“Su Pelletterie 1907
un silenzio assordante”
Parla Michele De Simone (Giovane Italia)
Si torna a parlare della vicenda relativa al fallimento di Pelletterie 1907, il ramo pelletteria del noto marchio Nazareno Gabrielli. A tornare sull’argomento è Michele De Simone (nella foto), presidente regionale della Giovane Italia, movimento che già nei giorni successivi al fallimento aveva manifestato apertamente la propria contrarietà alla decisione di presentare istanza di fallimento da parte del sindacato affiggendo degli striscioni che avevano provocato la reazione di molti dipendenti di Pelletterie 1907 e della CGIL.
“A distanza di qualche mese dalla sentenza di primo grado che ha sancito il fallimento delle Pelletterie 1907 e a pochi giorni dalla decisione della Corte d´Appello di Ancona (30 marzo) circa la possibilità di revocare il fallimento, colpisce il silenzio assordante che regna sulla intera vicenda.
Quasi che a nessuno interessi” dice De Simone “quale fine farà uno dei marchi che ha fatto la storia del Made in Italy a Tolentino, dove per un secolo ha creato il benessere della sua cittadinanza nonché l’immagine della Provincia , Regione tanto che il sistema industriale delle Marche era all’avanguardia in Europa.
Marchio che rischia sul serio di essere acquistato da imprenditori che potrebbero delocalizzare la produzione o peggio ancora potrebbe essere acquistato da qualche straniero, magari qualche cinese.
Così come colpisce la mancanza totale di interesse sui gravissimi danni che hanno subito tutti gli artigiani, medi e piccoli, che avevavo rapporti di lavoro con Pelletterie 1907. Resta forte il rammarico per una sentenza che poteva essere evitata applicando un amministrazione controllata dell´azienda dal momento che gli stessi sindacati avevano sempre affermato che l´azienda possedeva una forte quantità di lavoro, di commesse, di ordini. Una scelta coraggiosa come quella di far sopravvivere l´azienda avrebbe garantito la continuazione della produzione, mentre in questo modo tutto è fermo. Le maestranze iniziano ad avere qualche perplessità sull´appoggio dato alla CGIL, che avrebbe potuto agire con maggiore buon senso, e tutto il mercato dell´indotto rischia di essere messo in ginocchio. La florida realtà economica di Tolentino, e dei Comuni vicini, non c´è più ed è come se questo non importasse a nessuno. Quasi che la questione non riguardasse tutti. Tutto questo silenzio” conclude De Simone “è uno schiaffo alle nuove generazioni, ci auspichiamo una politica volta al procedere dell’economia, dove mentre si proteggono gli stipendi dei lavoratori, d’altra parte non si precludano le possibilità di operare nel territorio ai giovani a venire”.
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