Incantato dalla storia di Unimc,
realizza un sigillo e due medaglie
e le dona al rettore

MACERATA - Luciano Cencioni, originario di Orvieto, ha consegnato la composizione artistica a John Mccourt

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Luciano Cencioni insieme alla moglie mostra il manufatto con il sigillo e le due medaglie al rettore John McCourt

Una visita all’Aula Magna dell’Università di Macerata, una porta chiusa per lavori e un incontro inatteso sono all’origine di una donazione che unisce arte, storia e passione per la cultura. Luciano Cencioni, cittadino di Orvieto, ha donato oggi all’ateneo un sigillo di una bolla papale di Niccolò IV, due medaglie raffiguranti i pontefici Leone X e Paolo III e un manufatto in ceramica artistica realizzato appositamente per accoglierli. Un dono che intreccia la memoria storica dell’università con quella della città umbra.

Luciano Cencioni e John McCourt

L’idea è nata il 10 settembre 2024, quando Cencioni, in visita a Macerata, aveva cercato di accedere all’aula magna dell’ateneo, trovandola temporaneamente chiusa. Un addetto all’accoglienza, pur non potendo accompagnarlo all’interno, gliel’aveva descritta con una passione tale da suscitare la sua curiosità. Tornato a Orvieto, Cencioni ha cominciato ad approfondire la storia dell’università, scoprendo sorprendenti collegamenti tra le due città. Da questa ricerca ha preso forma, grazie alla collaborazione di alcuni artigiani ceramisti, una composizione che richiama tre momenti significativi della storia universitaria maceratese: il 1290, anno al quale la tradizione fa risalire il legame tra Niccolò IV e le origini dell’ateneo; il 1518, quando Leone X autorizzò il conferimento gratuito del grado dottorale ai giovani poveri della provincia; e il 1540, quando Paolo III istituì lo Studium generale maceratese.

Manufatto sigilli e medaglie papali Unimc

Il manufatto, articolato in tre sezioni, accoglie il sigillo pontificio e le due medaglie, accompagnati da stemmi ed elementi vegetali simbolici: il tarassaco, che evoca la diffusione della conoscenza, e l’alloro, emblema del merito e della dignità accademica. «Un oggetto nasce da un’intenzione. Finché rimane nelle mani di chi lo ha concepito, il suo significato resta cristallizzato. Ma quando viene donato, inizia una vita autonoma: altri potranno osservarlo e forse riconoscere nei suoi simboli significati diversi da quelli finora immaginati – ha spiegato Cencioni – è con questo spirito che lo affido alla comunità universitaria di Macerata, nella sincera speranza che possa custodire il valore di una testimonianza e, al contempo, offrire occasione per future riflessioni».

«Siamo grati a Luciano Cencioni per questo gesto di generosità e sensibilità culturale – ha commentato il rettore John McCourt – è particolarmente significativo che una persona esterna alla nostra comunità abbia trovato nella storia dell’università uno stimolo per approfondire, creare e infine condividere. Questa donazione ci ricorda che il patrimonio storico di un ateneo non appartiene soltanto a chi lo frequenta, ma è un bene collettivo, capace di creare legami tra persone, città e generazioni».


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