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Macerata, la giornata del terrore
«Chiudetevi dentro, fuori è pericoloso»

FOLLIA RAZZISTA - Dalle 11 la città è piombata in un incubo. Le testimonianze. I luoghi degli spari. La ricostruzione. Le indagini. Le immagini del giorno che ha sconvolto il capoluogo
sabato 3 febbraio 2018 - Ore 23:08 - caricamento letture
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In senso orario: gli spari dall’auto davanti all’H7 di Casette Verdini, Luca Traini, l’interno della Alfa 147 e la pistola, l’abbraccio tra un carabiniere e un poliziotto dopo che il 29enne è stato preso

 

di Gianluca Ginella

Sabato quando non è sabato. Quando un ragazzo per scherzare dice ad una ragazza, nel centro storico di Macerata, «Attenta, che ti sparano». Quando in corso Cairoli un passante dice «Adesso è come stare a Roma» e un carabiniere subito dopo grida alla gente che si era accalcata sui marciapiedi «Andate via subito, in strada è pericoloso». Quando il sindaco Carancini fa un appello per dire di non muoversi di casa. Quando arriva il ministro dell’Interno Minniti in prefettura per un summit d’emergenza. Quando la città si riempie di sirene di polizia e carabinieri e ambulanze. Quando in via Spalato tutti si rifugiano dentro i negozi. Quando in piazza Libertà si radunano stranieri «qui siamo tranquilli, qui non ci sparano».

Colpi esplosi al bar H7

Macerata, 3 febbraio, ore 11. La città torna nell’incubo. Un capoluogo sconvolto dopo l’orrore per la morte di Pamela Mastropietro, 18enne romana il cui corpo mercoledì mattina è stato trovato fatto a pezzi in due trolley, oggi è ripiombato nell’incubo per circa due ore. Due ore in cui un uomo ha iniziato a girare per la città sparando. «Ho sentito un colpo di pistola e quando sono uscito dal negozio e ho visto un ragazzo a terra – dice Cesare Daszkiewicz, titolare di Mouse clic in corso Cairoli –. Era vivo ma aveva sangue che gli usciva da un fianco». Un incubo iniziato a Sforzacosta con spari alla porta della discoteca Babau, proseguito in via Dei Velini. Ad agire un uomo che questa mattina ha attaccato alla sua auto una bandiera tricolore ed è partito da via Brodolini, a Tolentino, direzione Macerata. Con sé una pistola Glock 4.

Sopralluogo in via dei Velini

Un’arma scura, come la sua auto, come gli abiti, neri, che indossava. Nella vettura aveva moltissimi proiettili «una marea», dicono gli inquirenti per dare una idea della potenza di fuoco dell’uomo, il 29enne Luca Traini, ex candidato della Lega al comune di Corridonia (zero i voti che aveva preso). Il giovane avrebbe agito spinto dagli ultimi fatti di cronaca e, da quanto emerge, proprio dal terribile delitto di Pamela Mastropietro. I luoghi in cui ha sparato in parte ripercorrono i posti in cui si sono consumate le drammatiche ultime ore della 18enne di Roma. La pistola, che da quanto emerge deteneva regolarmente, ha fatto fuoco in diversi punti della città. Almeno 20 i colpi che l’uomo ha esploso gettando nel terrore la città. «Abbiamo sentito un colpo proprio qui davanti alla nostra attività e poi altri tre all’altezza del Conad – racconta un testimone in via dei Velini –. Pensavamo fossero dei petardi. Solo dopo abbiamo capito che non erano dei petardi ma dei colpi di arma da fuoco».

Carabinieri armati di mitra in corso Cairoli

«Ero alla cassa – racconta Erika, dipendente della Conad di via Dei Velini – quando abbiamo sentito due botti fortissimi. Un mio collega ha detto: “hanno sparato”. Ho guardato fuori e ho visto un ragazzo scappare e un altro cadere per terra con le piume del giubbotto che erano come esplose. Quest’ultimo ha provato poi a rialzarsi, ma non ce l’ha fatta. C’era un buco sul giaccone. Non pensavo a Macerata potessero succedere simili cose «Ho sentito un’esplosione fortissima – dice il giornalaio della stazione –, credevo fosse un petardo. Poi un urlo di una donna che è entrata perdendo sangue stringendosi l’addome. L’ho riconosciuta è una cliente abituale che non ha mai dato problemi, credo stesse aspettando l’autobus. Un ragazzo l’ha soccorsa adagiandola su una panchina all’interno della stazione».

Ovunque sirene di polizia e carabinieri a caccia del folle che stava sparando. Il sindaco Romano Carancini ha diramato una comunicazione per dire di non fare uscire bambini e ragazzi dalle scuole e per invitare i maceratesi a non uscire di casa. Traini, dopo Macerata è tornato a Casette Verdini dove ha sparato alcuni colpi di pistola all’interno del bar H7. L’uomo è poi ritornato a Macerata dove è stato inseguito da una volante della polizia tra via Cioci e via Roma e poi si è bloccato contromano davanti al monumento ai caduti. Lì l’uomo è sceso dall’auto sulla quale ha lasciato la pistola e saliti, alcuni gradini, si è fermato con al collo la bandiera tricolore. Una pattuglia dei carabinieri lo ha riconosciuto e lo ha bloccato.

La pistola sequestrata

L’uomo non ha fatto resistenza ed è stato portato in caserma. Poi in città polizia e carabinieri hanno iniziato i rilievi sui luoghi dove sono avvenute le sparatorie e i ferimenti. Sei le persone rimaste feriti, tutti giovani, tutti d’origine africana. Cinque uomini e una donna (colpita alla stazione di Macerata). Sparatorie ovunque: in corso Cairoli, via Cioci, alla stazione, in via dei Velini, in borgo San Giuliano, in via Pancalducci, a Casette Verdini, a Sforzacosta. Poi alle 12,30 l’incubo è finito. Dopo l’arresto, di fronte al Monumento ai caduti anche l’abbraccio tra un carabiniere in borghese del Reparto operativo di Macerata e un poliziotto a testimonianza del terrore che c’è stato in città in un giorno che non era sabato, ma era un incubo.

La sede del Pd in via Spalato

Sangue in via Cioci

Mappa degli spari

 

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