenute, Tarsu compresa, saranno definitivamente approvati.

Non solo a Ravenna la tassa si paga in base ai rifiuti prodotti. A Macerata invece si paga in base ai mq indipendentemente dal tipo e quantità di rifiuto prodotto, per le attività; e indipendentemente dal numero delle persone componenti la famiglia, nel caso di privati. Forse sarà il caso che il nostro assessore inizi a trovare delle forme alternative per far pagare la tassa. E’ troppo facile fare come si fa adesso, di tutta un erba un fascio.
Fascio littorio???
per pagare la tassa sui rifiuti in base al numero dei componenti dell’unità abitativa bisogna prima avere una mappatura reale della popolazione residente in città, di tutta la popolazione, non solo quella registrata in questura. si tratterebbe perciò di conoscere, e tenere costantemente aggiornato, tutto il mercato degli affitti (a studenti, lavoratori fuori sede, migranti, etc.) con il rischio di scoprire un vaso di pandora fatto di evasione fiscale, di abitazioni non in regola, di inquilini abusivi.
tutto ciò non era neanche nel programma della “nuova storia”, figuriamoci se viene tirato fuori per rendere più equo il pagamento della tarsu!