Lube, quando una Challenge Cup
vale davvero tanto

Diversi i motivi per sorridere dopo la bella impresa in Turchia
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Il capitano Igor Omrcen alza la Coppa

 

di Andrea Busiello

 

All’inizio dell’anno tutti davano per scontato che la Lube dovesse conquistare almeno la Challenge Cup, la minore delle tre competizioni europee. A bocce ferme, a due giorni dalla conquista della manifestazione in Turchia è tempo di fare dei bilanci. I motivi per sorridere per coach Mauro Berruto e soci ce ne sono eccome. Partiamo dalla caratura dell’avversario affrontato in finale, l’Arkas Izmir, che ha dimostrato di essere una squadra di assoluto valore e che, con ogni probabilità, nella prossima stagione vedremo all’opera in Champions League. L’ambiente presente nel palasport di Smirne era davvero qualcosa fuori dal comune. Basti pensare che appena arrivati all’interno dell’angusto ma chiassosissimo impianto turco era esibito uno striscione con scritto: “Benvenuti nell’inferno dell’Arkas”. Già un’ora prima della gara il palasport era gremito quasi in ogni ordine di posto. Ma la Lube ha dovuto fare i conti con altre difficoltà impreviste all’inizio della gara: con l’antisportività della società turca, con un arbitraggio a dir poco casalingo e con l’infortunio di Igor Omrcen. Andiamo con ordine e parliamo delle scorrettezza della formazione turca. Lo spiker del palazzetto urlava come un forsennato in ogni circostanza, acuendo la sua ugola quando al servizio andava la Lube. Cosa scorrettissima, apportata con arte dalla società di casa era una cassa di dimensioni giganti che ogni qual volta la Lube andava al servizio veniva accesa e si sentiva un rumore fortissimo che dava enorme fastidio al giocatore che andava al servizio. Tutto questo con il ds Recine imbufalito, giustamente, per il comportamento attuato dall’Arkas ma allo stesso tempo il supervisor della Cev non faceva nulla per rimediare a ciò. In quel frangente si sarebbe dovuto interrompere il match e spiegare che quella cosa era assolutamente vietata, per di più in una finale di una competizione europea. Ma tutto ciò sfilava liscio come l’olio e possiamo dirlo: era una vera e propria vergogna. Abbiamo parlato di arbitraggio casalingo. Si, quanto meno per i primi due set il primo arbitro ha fischiato sempre a favore dell’Arkas, comminando anche due gialli (uno a Vermiglio e l’altro a coach Berruto) alla Lube nel secondo set per dei motivi difficili da capire. Dal terzo set in poi la direzione arbitrale è stata più corretta e grandi regali alla squadra di casa non sono stati fatti, a nostro avviso. Il valore di questa coppa è maggiore anche perchè sul 13-10 del 3′ set si è infortunato abbastanza seriamente alla caviglia Igor Omrcen, che è stato costretto ad uscire. Al suo posto è entrato in campo Van Walle che ha fatto benissimo. Altro motivo per poter sorridere è sicuramente il fatto che sul 2-1 sotto (con il terzo set perso 33-31) e con Omrcen fuori dai giochi, in pochi avrebbero scommesso su un epilogo diverso da quello del Golden Set ed invece è uscita fuori una grandissima Lube, dal carattere fortissimo. Nel quarto set sugli scudi Podrascanin con 5 muri realizzati e nel tie break biancorossi che sono partiti subito forte ed hanno chiuso al terzo match ball con Conte vincendo una coppa che infonde tantissimo morale in tutta la truppa biancorossa. Vincere nell’infermo di Smirne è stata una vera e propria impresa. Complimenti Lube!

 

 



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