Remo Grassetti, una vita
dedicata al karate

Il maestro sarnanese si racconta. Per lui anche una lunga esperienza in nazionale, prima come atleta poi da allenatore
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Remo Grassetti con il campione mondiale di karate Casimiro Rota

di Andrea Busiello

Il personaggio in questione è una di quelle persone che quando la conosci te ne affezioni e lo accogli benevolmente nell’album degli amici. Stiamo parlando di Remo Grassetti, sarnanese doc, che ha vinto titoli individuali, gareggiato con la maglia della nazionale ed infine allenato in quello che è il suo sport: il karate. Dalle nostre parti quando si nomina questa disciplina in troppi la collegano subito all’eclettico quanto spiritoso Remo. Con lui abbiamo discusso della sua carriera agonistica e del suo attuale impegno.

Grassetti, partiamo dal suo attuale ruolo…

“Attualmente sono il presidente e capo istruttore dell’accademia Italiana Israeli System of Military Self Defence riconosciuta dal ministero della difesa dal 2004; inoltre sono head of chamber of IBA of Italy. Questi incarichi mi hanno permesso di aver già addestrato l’esercito e la folgore oltre che il reparto operativo dei Carabinieri di Rieti”.

Il karate è tutta la sua vita…

“E’ certamente una parte importante della mia vita. Io però non lo vedo come uno sport agonistico ma come un’arte marziale in se e per se che serva anche come autodifesa; ad esempio non sono d’accordo che il Karate sia presente alle Olimpiadi”.

Giusto per incutere timore al prossimo ci dice che grado di cintura nera è lei?

“Cintura nera VII dan…”.

Passando alla nazionale azzurra, ripercorriamo tutte le gesta da atleta…

“In nazionale ci sono stato dal 1987 al 1992 e mi sono laureato vice campione europeo nel 1990 a Friburgo. Esperienza indimenticabile quella della nazionale”.

Ed ora quelle da allenatore…

“Ho allenato la nazionale azzurra dal 1992 al 1995. Siamo arrivati primi ai campionati internazionali del 1992, secondi in Inghilterra ai mondiali del 1994; sono tutte belle esperienze che conservo nel mio album dei ricordi”.

Qual è stata la vittoria più bella?

“Quella di aver fatto e fare Karate. Ogni gara che disputavo avevo un’adrenalina a 10.000; certo, quando gareggi con la maglia della nazionale italiana l’unico obiettivo è quello di sentire il tuo inno sul podio ed io posso dire di esserci riuscito. Il karate mi ha regalato tante emozioni”.

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Da sx: Il presidente della Fiam (la federazione di Karate più prestigiosa a livello internazionale) arch. Bruno Gilardi; l'assessore comunale di Fermo; Remo Grassetti, Ron Kluger e il maestro Ferdinando Balzarro, pioniere del Karate in Italia

Ci diceva che per lei le delusioni non sono mai esistite…

“Si, perchè da ogni sconfitta cercavo di trarre il meglio. Le sconfitte servono molto nella vita per formare la persona ed il karate è stato decisivo in questo ruolo su di me”.

Organizza anche dei corsi di autodifesa se non andiamo errati…

“Si, utilizzo il metodo militare israeliano. Per contatti potete trovarmi allo 0734/53147 oppure al 346-1680746”.

Il motto di Remo Grassetti?

“Difendersi è un diritto, sapersi difendere è un dovere”.

Foto di Medori e Tiburzi

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Gilardi, Grassetti e Balzarro



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