Bonaventura in mostra
ai Mondiali under 20

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bonaventura

di Enrico Scoppa

I campionati mondiali under 20 hanno consegnato, qual ora ce ne sfosse stato bisogno, alcune importanti realtà a partire da quel talento indiscusso che risponde al nome di Giacomo Bonaventura, nato a San Severino il 22 agosto del 1989, cresciuto a Cingoli  dove ha tirato i primi calci con il San Francesco prima di ritornare a San Severino nella stagione 97/98 dove ha giocato con i pulcini e giovanissimi, finito a Tolentino poi al Margine Coperta prima di approdare all’Atalanta. Giacomo ha debuttato in serie A il quattro maggio 2008 in occasione di Atalanta-Livorno, gara vinta dai nerazzurri 3-2. Giacomo fece il suo ingresso in campo al 65′ al posto di Tissone. I tecnici che lo hanno conosciuto hanno detto: “Ragazzo dalle enormi potenzialità, il suo futuro è nelle sue stesse mani. Se saprà sacrificarsi ed impegnarsi uno spazio importante nel calcio che conta lo troverà di sicuro”. Ecco allora che proprio al riorno dall’avventura azzurra con l’Under 20 Bonaventura è tornato a Bergamo agli ordini del tecnico della squadra orobica Conte il quale lo ha accolto complimentandosi per quanto di buono ha fatto con la maglia azzurra al mondiale. L’azzurro è di casa visto che Bonaventura ha partecipato al campionato europeo under 19 perso in finale con la Germania (3-1), ai giochi del Mediterraneo perdendo la finale con la Spagna 2-1 ed al mondiale under 20 appena concluso. Una ventina le partite disputate ed un gol quello firmato con l’Ungheria che ha fatto sognare. Noi siamo andati ad ascoltarlo proprio pochi giorni dopo che il mondiale era terminato e Giacomo era tornato a lavorare a Bergamo con la sua squadra.

Bonaventura e Floccari stringono il viola Montolivo

Un gol straordinario che resterà a lungo nella memoria di Giacomo Bonaventura…
“Senza dubbio. Un gol che ha riaperto la partita contro l’Ungheria ma non è stato sufficiente. Sono contento per quello che ho fatto ed i complimenti che ho ricevuto da compagni ed avversari”.

Ungheria che forse era l’avversario che cercavate, invece….
“Vero anche questo, come è vero che a certi livelli un avversario vale l’altro e che te la devi giocare con tutti come è successo”.

Fatale contro i magiari il munuto centodiciassette
“Lo ricorderò a lungo. Abbiamo subito gol quando eravamo in inferiorità numerica. Un gol arrivato in conclusione di una gara per certi versi segnata da cartellini rossi, forse troppi a mio giudizio”.

Forse Calderoni, a quel punto visto che la squadra era già in otto effettivi, non ha avuto il coraggio di fare fallo sul giocatore spagnolo lanciato a rete, sarebbe costata l’ennesima espulsione…

“E’ vero anche questo. A fine gara ne abbiamo parlato con Calderoni ed è venuto fuori proprio questo anche se andando ai calci di rigore con un Fiorillo in grande condizione si poteva sperare. E’ comunque il senno di poi. Era destino, forse, che non dovessimo passare il turno”.
Il gol che ha realizzato contro i magiari è stato dedicato a qualcuno in particolare?
“Certo, alla mia famiglia, papà Gianfranco, mamma Dorina e mia sorella Arianna ed in particolare a quanti mi hanno aiutato a crescere sia calcisticamente che moralmente”.
Mondiali alle spalle, ora c’è l’Atalanta: come ti ha accolto mister Conte?
“Benissimo, mi ha fatto i complimenti per il mondiale poi subito a lavoro perché è questo che ci aspetta per tirarci fuori da una situazione non certo brillantissima, mi riferisco alla classifica ovviamente”.

Speri di restare nella rosa dell’Atalanta per tutta la stagione?
“Certo. Lavoro per questo ma se dovessi avere dei problemi di spazio potrei anche, a gennaio, accettare proposte per andare altrove. In poche parole vorrei giocare”.

La tua carriera è stata un crescendo, dai primi passi con il San Francesco Cingoli, Settempeda, Tolentino, Margine Coperta prima di approdare all’Atalanta. Cammino non facile, giusto?
“ Sicuramente con tanti sacrifici che se li fai e non ti pesano ti aiutano a crescere ed affermarti in uno sport, come nel mio caso il calcio, che amo profondamente. Senza sacrifici non si ottiene nulla”.

Nelle foto: Giacomo Bonaventura con la maglia della nazionale under 20 e mentre insieme all’ex compagno di squadra Sergio Floccari stringe Montolivo della Fiorentina.



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