Giulio Pantanetti, presidente provinciale dell’Anpi, ha inviato al Prefetto di Macerata e al Soprintendente ai beni ambientali e architettonici delle Marche, una lettera per la rimozione delle scritte fasciste nella sala consiliare del comune di Montecassiano.
“Nei scorsi il Direttivo della Sezione “Oreste Mosca” dell’ANPI di Montecassiano – si legge nella lettera – ha denunciato la riproposizione di scritte inneggianti al duce ed al fascismo nella sala consiliare del palazzo dei Priori di Montecassiano.
L’operazione non può certo definirsi restauro in quanto il palazzo costruito e ristrutturato ben prima dell’avvento del regime fascista ha visto, come avvenuto in quel periodo in tanti edifici pubblici e non, l’applicazione di scritte di pura propaganda. Se così fosse dovremmo vedere recuperate in tante abitazioni le scritte del ventennio e magari vedere riproposti negli spazi pubblici monumenti al duce.
Quello che preoccupa la nostra associazione è il messaggio che si cerca di trasmettere alle nuove generazioni: l’equivalenza di fascismo e democrazia, dimenticando non solo le sofferenze, i lutti, le sopraffazione, ma l’antisemitismo, la dittatura, la guerra, prodotti connaturati al fascismo.
Non so nemmeno quanto sia stata consapevole la decisione del sindaco e della giunta di Montecassiano; in ogni caso è stata assunta con una leggerezza, una rozzezza culturale, un cattivo gusto davvero difficili da eguagliare.
Mi rivolgo a Loro non solo per la denuncia di quanto accaduto, ma perché per le specifiche competenze di ognuno possano essere presi provvedimenti per disporre la rimozione di tali scritte.
Innanzitutto proprio la mancanza di qualsiasi giustificazione per il restauro inquadra l’intervento in una semplice operazione di propaganda, aggravata dalla collocazione in una sala aperta al pubblico, la stessa sala consiliare, e come tale perseguibile ai sensi di legge.
In secondo luogo vorrei conoscere se i lavori siano stati autorizzati dalla Soprintendenza e se il risultato sia conforme alle disposizioni emanate.
Confido nella Vostra autorità per invitare il Comune di Montecassiano a cancellare quelle scritte”.
Giulio Pantanetti
Presidente del Comitato provinciale dell’ANPI
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Vedete lo sciapo e non vi accorgete dei soldi sperperati
Qualcuno avverta il compagno Pantanetti che gli Alleati sono passati il 30 giugno 1944! E’ proprio il caso di dire: verba volant, scripta manent
ma occupatevi delle cose serie!! i veri problemi sono altri
anche il generale bava beccaris sparava con i cannoni alla folla in periodo monarchico ma nessuno si sogna di abolire le vie intitolate ai politici di quel periodo (fine ottocento)
Pantanetti, sul soffitto della sala consiliare del Capoluogo fa bella mostra di sè un bel fascio littorio.
E’meglio cancellarlo dal soffitto o conservarne l’immagine a fini pedagogici?
Sono dell’idea che secondo la logica esposta dal Presidente provinciale dell’Anpi Pantanetti, andrebbe cancellato il campo di concentramento di Auschwitz…invece credo che, come in altri commenti evidenziato, quelle scritte DEVONO essere testimonianza del passato. Perchè non è rimuovendo gli errori dalle menti che si puo’ capire cio’ che è giusto e cio’ che è sbagliato.
Inoltre, e mi scusi Pantanetti se mi permetto, di rozzezza culturale saremmo artefici se cancellassimo quelle scritte.
A qualcuno sfugge che nessuno ha mai cancellato le scritte in questione, nemmeno le passate “democraticissime” giunte di sinistra!
Appare quanto meno singolare che oggi si discuta delle scritte stesse, ripassate a vernice come peraltro il resto della sala consiliare, e se ne faccia strumento di attacco politico.
Forse gli argomenti attinenti al presente sono difficili da individuare?
…comparare la funzione pedagogica di auschwitz con quella delle scritte fasciste sul soffitto della sala consiliare di montecassiano a me pare un po’ troppo, quasi una provocazione verso colui al quale hanno intitolato la sala stessa. e allora provocazione per provocazione consiglio a pantanetti di organizzare una bella esposizione di arte, di qualche artista contemporaneo stile cattelan, che magari faccia pendere da quelle travi rilucenti di indispensabili motti fascisti in lettere d’oro un bel manichino vestito da balilla con cappio ai piedi. titolo dell’opera: scripta manent, duces volant. che bella la pedagogia…