Conferenza dei rettori, John McCourt
guiderà la Commissione affari internazionali
MACERATA - Il rettore di Unimc sarà affiancato dalla collega dell'ateneo di Torino e seguirà in particolare la mobilità internazionale, con specifica attenzione al programma "Erasmus+". «La pluralità delle università italiane è una risorsa: il nostro compito sarà tradurla in capacità di azione comune»

John McCourt e Cristina Prandi
La rettrice dell’Università di Torino, Cristina Prandi, e il rettore dell’Università di Macerata, John McCourt, sono stati nominati coordinatori della Commissione affari internazionali della Conferenza dei rettori delle università Italiane. L’incarico, conferito dalla presidente della Crui, Laura Ramaciotti, prevede un coordinamento condiviso, articolato in ambiti di responsabilità complementari.
La nomina unisce due atenei fortemente impegnati nella cooperazione internazionale e nella costruzione dello spazio europeo dell’istruzione e della ricerca, anche attraverso le alleanze universitarie europee Erua, di cui fa parte l’Università di Macerata, e Unita, coordinata dall’Università di Torino. McCourt e Prandi lavoreranno insieme alla definizione delle priorità della Commissione e al raccordo con il Ministero dell’università e della ricerca, il Ministero degli affari esteri e della Cooperazione internazionale e gli altri interlocutori istituzionali sui dossier internazionali di sistema. Obiettivo comune sarà rafforzare la capacità delle università italiane di contribuire alle politiche europee e internazionali e di tradurle in opportunità concrete per studenti, docenti e ricercatori.
John McCourt seguirà in particolare la mobilità internazionale, con specifica attenzione al programma Erasmus+, e rappresenterà la Crui nei rapporti con la European University Association (Eua) e con Uni-Italia. Tra le sue priorità figurano l’ampliamento delle opportunità di mobilità per studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo, l’attrazione di studenti e talenti internazionali, il miglioramento delle procedure di ammissione e accoglienza e il rafforzamento del coordinamento tra atenei e istituzioni competenti.
Cristina Prandi seguirà in particolare l’internazionalizzazione strategica, le alleanze universitarie europee e la diplomazia scientifica, con attenzione alle politiche dell’Unione europea per l’università e la ricerca, ai partenariati strategici e alla cooperazione tra sistemi universitari. Rientra nell’incarico anche il raccordo con il Ministero dell’università e della ricerca, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e gli altri interlocutori istituzionali sui dossier internazionali di sistema. «La pluralità delle università italiane è una risorsa: il nostro compito sarà tradurla in capacità di azione comune e in una presenza internazionale più forte – dichiara John McCourt – è con questo spirito che accolgo la fiducia della presidente Ramaciotti e l’impegno da condividere con Cristina Prandi. Per essere competitivi dobbiamo anzitutto arrivare in tempo. Gli studenti internazionali confrontano opportunità in diversi Paesi e devono ricevere risposte in tempo utile per scegliere e organizzare il proprio futuro. Anticipare l’apertura delle candidature, rendere più chiare le procedure e migliorare l’accoglienza richiede un impegno coordinato tra università e istituzioni. Anche attraverso il confronto in sede Eua e il lavoro con Uni-Italia, vogliamo contribuire a rendere il sistema universitario italiano più accessibile, attrattivo e capace di valorizzare i talenti».
La Commissione affari internazionali della Crui riunisce i prorettori e i delegati rettorali responsabili dell’internazionalizzazione e promuove il coordinamento tra gli atenei, la condivisione di strumenti e la diffusione di buone pratiche. Il nuovo coordinamento lavorerà per rafforzare la cooperazione internazionale e ampliare le opportunità di studio, ricerca e mobilità per le comunità universitarie. «Ringrazio la presidente Ramaciotti per la fiducia e sono lieta di condividere questo incarico con John McCourt – dichiara Cristina Prandi – in una fase segnata da guerre e tensioni geopolitiche, la diplomazia scientifica assume un valore politico e civile ancora maggiore. Le università possono tenere aperti canali di dialogo, costruire fiducia e affrontare problemi comuni attraverso la ricerca, anche quando il confronto tra governi si interrompe. Per farlo devono poter contare sulla libertà accademica e sull’autonomia della ricerca, condizioni essenziali per una cooperazione credibile. Lavoreremo con le istituzioni e le reti internazionali per rafforzare questo contributo e offrire alle nostre comunità accademiche nuove opportunità di collaborazione».