Ciao Paolo

In tantissimi per l'ultimo saluto al giovane poliziotto travolto da una valanga
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di Matteo Zallocco
Una folla commossa per l’ultimo saluto a Paolo Vincenzetti, il poliziotto maceratese di 28 anni travolto e ucciso sabato scorso da una slavina mentre era in settimana bianca a Fai di Paganella, in Trentino. La chiesa Santa Madre di Dio non è riuscita a contenere le tante persone arrivate per l’ultimo saluto. In più di 200 sono rimasti fuori dalla chiesa, con gli ombrelli aperti.

Il funerale è stato celebrato dal Vescovo, Monsignor Claudio Giuliodori che ha sottolineato quanto sia difficile accettare una morte così, arrivata nel corso di una vacanza, in un momento di svago, di amicizia, a pieno contatto con la natura: “Ma non è la fine, è solo un cambiamento. Paolo resterà sempre tra di noi”.
C’erano tantissimi amici, compresi naturalmente quelli con cui Paolo stava trascorrendo la settimana bianca in Trentino prima di quella valanga che ha lasciato di sasso tutta Macerata e da cui si sono salvati per miracolo Alessio Cipollari e Riccardo Angeletti, che avevano accompagnato Paolo a recuperare lo snowboard perso la sera prima in quell’avvallamento a Dosso Larici.

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Ai lati della bara c’erano i suoi colleghi, i poliziotti della PolFer di Lecco, dove Paolo aveva preso servizio da più di tre anni. Presenti anche il sindaco di Macerata, Giorgio Meschini, il presidente della Provincia, Franco Capponi, il nuovo questore di Macerata, Giuseppe Oddo, e i ragazzi della Croce Verde, dove Paolo aveva prestato volontariato. Quindi i tanti amici con cui condivideva anche la passione per la musica, lui che sin da piccolo suonava la batteria.
Tutti vicini al dolore della famiglia. E’ stato letto un messaggio da parte della madre Gabriella, del padre Franco e del fratello minore Riccardo, dove è stata ricordata anche la fidanzata di Paolo (Federica) e le nonne che lo aspettavano sempre anche perchè lui le portava al Santuario di Loreto. Da diversi anni Paolo viveva a Lecco ma tornava spesso a Macerata nei fine settimana e in città aveva tante solide amicizie. Il messaggio del fratello Riccardo è stato particolarmente toccante: “Il passato è storia, il futuro è mistero, il presente è un dono, il ricordo che conserviamo di te”. In quello dei genitori è stato sottolineato come Paolo riusciva a riempire tutti di gioia ogni volta che tornava a casa. Sono stati ringraziati i colleghi della Polizia di Lecco: “A partire dal comandanete Lino, che lo aveva preso sotto la sua custodia e Carlo, che aveva conosciuto Paolo alle Olimpiadi di Torino e per lui è stato come un secondo padre”.
Poi è stao letto un messaggio degli amici e degli ex compagni di scuola dell’Istituto Professionale Pannaggi ed è stata ricordata la sua allegria, la sua contagiosa gioia di vivere, con una raccomandazione: “Lassù, non smettere di suonare”.

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La tragedia:

https://www.cronachemaceratesi.it/?p=16724

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(Foto di Guido Picchio)



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