La Merkel chiede chiarezza
per Natalya Estemirova,
la giornalista uccisa in Cecenia

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estemirrova natalia

(Fonte: Repubblica.it)

“Faceva cose utili” e soprattutto “diceva la verità”, e con ogni probabilità per questo ha pagato con la sua vita. Ha risposto così il presidente russo Dmitri Medvedev alle domande sull’omicidio della giornalista russa Natalya Estemirova (nella foto), rapita in Cecenia e trovata morta in Inguscezia, incontrando la stampa in occasione di una visita in Germania. Al cancelliere tedesco Angela Merkel che ha chiesto pubblicamente di fare chiarezza sulla vicenda, il capo del Cremlino ha promesso che sarà ricostruito quanto avvenuto ieri a Grozny e che “i colpevoli non resteranno impuniti”.

In una conferenza stampa congiunta nella località bavarese di Oberschleissheim, nel sud della Germania, la Merkel ha parlato di “omicidio di una donna coraggiosa” e ha aggiunto che “da parte russa si deve fare di tutto per fermare gli assassini”. “Ho espresso la mia costernazione” al presidente Medvedev, ha aggiunto la cancelliera tedesca.

Il capo del Cremlino ha collegato direttamente la morte della giornalista e collaboratrice dell’ong Memorial con il suo lavoro di attivista dei diritti fondamentali in Cecenia, affermando che la Russia farà il possibile per arrestare e punire gli autori del delitto. “E’ evidente che il suo assassinio è legato alla sua attività professionale” ha detto Medvedev, sottolineando che Natalya Estemirova “diceva la verità apertamente, a volte con severità nel parlare delle autorità. Ma è per questo che si apprezzano i difensori dei diritti umani”.

Amnesty International, tramite la segretaria generale Irene Khan, aveva condannato pesantemente l’omicidio di Estemirova e aveva esortato Merkel a fare pressione sul governo russo affinché le indagini sul caso siano condotte effettivamente e non, come nei casi precedenti, tirate per le lunghe.

Estemirova, di cui da ieri mattina non si avevano più notizie, era una veterana della raccolta di materiali su rapimenti, scomparse ingiustificate, torture e uccisioni dopo lo scoppio della seconda guerra, quella voluta da Vladimir Putin nel 1999. Secondo un suo collega di Memorial, Aleksandr Cherkesov, Estemirova aveva di recente denunciato un’esecuzione arbitraria, cosa che aveva irritato molto le autorità locali filorusse.



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