Parte Annozero di Santoro,
c’è anche Travaglio senza contratto

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(Fonte: ilsole24ore.com)

Alla fine Annozero partirà e Marco Travaglio sarà in trasmissione. Ma senza contratto, probabilmente, e come ospite, in attesa dell’incontro chiesto dal direttore generale Rai, Mauro Masi, al presidente di Agcom, Corrado Calabrò, per avere un parere a proposito della passate delibere sullo stesso Travaglio.
La scelta è stata contestata da Michele Santoro che ha avverito: «Marco Travaglio c’è e senza di lui non c’è Annozero». Il conduttore Santoro in una affollatissima conferenza stampa di presentazione del programma ha ricordato che la pronuncia dell’Agcom su Travaglio risale ad un anno e mezzo fa, che nel frattempo sono stati fatti contratti per Annozero e che, comunque, l’Authority non può avere un potere di «censura preventiva». «In questo Paese c’è una lista di farabutti e vigilati speciali, tu – ha detto Santoro rivolto a Travaglio – sei un vigilato speciale. Noi questo non lo possiamo accettare».
Santoro, parlando alla conferenza stampa di presentazione del programma, presenti anche il direttore di Rai Due Marco Liofredi i consiglieri di amministrazione di opposizione Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten, chiede «che ci sia onestà. Se sbaglieremo pagheremo».
Marco Travaglio ha commentato: «mi sembra tutto abbastanza chiaro, mi sento mortificato come il gatto che è stato allevato a prendere topi, che li prende e per questo riceve i complimenti dal suo padrone. Mi è successo con grandi giornalisti, che mi rendo conto che oggi possono essere considerati sovversivi, come Indro Montanelli ed Enzo Biagi. Oggi in tv entrano assassini, stupratori e canari ma nessuno mi ha spiegato cosa ho fatto di male, essendo tra l’altro incensurato». «Almeno – osserva Travaglio – aspettino che io faccia qualcosa».

Nino Rizzo Nervo considera la decisione «pittoresca, inutile e grave». E sootolinea che «non vi è caso in cui l’Agcom dia pareri o valutazioni preventive in relazione ad un fatto non avvenuto». Critiche respinte dalla direzione generale perché, a quanto si apprende, obiettivo dell’incontro di domani è discutere sulle diverse interpretazioni emerse nell’ultimo Cda della Rai riguardo l’effettiva portata delle passate delibere Agcom su Travaglio.
In ballo c’è la sanzione, ora sospesa per il ricorso presentato dalla Rai, comminata dall’Authority all’azienda per le affermazioni di Travaglio su Schifani a ‘Che tempo che fa’. L’incontro tra Masi e Calabrò dovrebbe svolgersi domani pomeriggio, dopo l’audizione dello stesso Dg in Vigilanza Rai, decisa la scorsa settimana in ufficio di presidenza su richiesta del Pd, accolta dal Presidente Zavoli e appoggiata alla fine anche dal Pdl. Una decisione presa dopo lo spostamento, chiesto da Masi, di Ballarò a giovedi per il prime time di Porta a porta, martedì scorso, dedicato alla consegna delle case in Abruzzo, con ospite il Premier Berlusconi. Scelta contestata, specie dopo il deludente dato auditel della trasmissione, il 13 per cento. Sul tavolo, per i commissari, anche altre questioni, tra cui le nomine per la direzione di Raitre e Tg3, il criptaggio, la rottura con Sky per il satellite. E ora anche il caso Travaglio.
«Porremo anche questioni di stretta attualità» conferma il capogruppo Pd, Fabrizio Morri. Mentre Roberto Rao, capogruppo Udc, sottolinea che con l’ultimo capitolo del caso Travaglio «si aggiunge confusione, si rischia di creare anche un precedente pericoloso con una fuga dalle responsabilità. Domani ci aspettiamo una parola chiara». Dura la posizione dell’Italia dei valori: per il capogruppo Massimo Donadi «il caso Annozero dimostra che siamo alla militarizzazione della Rai. Berlusconi vuole il controllo totale dell’informazione, non tollera voci libere o di dissenso».



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