Bodyguard in Consiglio,
il tandem Troiani-Costamagna:
«Denunciamo l’avvocato Feliziani»
CIVITANOVA - I due ex presidenti del consiglio contestano la presenza degli uomini della sicurezza durante la seduta: «Si configura il reato di violenza e minaccia a corpo politico, gesto di gravità istituzionale senza precedenti». La versione di Paolo Biancucci: «Non sono stato io a provocarlo. Gli ho teso la mano dopo che sui social c'erano state battute e punzecchiature»

I ragazzi della sicurezza in consiglio al seguito di Alberto Feliziani
di Laura Boccanera (foto De Marco)
Bodyguard in Consiglio comunale a Civitanova, Fausto Troiani e Ivo Costamagna annunciano una denuncia nei confronti dell’avvocato Alberto Feliziani: «Si configura il reato di violenza e minaccia a corpo politico, articolo 338 del codice penale, gesto di gravità istituzionale senza precedenti».

Ivo Costamagna
Potrebbe arrivare davanti ad un’aula di tribunale, dopo essere giunta nell’aula consiliare, la presenza delle sei guardie del corpo ingaggiate ieri dall’avvocato Feliziani che si è presentato in assise con alcuni uomini di sicurezza privata. Omoni in look total black che sono stati anche controllati dalla Digos e identificati prima di consentire il loro permanere in aula. Una decisione assunta, a suo dire, per garantire la propria incolumità da un clima minatorio sui social. Presenze che non hanno comunque evitato alcuni screzi, come quello con Paolo Biancucci, marito dell’ex assessora Roberta Belletti, protagonista ieri sera di uno scambio verbale acceso con lo stesso Feliziani.

L’avvocato Federico Valori
«Da cosa è giustificata la presenza di 6 uomini di sicurezza? – chiede l’avvocato Federico Valori – sono state presenze minacciose in un’aula consiliare, un reato che travalica la violenza privata e si estende al corpo politico».

Fausto Troiani
Quei vigilantes rappresentavano dunque qualcosa in più per Fausto Troiani che ha trovato un inconsueto alleato in Ivo Costamagna. «Abbiamo dato mandato congiunto allo studio Valori – dice Costamagna – in qualità di ex presidente del consiglio comunale e responsabile di Azione il sottoscritto e consigliere comunale in carica, già presidente del Consiglio Fausto Troiani di presentare formale denuncia nei confronti dell’avvocato Alberto Feliziani ai sensi di quanto disposto nell’articolo 338 del codice penale per violenza o minaccia a corpo politico. Il gesto compiuto ieri sera è di una estrema gravità istituzionale, che non ha precedenti. Le camicie indossate potevano anche essere quelle rosse con la stella a cinque punte delle Br ma la nostra reazione sarebbe stata la stessa.

L’acceso scontro verbale fra Paolo Biancucci e Alberto Feliziani contornato dagli uomini della security prima dell’inizio del consiglio comunale
C’è un limite invalicabile: quello delle leggi e di ciò che prevede la carta Costituzionale – continua Costamagna -. Quel limite, a nostro avviso, è stato ampiamente superato da ciò che è accaduto in sala consiliare e che è stato ripreso dalle telecamere. Alberto Feliziani è un avvocato e, quindi, è pienamente consapevole delle previsioni di legge. Il fatto che sul merito della mozione di sfiducia io e Troiani la pensavamo e la pensiamo in modo convergente non cambia la nostra collocazione politica e, lo ripetiamo, non c’entra niente con questa denuncia di carattere essenzialmente istituzionale».

L’avvocato Alberto Feliziani in prima fila durante il Consiglio comunale di ieri sera
Un’alleanza momentanea e inaspettata insomma tanto più se si ricorda come proprio nel 2018 fu invece Troiani a trascinare in tribunale Costamagna per diffamazione, allora difeso sempre da Valori. Da quell’accusa Costamagna venne prosciolto con formula piena. L’avvocato di Troiani all’epoca era la sorella di Silvia Squadroni, l’avvocato Maria Gioia Squadroni.

Paolo Biancucci
Ed ecco la versione di Paolo Biancucci: «Non sono stato io a provocarlo, di quale provocazione parla? – dice il marito dell’ex assessora Roberta Belletti -. Sono andato lì e gli ho teso la mano dopo che sui social c’erano state battute e punzecchiature. Gli ho detto “Sono Paolo Biancucci” e lui ha alzato i toni e minacciato di andare fuori. Ma non credo che denuncerò. Non ho mai risolto le mie faccende con gli avvocati o denunciato nessuno».

Alberto Feliziani a colloquio con il consigliere regionale di FdI Pierpaolo Borroni durante l’assise
Feliziani – che oggi non commenta – ieri sera ha specificato che i ragazzi della security erano 5, il sesto era il suo autista.

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L’ultima carta è quella di attaccare me ipotizzando fantasiosi reati che riguardano tutt’altre fattispecie . Non ho minacciato alcun corpo politico. La mia unica preoccupazione era che il Consiglio Comunale non diventasse l’occasione per aggredire anche fisicamente chi si era permesso di anticipare il proprio voto. Saprò difendermi da queste a dir poco azzardate accuse che anche chi non capisce di diritto è in grado di comprendere. Darò mandato di difendermi qualora si rendesse necessario considerando chiusa una stagione politica.
Ben 6 guardie del corpo… Deve avere avuto una GRANDISSIMA paura per circondarsi di questi carinissimi personaggi…
E poi ci si chiede perché la gente non va più a votare….
Bla-terare non è bello,
soprattutto se convinti,
non è il dono su alberello,
per poi credersi distinti;
sicurezza era nell’aria,
fino a poco tempo fa,
ma poi di sicur plenaria,
la riunione a ‘sistemà’;
non puntiam su guardia spalle,
sceneggiata non serviva,
forse è meglio giocar palle,
di discorsi in prospettiva;
denunciare su che cosa,
non s’è vista la minaccia,
rimettete arma in posa,
non rischiate figuraccia;
il poter logora assai,
era stato già pur detto,
or d’aggiunger casomai,
ch’è da usar maggior rispetto… m.g.
Infatti bisognerebbe chiedersi perché c’è ancora gente che va a votare.
…Massimo, col dialetto, stamane, qualcosa avevo accennato, ma non so se ci ho azzeccato…Buona notte gv