«Difendiamo conoscenza e democrazia»
Cgil in piazza contro i tagli alla scuola
MACERATA - Il 20 novembre la mobilitazione in piazza Annessione. Il sindacato: «È il momento di far sentire la nostra voce, di difendere il lavoro, i salari, la dignità professionale e il diritto di tutte e tutti a un’istruzione pubblica di qualità»

«La Legge di Bilancio 2027 conferma una scelta politica grave e inaccettabile: fare cassa sulla scuola pubblica, sul lavoro e sul futuro del nostro Paese». Così la Cgil Macerata annuncia la mobilitazione per il 20 novembre, in occasione dello sciopero generale. La manifestazione, insieme alla Flc Cgil, si svolgerà dalle 8,30 in piazza Annessione (zona Cancelli).
«Ancora una volta il Governo sceglie di ridurre risorse e personale, anziché investire nell’istruzione – dicono dal sindacato -, nella formazione e nella ricerca. Ai 5.660 docenti e ai 2.174 lavoratori Ata già tagliati nell’anno scolastico 2025/26 si aggiungono altri 4.925 posti di docenti e 2.049 posti Ata dal 2027/28. Oltre 14.000 posti di lavoro in meno in tre anni. Numeri che raccontano una precisa idea di scuola: meno personale, meno servizi, meno qualità e maggiori difficoltà per chi ogni giorno garantisce il diritto all’istruzione».
Per la Cgil è «particolarmente pesante il colpo inferto al personale Ata, soprattutto ai collaboratori scolastici, figure indispensabili per il funzionamento delle istituzioni scolastiche. Tagliare questi posti significa mettere concretamente a rischio la sorveglianza dei minori e la qualità dei servizi essenziali. Una scuola senza collaboratori scolastici non è una scuola che risparmia: è una scuola che non riesce più a garantire pienamente le proprie funzioni. Il calo demografico non può diventare il pretesto per ridimensionare ulteriormente la scuola statale. Dovrebbe rappresentare, al contrario, un’opportunità per investire sulla qualità: ridurre il numero di alunni per classe, ampliare il tempo scuola, rafforzare gli organici, contrastare la dispersione scolastica e garantire una rete scolastica capace di rispondere ai bisogni dei territori».
E poi ancora: «È inaccettabile che, mentre si sottraggono risorse alla scuola statale, si proroghi il contributo di 1.500 euro per le famiglie che scelgono le scuole paritarie. Una scelta che evidenzia ancora una volta le priorità di questo Governo: meno investimenti nella scuola pubblica e nuove risorse a sostegno di quella privata. A tutto questo si aggiunge un altro elemento gravissimo: l’assenza di risorse adeguate per il rinnovo del Ccnl Istruzione e Ricerca 2025-2027. Docenti, personale Ata, lavoratrici e lavoratori delle università, della ricerca e dell’Afam continuano a fare i conti con stipendi che perdono potere d’acquisto, carichi di lavoro crescenti e un riconoscimento professionale del tutto insufficiente. La detassazione del salario accessorio non può sostituire un vero rinnovo contrattuale e, soprattutto, non raggiunge neppure tutti i lavoratori».
Per Flc Cgil Macerata «non è più possibile accettare questo progressivo impoverimento del sistema pubblico della conoscenza. Siamo al fianco delle studentesse e degli studenti che stanno portando avanti, con determinazione e pacificamente, la mobilitazione per una scuola migliore, più inclusiva e capace di offrire opportunità e futuro alle nuove generazioni. Rivolgiamo un appello a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori della conoscenza: personale della scuola, dell’università, della ricerca e dell’Afam. Il 20 novembre incrociamo le braccia e scendiamo in piazza. È il momento di far sentire la nostra voce, di difendere il lavoro, i salari, la dignità professionale e il diritto di tutte e tutti a un’istruzione pubblica di qualità. Non possiamo accettare una scuola senza organici, senza risorse e senza riconoscimento per chi ogni giorno la manda avanti. Difendere la conoscenza significa difendere la democrazia, l’uguaglianza e il futuro del Paese.
Il 20 novembre fermiamo tutto. La conoscenza non si taglia».