Scatta la protesta dei magistrati

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AVVOCATO

(AGI) – Roma – L’Associaziona nazionale magistrati proclama lo stato di agitazione, convocando assemblee in ogni distretto aperte a tutti i magistrati per valutare le iniziative da intraprendere, compreso lo sciopero. E’ quanto ha deciso il parlamentino delle toghe all’unanimita’, esprimendo “viva preoccupazione per il clima di costante tensione che attraversa il Paese e che oggi ha coinvolto anche le massime autorita’ di garanzia, con il rischio di alterare il delicato equilibrio tra i poteri dello Stato”.

La decisione della Corte costituzionale sul lodo Alfano, scrive il sindacato delle toghe nel documento approvato al termine della riunione del comitato direttivo centrale, “ha rappresentato una nuova occasione per gli ennesimi attacchi e invettive nei confronti della magistratura e dei singoli giudici, che in ragione delle loro decisioni giudiziarie, sono stati impropriamente trascinati sul terreno della contrapposizione politica e accusati di ‘disegni eversivi'”. In questo quadro, “appare stupefacente e vergognoso – ribadisce l’Anm – che il giudice Raimondo Mesiano, reo unicamente di aver pronunciato una condanna della Fininvest al pagamento di una somma di denaro in una controversia civile, venga spiato e inseguito dalla rete televisiva di tale gruppo mentre compie le proprie attivita’ quotidiane, che riguardano esclusivamente la sua intimita’, al fine di denigrare e svilire la sua persona, cosi’ come riferite anche attraverso riferimenti ad asserite conversazioni private del medesimo magistrato”.

L’Associazione nazionale magistrati, dunque, si dice “ferma nel respingere con sdegno e indignazione tali condotte intimidatorie nei confronti dei magistrati con la finalita’ surrettizia di orientarne le decisioni”, e rileva come “ancora una volta, a fronte di sentenze sgradite, il governo minaccia riforme ‘punitive’ nei confronti dei magistrati”. Il sindacato delle toghe, infatti, ribadisce “la propria netta contrarieta’ a riforme che non serve a migliorare il sistema giudiziario nell’interesse dei cittadini, ma solo a ridurre il ruolo di controllo della legalita’ da parte di una magistratura indipendente. Per questo – si legge ancora nel documento – siamo contrari alla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, in quanto l’unita’ dell’ordine giudiziario e’in Italia garanzia dell’indipendenza dei magistrati del pubblico ministero e di legalita’ della fase investigativa”, nonche’, “siamo contrari – aggiunge la Anm – alle ventilate riforme su composizione, poteri e modalita’ di elezione del Csm, che siano in palese contrasto con il chiaro dettato dell’art. 104 della Costituzione, si da’ umiliare la magistratura italiana e svilire il ruolo assegnato dalla Costituzione al Csm”. L’associazione magistrati, poi, sottolinea la sua “netta contrarieta'” ai progetti di riforma sulle intercettazioni e sul processo penale “che, se approvati – rileva – renderebbe estremamente difficile il contrasto alle diverse forme di criminalita’ con gravi danni per la sicurezza dei cittadini”, ricordando invece di essere a favore di una riforma della giustizia “che assicuri un processo giusto in tempi ragionevoli”. A questo fine, il sindacato delle toghe si dice “disponibile al confronto anche su cio’ che coinvolge la nostra responsabilita’ in tema di organizzazione degli uffici, di professionalita’ e di funzionamento del sistema di autogoverno”. Saranno quindi le assemblee locali a valutare “le iniziative da intraprendere, nessuna esclusa”, che saranno programmate nella prossima riunione del parlamentino, la quale avverra’ in tempi molto brevi.



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