Quando il calcio non ha età
Berozzi e Petrini, 86 anni in due

I due matusa della Terza Categoria si raccontano. Giocano insieme nel Rione Pace
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Ivan Berozzi, classe 1968, terzino del Rione Pace

di Filippo Ciccarelli

Il calcio è lo sport più popolare in Italia; un fattore del suo successo, oltre alla possibilità di poterlo praticare quasi ovunque purché muniti di un pallone ed alla semplicità relativa delle regole, è la capacità di coesione e di passione che riesce a creare. Tra i giocatori più longevi della nostra città, e probabilmente dell’intera provincia di Macerata, ci sono Ivan Berozzi ed Adriano Petrini, entrambi in forza al Rione Pace, squadra che milita nel campionato di Terza categoria girone G. Ad entrambi, che sono giocatori classe 1968 e 1966, abbiamo chiesto quali stimoli li spingano ancora a calcare i campi di calcio e loro hanno risposto a questa ed altre domande nel corso della nostra intervista.

Cominciamo l’intervista con Ivan Berozzi: ci parli di lei, del tuo ruolo, da quanti anni gioca a calcio…
“Ho 42 anni, sono del 1968. Gioco a calcio da circa 22 anni, ho fatto diversi anni di Promozione, un anno di Interregionale, poi anni di Prima Categoria. Al Rione Pace sono ritornato dopo esserci stato già per due stagioni. Sono un esterno destro basso, un terzino”.

Quali stimoli trovi ancora nonostante tutto questo tempo nel mondo del calcio?

“Perché io ancora mi diverto, secondo me il calcio è divertimento. Mi piace fare gli allenamenti, stare con il gruppo. In Terza categoria sono questi i valori, si sta insieme, si scherza, si fanno le cene”.

Ma non ha una fidanzata, una moglie, che le dice “ancora continui a giocare” ?

“Sì sì (ride) questo me lo dicono sempre sia la fidanzata che i genitori, ma questa è una passione per cui è davvero difficile smettere”.

Vista la sua lunga esperienza quali sono le partite, i momenti particolari che ricorda con più piacere?
“Non esiste un momento particolare che ricordo; ci sono momenti belli e brutti, tanto il calcio è così; ci sono alcune annate che vanno meglio, altre sono più brutte. Non c’è qualcosa di particolare”.

Ha intenzione di proseguire con il calcio giocato, ed eventualmente più in là come dirigente, oppure no?
“Io vorrei fare l’allenatore, ma non so se iniziare coi settori giovanili o con una prima squadra. Per ora gioco, per l’anno prossimo non so. A questa età, comunque, bisogna decidere anno per anno”.

Adriano Petrini, classe 1966, centrocampista del Rione Pace

Ringraziamo Ivan Berozzi e passiamo ad Adriano Petrini: classe 1966, 44 anni compiuti a settembre. Anche per lei una piccola presentazione, ci dica il ruolo, le categorie in cui hai giocato, da quanto tempo è qua al Rione Pace…

“Sono un centrocampista. Ho fatto 5 anni in Promozione, tra Settempeda e Castelraimondo. Poi sono sceso in Prima categoria e sono stato a Filottrano, Passo di Treia, Casette Verdini, poi Vis Civitanova in Seconda. A Civitanova vincemmo il campionato e passamo in Prima. Poi sono stato a Colmurano e Sforzacosta, e questo è il primo anno che sono al Rione Pace”.

Anche a lei chiedo dove si trovano gli stimoli per continuare a giocare a calcio dopo così tanto tempo…

“Fondamentalmente si trovano grazie alla passione che c’è nello stare nello spogliatoio e nel campo di calcio. E’ una passione che nasce fin da piccoli e dà lo stimolo per poter continuare a giocare fino a questa età”.

In tutta la sua carriera ha un ricordo, una partita, una squadra a cui è particolarmente legato?

“Ci sono due squadre a cui sono particolarmente legato: la prima è la Settempeda, con cui ho esordito in Promozione e la seconda è la Filottranese, con cui ho vinto un campionato di Prima categoria. Alla Settempeda sono legato perché ricordo ancora il calore del pubblico, era il mio primo campionato di Promozione, tanti anni fa… era un campionato molto seguito ed era stimolante giocare con 100-150 persone che ti seguivano. A Filottrano sono legato perché anche quella è una delle ultime piazze dove il paese segue la squadra e vincendo il campionato avevamo molte persone che ci seguivano”.

Com’è questo campionato di Terza categoria?
“Io ho fatto la Terza categoria molti anni fa, quando avevo 18 anni, e trovo questo campionato di Terza categoria molto più impegnativo e molto più di livello rispetto agli anni passati. Il girone nostro è abbastanza impegnativo, ci sono 3-4 squadre che secondo me sono al nostro livello, e con loro lotteremo fino alla fine”.

Una domanda che faccio anche a lei: non ha nessuno a casa che le dice “ma chi te lo fa fare ancora di continuare a giocare”?
“Veramente io ho moglie e due figlie; la moglie mi ha sempre seguito fin da quando eravamo ragazzi, fidanzati, e magari lei ora si è un po’ stufata ma sono subentrate le figlie che mi spingono ancora a giocare, e la più grande mi segue anche quando può”.

Pensa di continuare a giocare anche la prossima stagione, oppure, in caso contrario, rimarrebbe nel mondo del calcio come dirigente, o allenatore…

“Rimanere nel mondo del calcio mi farebbe piacere. Io ho il patentino per allenare il settore giovanile a livello provinciale, per ora. Sul continuare a giocare non lo so, perché da un po’ di anni decido sempre stagione per stagione, senza pormi limiti ma neanche guardando più a lungo di quello che posso fare”.



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