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Sisma, l’emergenza è lo spot:
dalla Regione 346mila euro
a Rai e Canale 5 per il turismo sulla costa

L'INIZIATIVA - L'ente ha stanziato parte del denaro della legge sul terremoto per comprare pubblicità sulle reti statali e durante lo speciale Capodanno a Civitanova. Ma le réclame riguardano il Pesarese e la costa marchigiana
lunedì 30 gennaio 2017 - Ore 21:24 - caricamento letture
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Lo spot girato da Neri Marcorè per le Marche

 

Una scena degli spot di Neri Marcorè

 

di Alessandra Pierini

E’ mascherata da intervento urgente in favore delle popolazioni colpite dal sisma, ma è invece pubblicità per le aree marchigiane non interessate dal terremoto, in particolare il Pesarese. Sono 346mila euro che la giunta regionale ha destinato alla promozione del comparto turistico: 246mila per la messa in onda di spot pubblicitari su canali Rai e altri 100mila serviti per acquistare 3 spot da 30 secondi, la pubblicità in piazza XX settembre a Civitanova e la citazione finale di Gigi D’Alessio durante il Capodanno andato in onda in diretta su Mediaset. Si aggiungono ai 36mila spesi dal Comune.
Come se Castelsantangelo, Visso, Ussita, Pieve Torina, Pievebovigliana, Fiastra e tanti altri comuni rasi praticamente al suolo dal ripetersi di scosse sismiche violentissime, potessero beneficiare in qualche modo degli spot pubblicitari che ricordano al resto d’Italia quanto sono belle Le Marche. Eppure se venissero ricostruite, ripopolate e valorizzate come meritano, le aree interne che da anni, da decenni vengono considerate come figlie di un dio minore, ne avrebbero di risorse da offrire ai turisti. Infinite.
Sarebbe stato bello che le Marche, tutte, si fossero unite di fronte a questo cataclisma, e che tutti insieme si fosse ragionato a lungo termine sugli interventi necessari per corazzarsi e ripresentarsi al mondo come la regione che unita ha imparato a convivere con il terremoto, bella da visitare anche per la solidarietà della gente che ci vive.

 

Il palco in piazza a Civitanova

 

E invece no. Meglio pensare subito a salvare il salvabile. «Al di là del danno strutturale subito – si legge nella delibera dell’esecutivo regionale – pur grave ed intenso, purtroppo il messaggio che si è oramai diffuso in Italia, fino a varcare i nostri confini all’estero, è che la Regione Marche sia stata colpita in pratica su tutto il territorio, tanto è che i primi segnali negativi sono arrivati da innumerevoli disdette di prenotazioni dalle strutture ricettive per il periodo natalizio e pasquale, non solo, come comprensibile, nelle aree direttamente colpite dal sisma, ma anche su tutta la fascia costiera e collinare oltre all’intera provincia pesarese che di fatto non sono state interessate dal sisma». Sono stati – secondo la giunta regionale – le organizzazioni di categoria, la popolazione stessa e gli organi politici e di governo dei comuni colpiti dal sisma a chiedere alla Regione  «di farsi carico, il più celermente possibile, di interventi di promozione del territorio regionale e di mandare messaggi forti sia sul mercato nazionale che estero sul fatto che non tutto il territorio è stato colpito dal sisma ma in prevalenza solo alcune aree interne, tanto che la maggior parte delle attività produttive e delle strutture ricettive turistiche nelle Marche rimangono tuttora fiorenti e pronte all’utilizzo».

Il momento conclusivo del Capodanno a Civitanova

Ora, non sappiamo chi sono i terremotati che incontrano gli assessori regionali ma quelli che incontriamo noi da 6 mesi a questa parte sono senza casa e si preoccupano che rimarranno troppo a lungo senza averne una, quelli di cui abbiamo raccontato sono terremotati che hanno perso le loro attività o che ogni giorno fanno la spola tra la costa e l’interno per andare al lavoro, che non possono lasciare le zone terremotate neanche quando ci sono due metri di neve perchè non possono abbandonare i loro animali, migliaia dei quali anche senza stalle. Le strutture ricettive che conosciamo noi sono quelle che hanno aperto le porte agli sfollati delle aree interne e per la maggior parte non hanno ancora ricevuto il giusto compenso, improntando perciò soldi. A tutti questi e ai tanti sindaci che ogni giorno si danno un gran da fare per risolvere l’emergenza, quei 346mila euro avrebbero fatto comodo. Non avrebbero cambiato loro la vita ma avrebbero potuto migliorare qualcosa. Poniamo anche che si sia deciso di valorizzare le aree non colpite dal sisma, ma per quale motivo si parla di interventi a sostegno dei terremotati? Cosa se ne fanno questi terremotati di uno spot sulle principali reti Rai?
La Regione fa presente cheNeri Marcorè, protagonista degli spot ha rinunciato ai  diritti d’autore per questa campagna e che le concessionarie di pubblicità di Rai e Mediaset hanno compartecipato «offrendo delle condizioni estremamente favorevoli, sia in termini di costi che di spot pubblicitari da mandare in onda».
I terremotati ringraziano ma quello che è certo è che il terremoto ha colpito le Marche al cuore. E senza cuore non si può continuare a vivere. Non basterebbero tutti gli spot del mondo. Per andare avanti, bisogna guarire. Tutti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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