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Ussita: “Un boato, poi l’apocalisse”
Racconti da un paese spaccato

SISMA - Il comune montano ha l'80% delle case inagibili, il 25% per crolli. Alberghi, alimentari, farmacia tutti chiusi. Silvia Bonomi: "Ero già uscita di casa alla prima scossa quando è arrivata la seconda, sembrava lo scoppio di una mina". Enrico Mariangeli: "E' venuto giù tutto. Non sapevo dove fuggire. Ce l'ho fatta per miracolo" VIDEO
giovedì 27 ottobre 2016 - Ore 20:54 - caricamento letture
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Il reportage video da Ussita

Una casa danneggiata ad Ussita

Una casa danneggiata ad Ussita

 

di Marina Verdenelli

(Foto di Lucrezia Benfatto)

Bolle enormi sull’asfalto, scoppi come tuoni, e residenti sfiorati da una pioggia di cemento e detriti che impediva la corsa per mettersi in salvo. Questo lo scenario ad Ussita, comune con 13 frazioni, vissuto dopo le scosse di terremoto. Passata la notte c’è ancora la forza di raccontare tra chi ha abbandonato le proprie abitazioni in tempo mettendosi al sicuro prima in strada e poi in sistemazioni di fortuna. Il comune montano, che si stava preparando al ponte del 1 novembre con gli alberghi già prenotati, registra l’80% delle case inagibili, il 25% per crolli. Un danno per turismo che alimenta l’economia degli abitanti. Off limits l’hotel Ussita, l’hotel Monte Bove, bar, alimentari, macellerie e la farmacia. Questa la prima stima del sindaco Marco Rinaldi che non si è fermato un attimo dopo le prime scosse di ieri e che hanno colpito duramente il suo territorio. Questa mattina ha fatto il giro di tutte le 13 frazioni dove la popolazione ha dormito chi in auto chi in casette di legno messe a disposizione del camping Colorito.

La frazione di Sasso

La frazione di Sasso

«Abbiamo l’80% delle abitazioni inagibili e il 25% lo sono per crolli – spiega il primo cittadino – A Frontignano entrambi gli alberghi (la Domus Laetitiae e l’hotel Felycita) sono rovinati dalle scosse. Le frazioni più colpite sono Sasso, La Pieve e Sorbo. Il paese è finito. Alimentari chiusi, non c’è nemmeno chi può vendere un po’ di pane. Qui viviamo di turismo. Cosa faranno i nostri ragazzi? Penso alla stagione sciistica ormai compromessa».

Il sindaco Marco Rinaldi

Il sindaco Marco Rinaldi

In piazza Cavallari, al centro della frazione di Fiuminata, è stato allestito un punto di raccolta per i soccorsi e per i cittadini dove arriveranno i bagni chimici e dove sono state montate delle tende di appoggio per gestire la prima emergenza. Lì è corsa ieri sera Silvia Bonomi, 30 anni, residente nella frazione di Sasso. «Ero già uscita di casa alla prima scossa quando è arrivata la seconda – racconta – ho sentito un boato tremendo, sembrava lo scoppio di una mina. Poi ho visto tutte bolle sull’asfalto, il manto stradale si è gonfiato e ho pensato che si stava spaccando la terra. Sembrava l’apocalisse». A Sasso sono state tratte in salvo due sorelle anziane, di 96 e 94 anni, dal soccorso Alpino. Dopo le due scosse più forti erano rimaste ancora in casa. Il primo ristoro agli sfollati della notte lo ha fornito il bar-ristorante La Luna che ha servito caffè caldi per tutti. Poco più avanti, nella frazione di Capovallazza, una famiglia di albergatori si è messa in salvo rifugiandosi in una casetta di legno messa in giardino dopo il terremoto di agosto.

Pamela Nori e la mamma Rosa Seccaccini

Pamela Nori e la mamma Rosa Seccaccini

«Stavo lavando i piatti – racconta Pamela Nori, 31 anni – e ho sentito come un tuono. Pensavo fosse il temporale e ho detto a mia madre di andare fuori a ritirare i panni. Poi è ballato tutto». Nori gestisce l’albergo con la madre Rosa Seccaccini, 74 anni, e il padre Alessandro, 71 anni. L’uomo stamattina non riusciva a trattenere le lacrime.  Avevano tutto prenotato per il ponte del 1 novembre, a partire da domani (venerdì), ma le prenotazioni sono state annullate. «Da agosto – commenta Seccaccini – non abbiamo più lavorato. Abbiamo questa attività dagli anni 50, era di mia suocera. Viviamo solo di questo. Non so come faremo ad andare avanti». A la Pieve c’è chi si è messo in fuga con il crollo ed è stato sfiorato dai detriti che gli piovevano addosso. «Ce l’ho fatta per miracolo – dice Enrico Mariangeli, 44 anni – stavo dando l’impregnante alle porte quando è venuto giù di tutto. La mia casa si è spaccata. Non sapevo più dove fuggire. Poi ho dormito in auto».

Enrico Mariangeli

Enrico Mariangeli

Con la luce del giorno ad Ussita sono iniziati anche i primi sopralluoghi dei vigili del fuoco. Nelle frazioni sono arrivati i pompieri di Rimini. Sono entrati nelle case abbandonate durante la notte. Il personale ha aiutato i residenti a recuperare le medicine, denaro, oggetti di valore e armi, là dove le condizioni di sicurezza lo permettevano. Il caposquadra Maurizio Nensor si è informato su un’auto che girava con la scritta Protezione civile e personale vestito di nero che si avvicinava alle case per controllare che non fossero sciacalli. Il fatto è stato segnalato ai carabinieri.

Il caposquadra dei pompieri Maurizio Nensor entra nelle case per recuperare medicinali e effetti personali dei residenti

Il caposquadra dei pompieri Maurizio Nensor entra nelle case per recuperare medicinali e effetti personali dei residenti

Danni alla farmacia dove è stato messo un vigile del fuoco per entrare all’interno insieme al medico e prendere i medicinali a chi ne aveva bisogno. Chiusa la macelleria e l’alimentari, il titolare Angelo Temperi ha passato la notte in auto con la famiglia, dopo una valutazione speditiva dei vigili del fuoco che non ha ritenuto sicuri i due esercizi. Nastri anche all’hotel Ussita. Per le attività commerciali il sindaco chiederà un prefabbricato dove spostare i negozi chiusi. Crollata la facciata della chiesa di Santa Maria Assunta.

 

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Alessandro Nori dell’albergo Monte Bove, in lacrime per la sua attività

L'hotel Ussita transennato

L’hotel Ussita transennato

Il punto di raccolta ad Ussita

Il punto di raccolta ad Ussita

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Pompieri ad Ussita per i sopralluoghi

Un crollo a Sasso di Ussita

Un crollo a Sasso di Ussita

 

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Il bar-ristorante La Luna

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Un sasso caduto dalla montagna

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