Morto il secondo operaio
rimasto ustionato alla Fincantieri:
Kabir Mohidul, aveva 29 anni

ANCONA – Il giovane è deceduto al centro ustionati di Pisa dopo l’incendio del 29 settembre. Nella tragedia era già deceduto il collega Sofiane Boutraa

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Kabir Mohidul e Sofiane Boutraa

Non ce l’ha fatta nemmeno Kabir Mohidul, il lavoratore bengalese di 29 anni rimasto tragicamente coinvolto nell’incidente del 29 settembre scorso all’interno dello stabilimento Fincantieri di Ancona.

Il giovane, che nell’esplosione delle fiamme aveva riportato ustioni gravissime, era stato inizialmente soccorso all’ospedale regionale di Torrette e successivamente trasferito d’urgenza al Centro specializzato per grandi ustionati di Pisa, dove nelle scorse ore il suo quadro clinico è precipitato fino al decesso.

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I soccorsi nella notte dell’incidente alla Fincantieri

Salgono così a due le vittime del rogo. Quella stessa sera, infatti, aveva perso la vita sul colpo il collega 55esimo tunisino Sofiane Boutraa, padre di tre figli.

I due operai, impiegati per conto di un’azienda in appalto estero, stavano eseguendo interventi di carpenteria all’interno di una nicchia ristretta nel blocco “quinta marcia” dello scalo navale, quando sono stati improvvisamente travolti da un incendio che non ha lasciato loro alcuna via di fuga.

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Kabir Mohidul

«Serve una procura speciale che indaghi, come esiste in altri casi, e che ci sia l’omicidio sul lavoro» ha detto Claudia Mazzucchelli, segretaria generale della Uil Marche alla notizia della morte di Kabir Mohidul, il giovane lavoratore di 29 anni di origine bengalese rimasto gravemente ferito lo scorso 29 settembre dopo l’incidente in Fincantieri nel quale aveva perso la vita anche Sofiane Boutraa.

«Nessuna produzione, nessuna scadenza e nessun modello organizzativo possono giustificare condizioni in cui la sicurezza dei lavoratori non sia pienamente garantita – aggiunge la segretaria generale della Uil Marche -. Vanno invece rafforzate concretamente prevenzione, formazione, coordinamento delle attività e gestione dei rischi interferenziali, soprattutto nei grandi cantieri e nelle filiere dell’appalto».
La Uil Marche «si stringe con immenso dolore alle famiglie di Kabir e Sofiane, ai loro colleghi e alle comunità che li accoglievano. In questi giorni di lutto, l’attenzione deve restare interamente su di loro e sulla necessità di accertare ogni responsabilità».

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