Recanatese, Paolo Siroti
inizia l’avventura da mister

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di Andrea Busiello

E’ approdato sulla panchina della Recanatese un pò a sorpresa ma ha tanta determinazione nel fare bene. Stiamo parlando di Paolo Siroti (nella foto in azione), ex difensore leopardiano che da questa stagione siederà proprio sulla panchina giallorossa. Lo abbiamo ascoltato sulle idee del futuro e sulla costruzione della squadra che sembra essere un pò in embrione allo stato attuale ma l’intenzione della società è quella di disputare una buona stagione a ridosso delle big della categoria, ovvero la serie D.

Mister Siroti, questo incarico è arrivato un pò a sorpresa tra gli addetti ai lavori ma lei sarà pronto per fare bene…

“Indubbiamente. Ho davvero tanto entusiasmo in questa nuova avventura e mi auguro che il risultato del campo sia dalla mia parte. Mi preme sottolienare come non smetterò di giocare e dunque sarà fondamentale il ruolo del mio aiutante Stefano Baldoni che in merito sarà decisivo perchè coinciliare le due cose è impossibile. Lavoreremo in simbiosi con lui”.

Che Recanatese sarà quella della prossima stagione?

“Una Recanatese che avrà come obiettivo quello di mantenere la categoria. E’ presto per dire altro in merito ora perchè realmente ci sono state solo due riunioni con la società e non abbiamo parlato di vere e proprie strategie di mercato. Ripeto: l’intenzione primaria è quella di mantenere la categoria di appartenenza”.

Lei succede ad un mister, Roberto Mobili, che a Recanati ha davvero fatto bene…

“Si, l’eredità sulle spalle è notevole perchè mister Mobili ha svolto benissimo il suo lavoro in questi quattro anni di mandato. La mia intenzione è quella di proseguire questa scia positiva che c’è qui a Recanati perchè sono convinto della valenza del progetto societario”.

Lei ha giocato con i leopardiani sino alla scorsa annata, quale sarà secondo lei il punto di forza di questa Recanatese?

“Indubbiamente il gruppo e soprattutto la voglia di lavorare e sudare molto durante gli allenamenti. Cercheremo di confermare il nocciolo storico del gruppo perchè è una base di partenza notevole alla quale poi cercare di poter inserire pedine valide. Ma prima di tutto viene il lavoro perchè senza ciò non si va da nessuna parte”.

Infine mister un anedddoto sulla sua esperienza con la casacca della Juventus ce lo deve raccontare per sciogliere curiosità dei nostri lettori…

“L’unica cosa che mi viene in mente adesso e che deve essere da stimolo per i più giovani è che gente come Cabrini, Scirea e Tacconi in ogni allenamento mettevano l’anima in campo per cercare di migliorarsi sempre di più. Questo deve far capire, soprattutto ai ragazzi che ambiscono a provare il salto in alto, che nel calcio non ci si può sentire mai arrivati e che con il lavoro si migliora sempre di più”.



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