Treia festeggia Franco e Tonino:
il matrimonio politico dell’anno

Il post-elezioni - di Maurizio Verdenelli -
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di Maurizio Verdenelli

La “festa di Tonino” inizia quando cala il sole che per l’intera domenica ha sciolto l’asfalto dell’unica via di penetrazione (chiusa al traffico per l’occasione) della zona artigianale in corrispondenza di Santa Maria in Selva, dove risiede il festeggiato. Antonio Pettinari ha ben ragione di celebrare la vittoria alle Provinciali: il “suo” Udc con l’11,6% è risultato l’asse intorno al quale è ruotata la vittoria al primo turno sul presidente uscente Silenzi, la sua candidatura al collegio di Treia ha registrato con quasi il 32% (a S.Maria in Selva addirittura il 48%) il primato italiano a livello di amministrative da parte della stessa Unione di Centro, ed infine lui torna da trionfatore a sedere nel governo della Provincia dopo un quinquennio (1990-1995) da assessore ai Lavori Pubblici.

La lunga traversata nel deserto è dunque finita: lo stesso presidente eletto, Franco Capponi -promettendo più rigore nei conti pubblici- rivela che per il momento nella futura giunta due posti sono sicuri: il proprio e quello di Pettinari, come vice. “E’ ufficioso, tuttavia…” dice il presidente ai duemila Tonino’s boys intervenuti alla festa insieme con lo stesso Capponi e Luigi Santalucia, sindaco di Treia rieletto “per acclamazione” -tanto vale il suo 73%. I tre sono appena reduci dal pellegrinaggio Macerata-Loreto, ma appaiono freschi e riposati. Un piccolo miracolo della politica che vince.

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Il Pettinari day è subito un crescendo rossiniano: la domenica, il caldo asfissiante, le vicine spiagge non deviano il flusso dei supporter fino a sera. Anzi da Porto Recanati arriva il neosindaco, Rosalba Ubaldi insieme con gli amici di una vita a  cominciare da Michele De Feis, attuale commissario per la Provincia di Fermo, Giovanni Gaeta, Lino Rossi, Primo Bordi, Leonardo Melatini, Giorgio Bottacchiari, neo vicesindaco di Camerino. E l’ing. Giuseppe Foglia, per 10 anni sindaco di Tolentino, nel quale qualcuno crede di “ravvisare” i tratti somatici di Giulio Silenzi. Subito rassicurato (che no!) dallo stesso Foglia balzato sul palco al pari di De Feis  a portare la propria testimonianza affettuosa a Tonino. Da parte sua il prefetto ricorda i suoi anni maceratesi insieme con quel “turbine” di assessore provinciale (“ai Lavori Pubblici!” mi corregge sul palco quando, da presentatore, provo un rapido amarcord). Sul palco parlano Capponi e Santalucia al quale si deve il più azzeccato messaggio comunicazionale dell’intera campagna elettorale: “Finalmente i treiesi hanno la soddisfazione di vedere insieme uniti Franco e Tonino. Non ne potevamo più della loro crisi. Con la loro riappacificazione, la città ha vinto anche in Provincia!”.

Matteo Zallocco

In effetti la Pax treiensis è stata imposta dappertutto: “Un modello di buon governo che in realtà di deve rifare a tutte le amministrazioni che hanno a cuore la res publica“ puntualizza Capponi” a cominciare da Civitanova e senza certo trascurare quelle di colore che non è il nostro”.

E a proposito di Civitanova, i giornalisti presenti alludono a quella che potrebbe essere la prossima “rivincita” da parte del grande sconfitto: Silenzi. Il quale, dal Fermano avendo posto la propria residenza a Civitanova, potrebbe essere tentato dalla “scalata” di Palazzo Sforza fra qualche anno. E prima ancora (perché no?) dalla stessa Macerata dov’egli potrebbe riscuotere, sin dal 2010, i frutti della propria notorietà. “Ho recuperato 8.000 voti personali, rispetto al dato del centrosinistra alle Europee”: non a caso ha commentato Silenzi la sconfitta alle Provinciali.

Franco e Tonino si parlano, fitto fitto, anche nelle stanze che contano (abbandonate rapidamente dallo staff presidenziale) nel Palazzo della Provincia. E passeranno in rassegna pure le risorse a disposizione e la contabilità lasciata così in eredità.

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Inizia un nuovo capitolo mentre, reduce da una processione, arriva sul far della sera anche il parroco di S.Maria in Selva, l’inarrestabile don Giuseppe Branchesi. Si comincia a fare il bilancio della serata: 2,5 quintali di penne, 2 quintali di pomodori, 5 ettolitri di vino, 1.700 panini.

E cocomeri a volontà: ma il rosso è ancora acerbo nonostante la calura.

Per una traversata nel deserto può bastare.

Intanto Pettinari si gode il frutto del suo lavoro tenace e gli applausi. Quelli che per un lungo momento gli hanno fatto temere di “non farcela”, sono partiti come una raffica improvvisa ed impetuosa quando lui parlando dei propri cari -la famiglia di un politico “a tempo pieno”- non è andato più avanti, occhi a terra, sopraffatto dall’emozione sul palco. In basso, seminascoste tra i Tonino boys la moglie Paola e la figlia Ludovica annuivano, silenziose.

Nelle foto di Genesio Medori e Mandino Tiburzi, alcune immagini della festa a S.Maria in Selva (Treia).

Mandino Tiburzi -- Visualizzazione Web - Grande



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