Geric e quel pallone
che valse la Champions

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di Andrea Busiello

In molti lo ricordano per aver messo giù il pallone che ha regalato la prima ed unica Champions League alla Lube in Polonia nel 2002, nella finalissima contro i greci dell’Olimpiakos. Il nostro lui è Andrija Geric (nella foto) per la decima puntata dell’Amarcord biancorosso. Per saperne di più sul serbo e sulla sua permanenza a Macerata dal 2001 al 2008 con inframezzato un anno lontano dai colori biancorossi lo abbiamo sentito e spulciando nell’album dei ricordi ci ha fatto rivisitare le sue gesta in quel di Macerata.

Geric, partiamo da quella finale di Champions che la Lube vinse ad Opole nel 2002. Lei firmò l’ultimo punto…

“Si, fu una gioia immensa perchè fino ad allora avevo partecipato a questa manifestazione senza arrivare fino in fondo ed invece in quella stagione riuscimmo a vincere il trofeo e la gioia per aver messo giù io l’ultimo punto è stata tanta. Ovviamente parlando di club è stata la gioia più grande che abbia mai provato dopo una vittoria”.

Della sua permanenza a Macerata cosa ricorda con maggiore soddisfazione?

“Macerata per me è una seconda casa. Ho trascorso degli anni magnifici e mia figlia è nata lì dunque non potrò mai dimenticare la città, l’ambiente, i tifosi che mi hanno sempre voluto bene. Anche con i dirigenti sono rimasto in ottimi rapporti”.

Qual è stato il giocatore più grande con il quale ha giocato con la Lube?

“Ce ne sono stati tanti però se devo dare una lista di nomi credo che Mauricio, Vullo, Bracci e Gravina sono davanti a tutti ma per un semplice motivo: quando iniziavo a giocare a pallavolo loro erano degli idoli per me perchè erano campioni e trovarmi a giocare con loro è stato davvero bello”.

Ora è avversario in quel di Latina ma crediamo che il rapporto che ha legato Geric alla Lube lo faccia essere sempre un amico della Lube nonostante le strade professionali si siano divise…

“Certamente. Quando tornerò a Macerata con la mia squadra sarò nemico solo nel momento in cui si giocherà la gara perchè per il resto, come ho già detto prima, Macerata per me è una seconda casa e sarà bellissimo tornare a giocare in quel palazzetto che sono convinto mi darà dei brividi”.

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